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Martedì, 20 Luglio 2021 12:37

L’illusione di battere il virus con il vaccino

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L’idea che basti inoculare un farmaco nel gregge per sconfiggere la malattia è stata disastrosa fin dal principio. La nostra migliore arma anti infezioni è il sistema immunitario. Che non si rinforza certo chiudendosi per mesi in casa.

Il sistema immunitario

Esiste una regola che vale per tutte le malattie infettive: le prime e fondamentali difese sono il nostro sistema immunitario e l’igiene. In tutte le più terrificanti epidemie, a cominciare da quella in assoluto più atroce, la peste che ha flagellato l’Europa nel 300, sterminando un europeo su tre, c’è qualcuno che non si ammala e sopravvive: sono coloro che hanno un sistema immunitario e una situazione igienica migliore. Compito minimo di uno Stato quindi è garantire la possibilità a tutti di comprare cibo di qualità, fornire le condizioni igieniche necessarie, sole, aree verdi, acqua corrente, sapone, fogne, qualcuno che raccolga la spazzatura tutte le mattine. La spazzatura raccolta tutte le mattine non è un optional, fa parte del pacchetto base. Lasciata dove è fa proliferare i topi che hanno portato la peste in passato, ma potrebbero anche riportarla in futuro, e che tuttora portano salmonella, leptospirosi, tifo murino, colera, meningite linfocitaria, hantavirus.

L'importanza della prevenzione

Uno Stato e un sindaco non in grado di risolvere questi problemi sono un pessimo Stato e un pessimo sindaco. Chi non raccoglie la spazzatura deve essere cacciato. Ci offre di questo un esempio perfetto il Covid19, che essendo una patologia a bassa letalità colpisce e uccide prevalentemente persone di età media 81 anni con 3 patologie pregresse, cioè persone che non si espongono al sole, che non sempre assumono tutte le proteine e le vitamine necessarie. La mancanza di attività fisica, il diabete e il sovrappeso favoriscono la malattia. Un ministro della Salute degno di questo nome, dei virologi ed epidemiologi degni di essere medici, davanti al Covid avrebbero dovuto dare le istruzioni minime per potenziare il sistema immunitario, quelle che abbiamo invece dato io e pochi altri: state il più possibile all’aria aperta facendo attività fisica, che potenzia il sistema immunitario e permette di controllare peso e glicemia. Assumere vitamina D e C, omega 3, lattoferrina e quercitina vi possono aiutare. Al contrario sono stati dati ordini dementi, mi assumo la responsabilità di ogni sillaba di questa parola: arresti domiciliari con divieto di portare fuori i bambini mentre era permesso di portare fuori il cane. Rinchiuse in casa, le persone si sono consolate fabbricando dolci, le scorte di lievito sono crollate e la glicemia è salita insieme ai chili, aumentando la vulnerabilità alla malattia. L’insicurezza, il dolore per il disastro economico, hanno ulteriormente distrutto il sistema immunitario così da renderlo il più simile possibile a quello di un ottantunenne con patologie pregresse.

La storia insegna

Se esaminiamo le curve di andamento delle malattie, scopriamo che c’è un’impennata all’inizio dell’800,un primo crollo quando compaiono le fogne, un secondo quando arriva l’acqua corrente, un’impennata con le guerre mondiali, un crollo con l’aumento dei salari minimi. Quando arrivano i vaccini c’è un ulteriore abbassamento, un ultimo 10%, ma il 90% del calo è dato da acqua, fogne, sole, cibo decente. In mancanza di acqua, fogne, sole, cibo decente, i vaccini funzionano poco perché senza un sistema immunitario forte il vaccino può poco, i disprotidemici non fabbricano anticorpi sufficienti, i disvitaminosici nemmeno e lo stesso gli anziani, che hanno la ghiandola del timo atrofizzata e di conseguenza hanno pochi linfociti T, quelli che inoltrano al sistema immunitario le istruzioni fornite dai vaccini. Il vaiolo come il colera ha imperversato con spaventosa ferocia nella prima metà dell’800. È una sciagurata epoca caratterizzata dalla miseria più sordida, dall’affollamento più mostruoso con dieci persone per stanza, in quartieri con fogne a cielo aperto e senza luce, sia per l’altezza delle case che si ergevano su stradine strettissime, sia per l’ombra causata dalla costante fuoriuscita di fumo dalle ciminiere. Nelle epoche precedenti esistevano la miseria e la fame, ma non la mancanza di sole. Con la nascita delle industrie i poveri hanno cominciato ad abbandonare le campagne dove la loro vita era miserabile ma assolata, dove di tanto in tanto anche loro mettevano le mani su un uovo o su un sorso di latte appena munto, dove le more e i ribes, le ottime foglie di tarassaco, i ricchissimi frutti di rosa canina abbondavano gratuiti e benefici. Ora adulti e bambini lavoravano in fabbriche o, peggio, miniere, lontani dal sole dieci o dodici o quattrodici ore in cambio di salari insufficiente a comprare con regolarità latte, uova, frutta e verdura fresche. Tutto questo ha causato il crollo del sistema immunitario. Vaiolo, colera e dissenteria hanno mietuto vittime in maniera atroce. Il cosiddetto progresso umano è costato lacrime e sangue, tante lacrime e tanto sangue. La soluzione sarebbe stata ridurre gli orari di lavoro, vietare l’ingresso dei bambini in fabbriche e miniere, aumentare i salari, costruire fogne, alloggi e portare l’acqua corrente. Tutto un po’caro. A questo punto arriva la soluzione: il vaccino. Pratico, economico, razionale, scientifico: la soluzione ideale. Ci avevano già provato nelle epoche precedenti, ma il vero inventore, colui che lo ha introdotto nel mondo, è Edward Jenner. Nel 1796 Jenner osservò che una mungitrice aveva sulle mani le pustole del vaiolo bovino, o vaccino da cui il nome, parente del vaiolo nella variante umana, anche nota come Orthopox variola, un’infezione che infliggeva alle sue vittime febbre e dolorose lesioni cutanee trasudanti, che le sfiguravano, e le conduceva spesso alla morte. Il medico notò che spesso le mungitrici che avevano contratto il vaiolo bovino sviluppavano solo poche pustole sulle mani, non su tutto il corpo, e che non si ammalavano di vaiolo vero durante le epidemie. Un medico vero sperimenta su sé stesso, Jenner sperimentò su James Phipps, un bambino di 8 anni, figlio del fattore, cioè di un suo servo. Prima gli fece una minuscola ferita sul braccio e inoculò una goccia di pus prelevata da una pustola di vacca. James ebbe la febbre per due giorni e sviluppò una pustola, da cui guarì rapidamente. Dopo due mesi Jenner con lo stesso sistema inoculò una goccia di pus prelevato da un malato di vaiolo. Se il ragazzo non si fosse immunizzato gli avrebbe serenamente causato il vaiolo, ma l’esperimento riuscì e non sviluppò la malattia. Da questo Jenner ricavò il concetto completamente sbagliato che l’inoculazione del vaiolo vaccino fosse sempre innocua ed efficace. Un tipico esempio di cialtronaggine, di osservazione episodica assunta a dogma. Quelle mungitrici e quel bambino che vivevano in campagna avevano un sistema immunitario forte, loro non svilupparono il vaiolo vaccino come malattia sistemica, svilupparono gli anticorpi per resistere. Sui bambini immunodepressi delle periferie operaie fu un’ecatombe. Su tutti i nostri testi è scritto che Jenner è stato un eroe che ha salvato migliaia di vite, ma sono ancora disponibili i giornali dell’epoca a raccontarci la vera storia, come le prime generazioni di vaccinazioni antivaiolose sono state il più tragico esempio di danno iatrogeno, un danno cioè causato da medici e medicine nell’intento di curare o prevenire.

Silvana De Mari

Letto 421 volte Ultima modifica il Martedì, 20 Luglio 2021 12:49
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