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Sabato, 09 Maggio 2020 14:27

Scienza: la virtù del dubbio ai tempi del coronavirus

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Scienza: la virtù del dubbio ai tempi del coronavirus

Esperti dalle granitiche certezze o scienziati che, dubbio dopo dubbio, trovano le cure per salvare vite?

Supponiamo di dover affrontare un problema grave nuovo; cosa faremmo? Certamente ci rivolgeremmo a degli esperti. Ora: tra questi esperti alcuni dichiarano con estrema sicurezza, di fronte a questo problema nuovo, una spiegazione del fenomeno. Altri invece, in tutta onestà, rispondono: “mah, è un fenomeno complesso, mai analizzato, dobbiamo studiarlo”.

Chi tra questi due gruppi di esperti scegliereste? Quello dalle granitiche certezze? O quello che coltiva il dubbio e si impegna, faticando, a osservare il fenomeno, fare delle ipotesi, sperimentare per verificare queste ipotesi e solo a quel punto, verificata l’ipotesi come corretta, a formulare un parere?

Certezze ed incertezze della scienza

Riportate quanto sopra ai giorni nostri, al nostro tempo pandemico. Chi mettereste nel cesto degli esperti dalle granitiche certezze (che cambiano da una settimana all’altra a parte quelle che possono far guadagnare denari) e che hanno dimenticato che “Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato. [ALBERT EINSTEIN]”? E chi invece porreste nel cesto dei veri scienziati che, passo dopo passo e dubbio dopo dubbio, trovano le cure per salvare vite?

E una volta che avrete fatto la vostra cernita, ponetevi queste domande:

  • Come mai i NAS si sono interessati all’unica cura che ha un’incidenza di mortalità uguale a zero e quindi un indice di successo pari al cento per cento? Ci riferiamo all’ospedale Carlo Poma di Mantova e al dott. Giuseppe De Donno e alla sua cura con il plasma dei guariti da coronavirus (80 guariti a oggi su 80 malati). Vero che i NAS al momento hanno fatto solo una telefonata ma la cosa non vi pare strana e, anche, una forma di pressione e di deterrenza a proseguire su quella strada? I NAS sicuramente hanno ricevuto ordini da altri ma questi altri, perché si preoccupano di mettere sotto indagine una cura che salva? Forse perché è poco costosa (82,5 euro per ogni dose da 300 ml)? O è perché il dott. De Donno si è permesso, in un’intervista, di dire che questa cura è un dono che una persona fa a un'altra e questo non si può dire, in una società orientata al denaro evidentemente anche nell’ambito della salute? Quante vite hanno deciso si potranno sacrificare al dio denaro?
  • Come mai pretendono da noi comuni cittadini la massima trasparenza su tutto mentre chi pontifica dalla televisione o sui giornali chiedendo la nostra reclusione e destinandoci alla miseria, non è obbligato a dirci quali sono i proventi di TUTTI i suoi guadagni? Tanto per farci capire se esistono dei conflitti di interesse. Magari non esistono ma sarebbe bene saperlo, per poter meglio interpretare anche le giravolte a cui abbiamo assistito: prima è solo poco più di un’influenza o in Italia non arriverà mai, poi tutti a casa fino al vaccino se no l’Apocalisse di Giovanni si abbatterà su di voi.
  • Come mai non si possono leggere o ascoltare, se non su siti di organizzazioni come AMPAS o su Web TV e Web Radio le interviste al dott. Luca Speciani o al dott. Giuseppe De Donno o ad altri medici che sono stati in prima linea negli ospedali e hanno fatto vera esperienza, vera scienza su questo virus? Non stiamo parlando di signori nessuno della medicina come la maggior parte di noi. Stiamo parlando di scienziati con i quali sembra che altri abbiano paura di confrontarsi e perciò li censurano e vorrebbero zittirli anche per legge (ricordiamoci che se fosse successo nel passato, penseremmo ancora che la terra è piatta).
  • Come mai, e qui facciamo un po' di scienza sociale, pensano che la miseria a cui andremo incontro sia un’opzione accettabile? Forse per introdurre qualche obbligo che farà guadagnare qualcuno? Forse per avere la scusa, dati i disordini che potranno derivare dalla miseria, di sguinzagliare le forze dell’ordine nelle case dei cittadini comuni (già perché a leggere i giornali comunque chi delinque non se la sta passando poi male visto che le forze di polizia sono tutte impegnate a inseguire noi pagatori di tasse) e insegnargli come ci si deve comportare?

Anche se le abbiamo ben chiare, non vogliamo darvi risposte ma farvi il regalo del dubbio, del punto interrogativo in contrapposizione al punto esclamativo delle certezze.

 mr

 

Letto 565 volte Ultima modifica il Sabato, 09 Maggio 2020 14:37
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