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Giovedì, 28 Maggio 2020 17:23

Coronavirus usato per svolta autoritaria

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Il Coronavirus usato per una svolta autoritaria

Distruggere la borghesia e creare un’immensa plebe

Intervista a Diego Fusaro

Il Coronavirus utilizzato per una svolta autoritaria, grazie all’imposizione di un clima di paura, di terrore. Una manovra per distruggere la classe media e creare un’immensa plebe senza diritti. A sostenerlo, in un’intervista rilasciata a L’Eco del Sud, è Diego Fusaro. Il 36enne torinese, filosofo, docente e direttore scientifico dell’Istituto Alti Studi Strategici e Politici di Milano, è l’ideologo di Vox Italia e autore di saggi come Glebalizzazione, edito da Rizzoli, e Caro Epicuro, edito da Piemme, appena uscito nelle librerie.

L’Europa sta dimostrando appieno la propria fragilità, oltre che la dipendenza dalla Germania.

«Certo. L’Unione Europea ha svelato di essere un reich tedesco dove la Germania utilizza il nobile nome dell’euro per imporre le proprie politiche imperialiste. Il processo di integrazione europea sta massacrando la classe lavoratrice, sta annientando i ceti medi. Con la crisi attuale, anche i più convinti assertori dell’Ue se ne sono accorti. Si è parlato anche di falchi tedeschi».

Assertori dell’Ue e del globalismo…

«C’è chi parla di globalismo, io lo chiamo imperialismo che torna. Che sia della Germania in Europa o degli Stati Uniti a livello mondiale, sempre imperialismo è».

A proposito di imperialismo e regimi… in Italia si registra una sorta di cortocircuito democratico.

«Siamo di fronte a un cortocircuito perché gli stessi che celebrano la Resistenza e cantano Bella ciao inneggiano alla militarizzazione e alla sospensione delle regole basiche della democrazia. Non le chiamerei camicie nere perché non hanno le physique du rôle. Sono camicie fucsia, sostenitrici di questa nuova globalizzazione autoritaria. L’Italia, oggi, è sempre più simile al Cile degli anni ’70, con divieti di assembramento, giovani accusati di essere i serial killer dell’apericena. Il Covid-19 rischia essere l’alibi per la svolta autoritaria. Procediamo con Dpcm dalla legalità molto discutibile, malgrado ciò che dice Zagrebelsky. Se veramente si vuol fare tesoro della lezione della Liberazione, bisogna ammettere questa svolta autoritaria. Gli ultimi divieti della storia italiana sugli assembramenti risalgono al fascismo. Prima il pericolo erano i bolscevichi, oggi c’è il virus. Erano convinti di agire in nome del bene del Paese. La chiamavano la banalità del male. Oggi parlerei di malvagità del bene. Sono stati soppressi democrazia, libertà. Io lo chiamo capitalismo sanitario».

Scienziati, come Guido Silvestri, personalità autorevoli come Giuseppe De Rita, presidente del Censis, affermano che sia stato innescato un meccanismo tramite il quale incutere timore, paura, nei cittadini.

«Questo discorso mi sembra vero, se pensiamo alle correnti molto diverse all’interno della tribù dei virologi e al fatto che si dà voce solo a chi prospetta gli scenari peggiori. A quelli che in inglese si definiscono worst-case scenario. La dottoressa Maria Rita Gismondo, del Sacco di Milano, per aver detto che si trattava di poco più di un’influenza, fu quasi crocifissa. Diffondere la paura consente di produrre misure emergenziali. Che durano di più col durare dell’emergenza stessa. Su la Repubblica, circa un’ora fa (25 maggio, ndr), è uscito un articolo in cui un virologo si lamentava che stesse sparendo il virus, ritenendolo un peccato perché così non era possibile studiarlo ulteriormente (Adrian Hill, dell’Università di Oxford, secondo il quale il rallentamento non consente di testare il vaccino, ndr). È come se ci lamentassimo della sparizione dei tumori per l’impossibilità di cercare nuove cure».

Nel recente passato, lei ha denunciato che è in atto una manovra per distruggere le piccole imprese.

«Sì, devono prevalere i grandi gruppi multinazionali. Si vuole produrre un’immensa plebe senza diritti, con un reddito di cittadinanza nella migliore delle ipotesi, che non può fare rivolte. Quelle le ha sempre fatte il ceto medio. Lenin e Marx erano del ceto medio. I proletari non hanno mai fatto la rivoluzione. Stanno annientando la borghesia. Io la chiamo plebe in senso sociologico: non hanno più casa, posto fisso. Senza una coscienza di classe. Come fai ad averla, del resto, col distanziamento sociale? Come si fa a restare uniti col distanziamento sociale? Invece che “Proletari unitevi!”, “Proletari state a casa!”».

Questa crisi economica generata dalla pandemia non potrebbe essere la prosecuzione di quella innescata nel 2007? Da allora, come certifica l’Oxfam, i miliardari sono raddoppiati e hanno sottratto ulteriori risorse alla metà della popolazione mondiale più povera.

«Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, disse che la crisi del 2007 era una scelta politica. Assistiamo a un fenomeno di accumulazione per spossessamento dei beni. La shock economy crea una situazione emergenziale e colpevolizza la gente che non ha altra scelta che affidarsi a te. Lo stesso meccanismo si ripropone ora. C’è paura, c’è debito. Debito sanitario. Se tornerà il lockdown, ci dicono già che sarà colpa dei giovani, degli irresponsabili».

Questa forma di terrorismo, però, non pare riguardare soltanto l’Italia. Sembra avere una regia mondiale, globale.

«Non è solo un problema nazionale, infatti. Sarebbe sciocco pensare che sia soltanto colpa del governo di Giuseppe Conte. È qualcosa di globale. La vera domanda da porsi è sulla natura del virus. Davvero è passato all’uomo dal pipistrello o è stato prodotto in laboratorio? Tra gli studiosi di virus certe cose sono note. Sul sito della fondazione Bassetti, la virologa Ilaria Capua parlava della minaccia del bioterrorismo già nel 2012. Ma chi ne parla, oggi, viene diffamato, viene indicato come un complottista. Eppure la Cina dice che siamo a un passo dalla guerra fredda e si scambia accuse reciproche con gli Stati Uniti. Quindi, chi lo ha tirato fuori questo virus? Si parla del mercato del pesce ma non del laboratorio di Wuhan, che esiste dal 2014. Ed è risaputo che il paziente zero cinese non ha avuto nessun contatto con il mercato del pesce. Da parte loro, gli americani hanno ammesso pubblicamente casi di Coronavirus già a ottobre. Non voglio dare certezze ma riaprire la discussione».

In fondo, a ipotizzare che il virus sia stato costruito in laboratorio, è stato un altro premio Nobel, stavolta per la medicina: Luc Montagnier. Che è stato linciato mediaticamente per le sue teorie.

«In scienza si procede per ipotesi e confutazioni. Si confuti ciò che dice Montagnier e saremmo appagati. Anche Galileo Galilei e Gesù Cristo, al tempo, sarebbero stati definiti complottisti… Giorgio Agamben ha scritto acutissimi articoli sul Covid usato per la svolta autoritaria. Invito tutti a leggerli».

Link all’articolo originale: https://www.lecodelsud.it/coronavirus-usato-per-svolta-autoritaria-la-teoria-di-fusaro-distruggere-la-borghesia-e-creare-unimmensa-plebe

 

Letto 453 volte Ultima modifica il Venerdì, 29 Maggio 2020 08:21
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