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Lunedì, 30 Marzo 2020 09:48

Coronavirus. Potevamo agire altrimenti?

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Da un'analisi temporale degli avvenimenti relativi alla gestione del coronavirus nel nostro Paese, emerge una realtà desolante, fatta di improvvisazioni, ritardi e inadeguatezza. Gli italiani che pagano le tasse sentitamente ringraziano!  Ed ecco i dati.

  • 31 dicembre 2019: la Cina allerta il mondo per i casi insoliti di polmoniti da coronavirus;
  • 12 gennaio 2020: la Cina condivide la sequenza genetica del virus;
  • 29 gennaio 2020: due cittadini cinesi sono ricoverati allo Spallanzani di Roma;
  • 30 gennaio 2020: l'OMS dichiara l'emergenza sanitaria di interesse internazionale;
  • 1 febbraio 2020: nella gazzetta ufficiale n.26 viene pubblicata la dichiarazione dello stato di emergenza per sei mesi ossia si dichiara una crisi non fronteggiabile con i mezzi e i poteri ordinari;
  • 21 febbraio 2020: primi casi, riconosciuti ufficialmente, in Italia, in Lombardia;
  • dal 4 marzo 2020: un susseguirsi schizofrenico di DPCM (Decreto del presidente del consiglio) per il progressivo blocco delle scuole, delle attività produttive e degli spostamenti dei cittadini.

Stante quanto sopra e la situazione a fine Marzo 2020, con un numero ancora alto di contagiati e soprattutto deceduti, in gran parte imputabili alla carenza di mezzi e di personale del Servizio Sanitario Nazionale, è doveroso chiedersi:

  • Ma un piano anti-pandemico esisteva?

  1. Se, come sembra, esisteva, è stato forse aggiornato il 31 dicembre 2019 alle prime avvisaglie che una pandemia di un certo tipo poteva scatenarsi?
  2. Se esisteva ed è stato aggiornato, a chi è stato comunicato? E in che modalità, visti i risultati?
    Infatti a dar credito ai media, la scoperta dei primi casi di covid-19 è merito, come al solito in Italia, non dell'applicazione di prestabiliti specifici protocolli per le pandemie comunicati agli operatori sanitari, bensì della buona volontà e capacità di una dottoressa.
    Tant'è che il paziente numero 1, applicando i protocolli standard, è stato rimandato a casa dopo la prima visita al pronto soccorso, dove solo al secondo ingresso hanno deciso di ricoverarlo.
  • Dando per scontato che il Ministro della Salute (tal di nome Speranza: vabbè….) conoscesse i gravi rischi, senza i quali, del resto, non sarebbe stato dichiarato in Gazzetta Ufficiale uno stato di emergenza,

    1. si è costui preoccupato di sapere quanti posti letto negli ospedali e in rianimazione esistevano in Italia?
    2. e, una volta appurato il bassissimo numero di posti letto in ospedale rispetto alla popolazione (in Germania sono 9 ogni mille abitanti, in Italia solo 3,2 compresi i privati, ogni mille), si è forse attivato per approvvigionarsi in fretta dei dispositivi necessari ad installarne di nuovi, magari censendo le aziende italiane che potevano riconvertirsi celermente alla produzione di questi dispositivi, o almeno dei loro componenti?
      È possibile che nessuno nel Ministero della Salute si ricordasse che con le sciagurate politiche di tagli di bilancio alla Sanità erano stati dismessi migliaia e migliaia di posti in rianimazione? 
      È possibile che nessuno fino agli inizi di marzo, avesse contezza del fatto che in Italia esiste un’azienda, la Siare Engineering di Bologna, che produce respiratori? Se qualcuno si fosse attivato prima per aiutarli a potenziare la produttività in questo stato emergenziale, quante vite si sarebbero potute salvare e quanto stress psicologico si sarebbe potuto risparmiare anche agli operatori sanitari? Perché scegliere chi deve vivere e chi deve morire non è mai bello per un medico.
    3. perché una volta “scoperta” l’insufficienza di dotazioni/servizi sanitari, ha lasciato che si mandassero mascherine in Cina senza preoccuparsi di riapprovvigionarsene e di attivare le aziende affinché si attrezzassero per produrre respiratori? (vedi gazzetta ufficiale del 1-2-2020 pagina 7);
    4. perché al contrario ha consentito con la sua inerzia il blocco delle aziende che stanno cercando di aiutare la sanità riconvertendosi alla produzione dei dispositivi medici, solo perchè non hanno il codice ATECO coerente con questa attività? (Nota: i codici ATECO sono i numeri che identificano le varie attività nei rapporti con l'Agenzia delle Entrate e la Pubblica Amministrazione).
  • Perché si è permessa l’assurda doccia di atteggiamenti tranquillizzanti (gli aperitivi del furbissimo Zingaretti a Milano sui navigli) che ha portato la massa ad agire in modo difforme e sempre dannoso?
  • Appurata, dall'esperienza cinese, la grande trasmissibilità del virus, perché ogni DPCM è stato preceduto da anticipazioni, la prima facendo "scivolare" il Decreto nel web e le altre con le dirette Facebook del Primo Ministro Giuseppe Conte?
    Ciò ha portato alla fuga di molti concittadini verso il sud, favorendo il diffondersi anche là del virus, e rendendo perciò impensabile lo spostamento temporaneo delle scarse risorse del SSN (operatori sanitari, respiratori, mascherine ecc.) nelle zone sotto scacco del nord.
  • Perché Sala, il primo cittadino di Milano, ha avuto la “genialità” di ridurre le corse della metropolitana durante l'emergenza covid-19, costringendo gli utenti che debbono utilizzare i mezzi pubblici, non potendo ricorrere al telelavoro, a viaggiare stipati senza le distanze consigliate dai virologi?
    Tra questi passeggeri ci sono anche quei nostri medici, infermieri e operatori sanitari che i politici, per aumentare i propri consensi, si sgolano a chiamare eroi (quali in effetti tanti di loro stanno ben dimostrando d’essere) mentre li espongono a un ulteriore rischio di contagio.
  • Perché il nostro governo non ha fatto la voce grossa quando quello tedesco ha bloccato dispositivi medici, ordinati e pagati da aziende italiane, che stavano transitando sul suolo tedesco?
  • Perché il suddetto Governo non ha chiesto le dimissioni della Lagarde che si è dimostrata o inadeguata al ruolo o addirittura nemica dell’Italia?
  • Perché mentre Germania, Francia e addirittura Spagna (uno dei PIGS, maiali, d'Europa insieme all'Italia) dichiarano di voler fronteggiare la crisi economica conseguente al covid-19 con l'iniezione di centinaia di miliardi di liquidità e la nazionalizzazione delle imprese
    1. noi abbiamo lasciato aperte le vendite allo scoperto in Borsa;
    2. e siamo andati con il cappello in mano a Bruxelles e addirittura insistiamo per metterci in mano agli strozzini del MES ?
      Forse la Consob si è svegliata colpevolmente in ritardo nel bloccarle? O dolosamente?

Insomma a vantaggio di chi il nostro governo sta creando in una botta sola le condizioni per la vendita a prezzi di saldo dei nostri asset strategici e per ridurci come la Grecia?

Si potrebbe proseguire a lungo con le domande, ma le più urgenti, in parte consequenziali alle precedenti, sono queste:

Sul Governo nazionale in carica:

  1. Il nostro attuale governo è composto da una pletora di arruffoni/incapaci/inadeguati al ruolo?
  2. Oppure costoro sanno bene quel che combinano e quindi lavorano contro gli interessi del popolo italiano?

Sulle Regioni del Nord:

  1. I presidenti regionali del Nord sono eroi incompresi avendo lanciato prima l’allarme sull’effettiva portata della minaccia e chiesto misure più restrittive?
  2. Oppure son in parte corresponsabili non avendo ardito avvalersi subito del Decreto Legge 31-03-1998 n.112, art.117, comma 1, che abilita le Regioni ad adottare provvedimenti d'urgenza in materia sanitaria?
    Temevano forse di inimicarsi alcune categorie o quella parte di elettorato che ora li plaude?

Sulle Amministrazioni comunali:

  1. Quei sindaci, che avevano diffuso pappagallescamente i video con gli slogan “Milano non si ferma” / ”Brescia non si ferma” / ”Bergamo non si ferma”, e solo vari giorni dopo si son fatti belli chiedendo alla Regione provvedimenti che fermassero tutto, son forse degli sprovveduti non perfettamente consci dei loro poteri?
  2. O invece, potendo a loro volta per legge avviare localmente restrizioni e dare l’esempio, temevano d’irritare la propria fettina di elettorato e anche loro aspettavano soltanto che altri tirassero le castagne fuori dal fuoco?

A ognuno di noi le risposte, alla prossima tornata elettorale, ma se nel frattempo volete condividerle con noi ne saremo lieti.

 

Letto 875 volte Ultima modifica il Martedì, 31 Marzo 2020 09:03
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