Vox Italia | Pensare e Agire Altrimenti - Vox Italia | Pensare e Agire Altrimenti - News https://voxitalia.net Wed, 20 Nov 2019 03:54:39 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it E dopo Roma, Vox Italia si prende Milano https://voxitalia.net/news-blog/item/10-e-dopo-roma-vox-italia-si-prende-milano https://voxitalia.net/news-blog/item/10-e-dopo-roma-vox-italia-si-prende-milano E dopo Roma, Vox Italia si prende Milano

Cari amici, simpatizzanti, tesserati, dirigenti di Vox Italia e cittadini tutti. Abbiamo preferito aspettare qualche giorno prima di commentare le risultanze del nostro evento fondativo, tenutosi a Roma il 14 settembre scorso di fronte ad una platea numerosissima ed entusiasta. Adesso, svanite le emozioni del momento, è

più facile ragionare insieme in maniera pacata. Posso dirvi, cari amici, che il lancio di Vox è stato un successo che è andato oltre le nostre più rosee previsioni; abbiamo fatto confluire nella capitale tante donne e tanti uomini che avevano perso fiducia nella politica e si sentivano storditi dalla improvvisa fine del governo “gialloverde”, con annessa “normalizzazione” dei partiti sedicenti populisti Lega e M5S. Non potevamo permettere che milioni di italiani si ritrovassero improvvisamente privi di rappresentanza, costretti a scegliere fra due contenitori diversi nella forma ma uguali nella sostanza che rispondono agli stessi centri di potere. Quali sono questi centri di potere? Quelli che impongono il pensiero unico del politicamente corretto e dell’eticamente corrotto, quelli che dicono che non esiste alternativa al liberismo dominante, all’atlantismo neoservile, alla burocrazia asfissiante della Ue e al rispetto dei “conti in ordine”. Quelli che conducono una spietata lotta per azzerare i diritti economici e sociali delle classi subalterne nascondendosi dietro il vessillo “glamour” dei diritti “civili” ad oltranza, di quei diritti cioè che si dilatano a dismisura solo a beneficio dei pochi privilegiati che possono permetterseli. Noi siamo un baluardo di resistenza contro tutto questo. Siamo il solo partito sovranista e socialista, che si identifica appieno nella Costituzione e nell’idea di una piena democrazia socialisteggiante. Il nostro è un contenitore limpido, chiaro e mai ambiguo. Un  movimento composto da uomini che credono nella forza del pensiero che si fa azione, fatto da iscritti e militanti culturalmente formati e pronti a rigettare in radice l’epoca triste e fallimentare del leaderismo e del personalismo applicato in politica. Il nostro è il primo partito ideologico finita l’era post-ideologica. Cosa significa tutto questo? Significa servire una idea di Uomo e di società e non i desideri di singoli leader, significa non cambiare all’improvviso strada per tutelare interessi contingenti, significa dare a chiunque la possibilità di scalare un partito che – finita la delicata fase di avvio – sarà sempre aperto, plurale, democratico, inclusivo e meritocratico. Il 24 novembre a Milano si terrà il nostro secondo grande evento. Poi raggiungeremo tutte le restanti regioni d’Italia con il nostro “treno antiglobalista”, supportati dalla passione e dalla competenza dei nostri iscritti e militanti già dislocati sull’intero territorio nazionale, da Bolzano a Trapani.. Chiudiamo rivolgendo un appello a tutte le forze sovraniste, socialiste, patriottiche e populiste affinché si uniscano a noi per combattere con efficacia questa decisiva battaglia di civiltà.Stare insieme in armonia  e comunione di intenti, valorizzando ciò che ci unisce e limando ciò che ci separa, è precondizione indispensabile per archiviare per sempre la stagione del velleitarismo: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, diceva Gandhi. Il cammino sarà lungo e difficile ma, con costanza e spirito di sacrificio arriveremo forti e sicuri alla meta. Ogni lungo viaggio, d’altronde, comincia sempre con un passo. L’importante è rimanere sempre fedeli al proprio scopo.

Diego Fusaro, Ideologo Vox
Francesco Toscano, Presidente Vox

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[email protected] (VOX ITALIA) News Fri, 04 Oct 2019 07:11:20 +0000
Dopo il #CETA - l’accordo che permetterebbe ... https://voxitalia.net/news-blog/item/9-dopo-il-ceta-l-accordo-che-permetterebbe https://voxitalia.net/news-blog/item/9-dopo-il-ceta-l-accordo-che-permetterebbe Dopo il #CETA - l’accordo che permetterebbe ...

Dopo il #CETA - l’accordo che permetterebbe l’ingresso in Italia (da Canada e USA) di prodotti #OGM da noi vietati pronta un’altra pugnalata da parte del governo Conte bis: l’eliminazione degli sgravi sul #gasolio  agricolo e l’equiparazione del costo del diesel a quello della benzina. Una stangata in danno di trasportatori

e automobilisti, ma che metterà in ginocchio definitivamente l’agricoltura e la marineria italiana. In nome del “ce lo chiede l’Europa”.. Ecco cos'è il Ceta sta per Comprehensive Economic and Trade Agreement, ovvero "Accordo economico e commerciale globale". Si tratta di un accordo di libero scambio volto a semplificare le esportazioni di beni e servizi tra Canada e Unione Europea. Accordo entrato in vigore provvisoriamente il 21 settembre 2017, in attesa di essere ratificato da tutti i Parlamenti nazionali dei Paesi Ue e, in alcuni casi, dai Parlamenti regionali. Al momento, sono 15 gli stati membri ad averlo già ratificato: Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Spagna, Portogallo, Danimarca, Croazia, Lituania, Lettonia, Malta, Svezia, Finlandia, Regno Unito e Francia. Non l'Italia, che dal 2017 a oggi ha cambiato posizione diverse volte. Il governo Gentiloni si era espresso favorevolmente, ma il trattato non era mai arrivato a Montecitorio. Men che meno nei 14 mesi del Conte I, con il ministro alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, che aveva così motivato il no della Lega alla ratifica del Ceta: "Tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp". È questa una delle preoccupazioni dei critici del trattato di libero scambio Ue-Canada, che prevede l'abolizione della quasi totalità dei dazi doganali, liberalizzando il 99,8% delle linee tariffarie. Come scrive anche Adnkronos, l'accordo prevede la rimozione per l'Ue di tariffe per 400 milioni di euro. Tra gli altri vantaggi, ci sono la possibilità per le imprese europee e canadesi di partecipare alle rispettive gare di appalto pubbliche; il riconoscimento reciproco di alcune professioni, come architetto, ingegnere e commercialista; l'adeguamento del Canada alle norme europee in materia di diritto d'autore e la tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici, richiesta dagli agricoltori europei. È proprio quest'ultimo aspetto ad alimentare il dibattito.

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[email protected] (VOX ITALIA) News Sun, 29 Sep 2019 15:43:17 +0000
Perché vogliono il voto dei sedicenni? https://voxitalia.net/news-blog/item/8-perche-vogliono-il-voto-dei-sedicenni https://voxitalia.net/news-blog/item/8-perche-vogliono-il-voto-dei-sedicenni Perché vogliono il voto dei sedicenni?

Semplice. Perché non sono ancora formati e per definizione non hanno coscienza critica.

Sono meglio manipolabili e non hanno coscienza di classe. Sono dominati a livello materiale e di coscienza.

Sono pronti a essere gli schiavi ideali.

D. Fusaro


L’idea di dare il #voto ai #16enni non scaturisce dalla convinzione di una maggiore consapevolezza delle nuove generazioni,

ma é l’ennesimo tentativo delle classi dominanti di recuperare sacche di consenso strumentalizzando le menti dei #giovani,

più facilmente #condizionabili dal bombardamento mediatico dell’Open Society.

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[email protected] (VOX ITALIA) News Tue, 01 Oct 2019 15:38:00 +0000
Il filosofo a tutto campo contro il liberismo ... https://voxitalia.net/news-blog/item/7-il-filosofo-a-tutto-campo-contro-il-liberismo https://voxitalia.net/news-blog/item/7-il-filosofo-a-tutto-campo-contro-il-liberismo Il filosofo a tutto campo contro il liberismo ...

Il filosofo a tutto campo contro il liberismo contemporaneo e le sue degenerazioni. Ex sostenitore dell’esperienza gialloverde, ora è l’ideologo di Vox Italia

Sabato 14 settembre è nato a Roma Vox Italia, un partito sovranista che ha scelto Diego Fusaro come suo ideologo. Il partito si definisce sovranista, socialista e non liberista e nega qualsiasi comunanza con Vox, partito spagnolo di destra. Subito dopo il suo lancio, Vox Italia ha subito un temporary ban su Facebook durato 4 giorni, per poi riapparire sul social il 25 settembre. È l’ultimo degli atti di censura più eclatanti avvenuti su Facebook. C’era stata la chiusura di pagine a sostegno di partiti politici colpevoli di diffondere fake news, ben motivata ma avvenuta il 12 maggio, un paio di settimane prima delle elezioni europee. Poi è stata la volta dei movimenti di estrema destra Casapound e Forza Nuova. Abbiamo contattato Fusaro per parlare della censura su Facebook, degli obiettivi e dell’ideologia del nuovo partito e dello scenario politico attuale.

Filosofo e frequentatore di salotti televisivi, Diego Fusaro, allievo di Costanzo Preve, viene accusato da sinistra di travisare i classici del pensiero comunista. Risponde citando autori anche di tradizione non marxista, come Weber o Gobetti. Il nemico numero uno resta il liberismo, in tutte le sue forme. Ma attacca anche femminismo e ambientalismo contemporanei, spostandosi così lontano dal campo progressista, specie nelle sue ultime accezioni mediatiche.

Vox Italia è tornata online. Ci sa dire che cosa è successo? C’entra il linguaggio che avete utilizzato?

Non conosco i dettagli tecnici, so solo che siamo stati oscurati in contemporanea su Wikipedia, Facebook e Instagram. Sulle motivazioni della censura lo staff di Vox Italia non sa nulla. Non credo sia per il linguaggio: ne usiamo uno istituzionale, paradossalmente è quanto di più affine alla politica ci possa essere.

Lei comunque non si è iscritto.

Io sono una voce esterna. Vox Italia vuole tradurre in politica le mie idee: starò a vedere cosa faranno, io ho consacrato la mia vita allo studio, non alla politica.

Parliamo della mozione Ue volta a equiparare comunismo e nazismo, che tra l’altro stabilisce come causa dello scoppio della seconda guerra mondiale il patto Molotov-Ribbentrop, una motivazione discutibile. Lei crede che l’Unione Europea stia mettendo in atto una strategia volta a delegittimare i partiti alle estremità, destra o sinistra, o anche solo i non allineati?

È una mossa maldestra dal punto di vista storico, chi l’ha fatta dovrebbe tornare alla scuola elementare della saggezza, direbbe Hegel. Ed è del tutto ideologica, volta a delegittimare chi non è liberale in politica, liberista in economia, atlantista in geopolitica e europeista in ambito più generale. È un totalitarismo liberale, quello in atto.

Non sembra neanche così liberale in fondo, nel senso della libertà di parola.

Il mondo liberale è liberale a parole, parla dei morti fatti da comunismo e fascismo ma non parla mai dei morti fatti dal liberalismo. L’ha fatto Domenico Losurdo, nella sua Controstoria del liberalismo, di cui consiglio sempre la lettura.

Di recente Greta Thunberg ha parlato all’Onu. È parso una riedizione del discorso del 1992 dell’allora dodicenne Severn Suzuki. Lei pensa che la tecnocrazia punti a neutralizzare il campo delle scelte politiche, in questo caso per imporre l’ambientalismo?

Certo che sì. Usano tendenzialmente delle ragazzine giovani e inesperte: che siano Greta, Carola la navigatrice, o Olga l’antiputiniana. Associano l’innocenza e la bontà alla competenza, di modo che non si possano criticare. Chi critica Greta non ha cuore perché se la prende con una bambina, idem nel caso di Olga o Carola. Il tutto a supporto dell’ordine dominante. I veri rivoluzionari non vanno in prima pagina, vengono massacrati.

E chi sarebbero?

I gilet gialli in Francia, che scendono in piazza in nome dei diritti sociali e dei salari. Sono stati manganellati, mica esaltati su Repubblica o sul Corriere. Anzi, Fabio Fazio a loro proposito parlò di antisemitismo.

Questo anche se lo stesso Finkielkraut, il filosofo francese che aveva subito un’aggressione antisemita vicino a un corteo dei gilet gialli, si era rifiutato di inquadrare l’intero movimento nell’antisemitismo. Anzi, all’inizio lo aveva pure supportato.

È come delegittimare l’intera rivoluzione francese perché qualcuno ha detto qualcosa di inaccettabile. Ci sarà stato sicuramente anche allora. Va condannato il singolo che ha fatto quel gesto, ma non si può usarlo per delegittimare tutto il movimento.

Lei ha rivendicato di non essere post ideologico, e questo punto è stato sposato da Vox Italia.

Bisogna fare il punto sull’ideologia. Ne do due concezioni: in senso marxiano è una falsa coscienza necessaria, il modo in cui si ipostatizza una realtà storica sociale spacciandola per unica possibile. In senso gramsciano è una visione della vita e della cultura che diventa politica. Chiunque ha un’ideologia, in qualunque spazio o tempo: chi pensa di non averne una è un imbecille. Noi nel primo senso ci sentiamo gli smascheratori dell’ordine dominante, nel secondo portiamo avanti orgogliosamente una nostra visione del mondo.

Al Sussidiario Paolo Becchi ha detto che il governo precedente aveva un collante forte nel sovranismo, dove i 5 Stelle fornivano la parte sociale e la Lega quella identitaria. Lei pensa che sia una visione corretta?

È la mia stessa lettura, il vero può nascere da punti di vista diversi, come diceva Gobetti. L’obbiettivo del sistema era dissolvere quest’esperienza, e far suicidare i 5 Stelle nelle sinistre cosmopolite e la Lega nella destra berlusconiana. Comunque vada, vincerà il liberismo, sovranista o cosmopolitista che sia.

Guardando ai fatti, secondo lei per quali motivi il governo Lega-5 Stelle è finito? Crede alla versione ufficiale?

La versione ufficiale non ha credibilità, perché secondo quella Salvini sarebbe un demente, visto che avrebbe staccato la spina perché stufo di governare. Io invece lo ritengo scaltro, ma ha ricevuto ordini precisi da Washington, da cui era stato convocato pochi giorni prima. Inoltre il Russiagate, sempre orchestrato dagli americani, gli stava esplodendo in mano. Il governo gialloverde, facendo benissimo, aveva pestato i piedi a Washington e aperto a Russia e Cina. Questo non gli è stato perdonato.

Però l’atlantismo in politica estera sembra difficile da mettere in discussione. Gli Usa sono il nostro punto di riferimento da dopo la seconda guerra mondiale, e abbiamo 12mila soldati americani sul nostro territorio.

Come disse Lutero, “non potevo fare altrimenti”. Noi seguiamo la via della verità: che siamo una colonia degli Stati Uniti va detto, che gli Usa sono il principale nemico del genere umano va detto. La verità non si mette ai voti, se saremo gli unici non importa. Anche se ne prenderemo dieci voti saremo lieti di essere nel vero.

La maggior parte degli italiani non vuole uscire dall’Unione Europea. Secondo lei l’Europa, così com’è, è riformabile?

No. L’Unione Europea è fondata sul liberismo, non importa chi comandi nel dato frangente. L’unica possibilità di salvarsi è uscirne.

La sua ideologia non sembra comunista rivoluzionaria, ma più di recupero dell’identità, della comunità. Sembra più socialismo ben temperato che comunismo.

La mia è una concezione hegeliana dello Stato: lo Stato deve essere al di sopra dell’economia. L’economia di mercato deve esserci, ma non deve essere in contrasto con i bisogni della comunità. E non deve mai porsi al di sopra dello Stato.

Spesso la accusano di snaturare i classici del pensiero comunista, specialmente Gramsci. Pochi giorni fa lo hanno detto su The Vision, ma non è la prima volta, le è successo anche in televisione.

Io ho scritto dei libri su Gramsci, l’autore dell’articolo che lei cita non so, ho il sospetto che parli per sentito dire. Gramsci non era affatto un europeista, parlava di nazionalpopolarismo. Aveva l’idea del radicamento nazionale, di “andare al popolo”. Gramsci era internazionalista, che è una cosa che comporta la presenza di Stati sovrani, senza i quali parlare appunto di internazionalismo è impossibile. Oggi invece per internazionalismo si intende cosmopolitismo, credo sia lo stesso errore che ha fatto chi ha scritto quell’articolo.

Le viene rinfacciato di avere un linguaggio pittoresco, non adatto al ruolo di filosofo.

Per me è pittoresco il linguaggio chi parla con gli inglesismi, chi dice spending review, storytelling… Non lo è chi parla la propria lingua in tutte le sue accezioni dantesche o petrarchesche.

Ma non sembra a disagio in situazioni ironiche. Per fare un esempio, spesso è stato ospite della trasmissione radiofonica la Zanzara.

Perché no? Di fronte ai barbari l’ironia può essere divertente. Far valere un elemento culturale, una lingua ricca, può mettere a disagio solo gli stupidi che si esprimono per slogan inglesi o tramite frasette con le parolacce.

Lei dice spesso che le danno del fascista da sinistra e del comunista da destra, ma in realtà gli attacchi li riceve principalmente da sinistra. Che cosa rimprovera al progressismo contemporaneo?

Siamo di fronte alle sinistre più stupide da quando ne esiste il concetto. Le sinistre oggi sono il vero riferimento culturale del capitalismo: propagandano l’apertura cosmopolitica, l’abbattimento delle frontiere, l’abbattimento di qualsiasi limite etico o psicologico di modo che circoli solo la forma merce. Queste sinistre sono il problema, non la soluzione. Percorrere la via di Gramsci e Marx oggi è andare contro le sinistre.

Qual è la sua posizione sul femminismo contemporaneo?

Il femminismo contemporaneo è una forma di divisione di massa. Inquadra come nemico il maschio operaio sfruttato mentre esalta la donna manager indipendente, che si appropria del modello culturale del manager rampante, precedente maschile. E poi questo femminismo è individualismo, propone la liberazione della donna, ma nel senso di emanciparla dalla famiglia. Questo lo dicono anche le studiose femministe marxiste, come Nancy Fraser.

(Lucio Valentini)

(fonte il Sussidiario.net)

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[email protected] (VOX ITALIA) News Wed, 02 Oct 2019 10:13:42 +0000