Vox Italia | Costituzione e Futuro - Blog https://voxitalia.net Mon, 06 Dec 2021 05:30:33 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it LE VERITA’ NASCOSTE https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/135-le-verita-nascoste https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/135-le-verita-nascoste LE VERITA’ NASCOSTE

Chiedete al vostro medico, o agli autobattezzati divulgatori scientifici che infuriano nelle latrine televisive, pagati da noi, quali furono le cause dell’elevata mortalità dell’influenza spagnola che nel 1918 ha registrato almeno 50 milioni di morti nel mondo. Siamo certi che tutti risponderanno che fu a causa dell’elevata potenza e “viralità” del virus.

Peccato che le cose andarono diversamente.

E le analogie con quanto accaduto dovrebbero, se non aprirci gli occhi, per lo meno far sorgere qualche dubbio sulla gestione dell’attuale situazione sanitaria.

1918 l'influenza spagnola

Da quasi un secolo il mondo crede che nel 1918-1919 un virus sconosciuto e virulento fosse spuntato dal nulla uccidendo milioni di persone. Per mettere a tacere per sempre questo falso mito sono state pubblicate due relazioni: la prima nel 2008 e la seconda nel 2009.

La prima relazione è stata diffusa dall’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive (NIAID) e riportata su The Journal of Infectious Diseases:

I risultati batteriologici e istopatologici delle serie di autopsie pubblicate implicavano in modo evidente e coerente una polmonite batterica secondaria causata da comuni batteri delle vie aeree superiori nella maggior parte delle vittime dell’influenza.” Batteri, non virus!

Secondo le ricerche rivelate da William Engdahl, le persone erano state uccise da un batterio comune che si trova nel tratto respiratorio superiore: “I decessi della grande pandemia del 1918 – da 20 a 40 milioni in tutto il mondo – NON erano dovuti all’influenza o a un virus, ma alla polmonite causata da un’estesa infezione batterica.

Le ricerche di Karen Starko

Il comunicato stampa del NIAID non precisa che cosa causò le infezioni batteriche, ma lo fanno le ricerche della Dott.ssa Karen Starko del Boston City Hospital. Secondo gli studi la causa fu l’aspirina, ipotesi che combacia perfettamente con le ricerche del NIAID sulla polmonite causata da infezioni batteriche estese, e prosegue spiegando anche l’estrema rapidità dei decessi: “La mortalità era indotta da due sindromi clinico-patologiche che si sovrapponevano: inizialmente una grave condizione simile al distress respiratorio acuto (ARDS), che si stima abbia causato il 10-15% dei decessi, e in seguito una “superinfezione” polmonare batterica aggressiva, che era presente nella maggior parte dei decessi.

Osservando i dati sui deceduti, la Starko ha notato che risultavano evidenti due gruppi che si distinguevano in base a un arco temporale molto significativo fra l’inizio della malattia e la morte:

  1. Persone morte di polmonite a causa di un’infezione batterica, che si ammalavano e si aggravavano progressivamente fino al decesso;
  2. Persone colte da sintomi improvvisi che portavano a una morte rapidissima, spaventoso emblema dell’influenza del 1918: perfettamente sane il mattino, morivano nel giro di poche ore.

In entrambi i gruppi, è l’aspirina il probabile fattore causativo. Per il primo gruppo, quello della polmonite, l’aspirina sopprimeva il sistema immunitario, consentendo alle infezioni batteriche di attecchire. Per il secondo gruppo, in cui la morte giungeva rapidamente, i sintomi erano coerenti con il sovradosaggio da aspirina, accompagnato da morte rapida.

La tossicità del salicilato spesso viene sottovalutata perché la dose è considerata irrilevante e perché i sintomi (iperventilazione, vomito, sudorazione, mal di testa, sonnolenza, confusione, dispnea, agitazione, epistassi, vertigini, edema polmonare, emorragia) sono aspecifici. Nel 1918, era quasi impossibile differenziare, dal punto di vista patologico o clinico, un’intossicazione progressiva da salicilato da un’infezione: “La dispnea dura da poche ore a un giorno […] seguita da collasso respiratorio, collasso circolatorio, convulsioni e morte”.

Il dosaggio tossico

Riassumendo, appena prima del picco di mortalità del 1918, l’aspirina veniva raccomandata in quantità almeno sette volte maggiori rispetto al massimo consentito attualmente, dunque potenzialmente tossici e causativi di edema polmonare, e dunque potrebbe aver contributo alla mortalità generale della pandemia e a molti dei suoi misteri.

La mortalità nei giovani adulti si potrebbe spiegare con la maggiore disposizione a usare le nuove terapie consigliate e con la presenza di giovani in situazioni di trattamento standardizzate (ambienti militari). La bassa mortalità fra i bambini si può spiegare come conseguenza del minore uso di aspirina. Il principale testo di pediatria del 1918 raccomandava l’idroterapia, e non il salicilato, per la febbre.

Da quel momento in poi, le autorità mediche, le agenzie sanitarie e i governi internazionali hanno attribuito la mortalità a un virus spaventosamente virulento. La loro opinione ha posto le basi per creare la fobia di una grande minaccia: la prospettiva di future pandemie di pari virulenza, in grado di uccidere milioni di persone in tutto il mondo. Sono nate nuove agenzie, sono stati sviluppati piani internazionali e leggi d’emergenza per le pandemie, con tanto di supporto militare. Miliardi di dollari sono stati investiti per trovare un vaccino che potesse proteggere il mondo da una possibile ricomparsa dell’influenza spagnola del 1918.

Eppure il NIAID ha detto che non ci sono prove che si trattasse di influenza e che invece il responsabile era un comune batterio respiratorio. Il lavoro della Starko supporta questa idea e offre una prospettiva scientifica su come sia stata probabilmente l’aspirina a causare i due tipi di decessi ricorsi nel 1918-1919, ovvero uno lento e uno incredibilmente rapido.

Dato che i milioni di morti del 1918-1919 appaiono correlati a un’applicazione errata della panacea farmaceutica di allora (aspirina) e che i vaccini sono la panacea farmaceutica di oggi, e si parla di renderli obbligatori per legge, conoscere la situazione del 1918-1919 è essenziale.

Il business di Bayer

Il New York Times del 12 ottobre 2009 riportava:

“Nel febbraio 1917, Bayer perse il brevetto sull’aspirina per l’America, aprendo le porte di un redditizio mercato farmaceutico a molti altri produttori. Bayer reagì con una campagna pubblicitaria insistente che celebrava la purezza del marchio, proprio quando l’epidemia stava raggiungendo il picco”.

Secondo Karen Starko: “La reclamizzazione dell’aspirina nell’agosto 1918 e una serie di raccomandazioni ufficiali per l’uso dell’aspirina a settembre e all’inizio di ottobre, precedettero il picco di mortalità dell’ottobre 1918”.

"Il numero di decessi negli Stati Uniti aumentò bruscamente, con un primo picco fra gli uomini della Marina alla fine di settembre, poi fra quelli dell’Esercito all’inizio di ottobre e, infine, fra la popolazione generale alla fine di ottobre.”

Lo stesso articolo del New York Times diceva anche: “Venivano prodotte confezioni di aspirina che non recavano avvertenze sulla tossicità e fornivano poche indicazioni di utilizzo. Nell’autunno del 1918, di fronte a una diffusissima malattia mortale per la quale non si conoscevano cure, l’Esercito degli Stati Uniti raccomandò l’aspirina come trattamento sintomatico, e i corpi militari acquistarono grosse quantità del farmaco".

Omeopatia e rimedi naturali

L’omeopatia rappresentava una minaccia per i profitti dell’industria farmaceutica. E come se non bastasse, i medici omeopati criticavano tutta la classe dei farmaci sintetici a base di catrame, vera e propria base dell’industria farmaceutica.

Per contro, usando solo sostanze naturali (e quindi non brevettabili), gli omeopati salvarono le vite di quasi tutti i pazienti che si erano rivolti a loro durante la calamità del 1918-1919.

Questo dato minacciava di svelare che le nuove medicine sintetiche a base di catrame (derivate dalla potente industria petrolifera), la base stessa di un nuovo gigantesco settore di investimenti, erano in realtà disastrose dal punto di vista medico. Bisognava evitarlo.

Nell’articolo “La storia del cartello farmaceutico”, la Rath Health Foundation riportava che nel 1918:

La Fondazione Rockefeller [di lì a poco collegata alla Bayer] usò l’epidemia di Influenza spagnola – insieme ai mass media (di cui all’epoca aveva già il controllo) – per iniziare una caccia alle streghe contro ogni forma di medicina che non fosse coperta dai propri brevetti.

Come riportato nel capitolo “Storia dell’industria farmaceutica”:

La Fondazione Rockefeller era l’organizzazione di facciata per una nuova iniziativa di business globale… Questa nuova iniziativa prese il nome di business degli investimenti farmaceutici. Le donazioni della Fondazione Rockefeller andavano solo alle scuole di medicina e agli ospedali, che erano diventati evangelizzatori dei farmaci sintetici e brevettati".

In quell’epoca vennero scoperte le prime vitamine. Diventò ben presto evidente che queste molecole naturali avevano proprietà benefiche in grado di salvare delle vite e potevano prevenire diversi disturbi cronici.

Tali molecole naturali avevano solo uno svantaggio: non erano brevettabili. Così, già nei primi decenni della sua esistenza, il business degli investimenti farmaceutici affrontava una minaccia mortale: le vitamine e altri micronutrienti pubblicizzati dai programmi per la salute pubblica avrebbero impedito lo sviluppo di qualsiasi grosso business di investimento basato su farmaci sintetici brevettati.

Per promuovere l’accettazione pubblica della “nuova medicina”, i media controllati dai Rockefeller usarono l’epidemia di Influenza spagnola del 1918 per lanciare una campagna contro tutte le forme di medicinali senza brevetto e screditarle come “non scientifiche”. Vi ricorda qualcosa?

Nei successivi 15 anni, praticamente tutte le scuole di medicina degli USA, tutti gli ospedali importanti e, soprattutto, la American Medical Association diventarono parte di questa strategia per allineare l’intero settore sanitario sotto il controllo del business degli investimenti farmaceutici.

Questa caccia alle streghe, in cui Bayer riveste un ruolo di spicco, ha una storia lunga e cruenta che continua ancora oggi, mentre il settore farmaceutico ricorre a misure draconiane. Basti citare la messa al bando di tutti i rimedi erboristici in Europa (https://bit.ly/3GayWXx) a partire dal maggio 2011; i tentativi di criminalizzare gli omeopati e tutti gli specialisti in medicina naturale nella Carolina del Nord; fino al divieto, del dicembre 2010, di produrre vitamina C per somministrazione endovena (protocollo antitumorale); e al piano per bandire in Australia migliaia di comuni piante da giardino.

Vista l’epica battaglia che l’industria farmaceutica ha ingaggiato contro i rimedi naturali, è chiaro che miri anche a occultare la verità sulla pandemia del 1918-1919: cioè che l’industria farmaceutica ha ucciso milioni di persone, mentre le cure naturali hanno salvato molte vite.

Perché anche oggi le autorità sanitarie persistono con questa mistificazione nonostante le prove dimostrino il contrario? Ecco alcune motivazioni:

  1. L’eliminazione delle prove per cui nel 1918 furono efficaci solo i trattamenti naturali;
  2. La copertura della responsabilità di Bayer, dell’aspirina e dell’industria farmaceutica per i decessi;
  3. La vendita di miliardi di farmaci antivirali e lo sviluppo di vaccini;
  4. Il maggior potere finanziario dell’industria farmaceutica per controllare i media e influenzare la politica;
  5. L’aumento delle malattie e dei decessi dovuti ad agenti chimici farmaceutici, uno dei maggiori fattori di rischio;
  6. La spaventosa dipendenza dalle “autorità mediche esperte” e dalle “soluzioni” complesse e costose per salvare le persone;
  7. Il conferimento di autorità illimitate alle agenzie regolatrici statali per “proteggere” il pubblico dai prodotti naturali;
  8. L’uso dello spettro di milioni di morti come giustificazione per annullare i diritti umani e per “proteggere” i cittadini;
  9. Il potenziamento dell’industria farmaceutica verso un monopolio globale incontestato della salute (vita e morte);
  10. L’industrializzazione, commercializzazione e militarizzazione della “malattia”;
  11. Una porta aperta per l’uso di una “emergenza pandemia” per giustificare la legge marziale.

Fonti:

- Bakalar in 1918 pandemic, another possibile killer: Aspirin (New York Times 12 ottobre 2009).

- D. M. Morens e A. S. Fauci, The 1918 influenza pandemic: insights to for the 21est Century in The Journal of Infectious Desases, 195, 7, 1 aprile 2007.

- Studio di K. Starko: Salicylates and pandemic influenza mortality, 1918–1919 pharmacology, pathology, and historic evidence, in Clinical Infectious Diseases, Oxford University, 49.9 (2009): 1405-1410.

- NEXUS New Times n° 106

- https://blog.oggitreviso.it/controcorrente/la-spagnola-influenza-e-laspirina-ii/

- Pietro Ratto – L’industria della vaccinazione - Bibliotheka Edizioni, 2020

 

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Wed, 01 Dec 2021 07:19:37 +0000
GREEN PASS ILLEGALE: COME RESISTERE https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/134-green-pass-illegale-come-resistere https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/134-green-pass-illegale-come-resistere GREEN PASS ILLEGALE: COME RESISTERE

Con il super green pass l'attuale governo nega lo stato di diritto e si pone in aperto conflitto con la Costituzione e l'ordinamento repubblicano, come mai era accaduto dal dopoguerra.

Come resistere ai tentativi di repressione sul lavoro e a scuola

Il primo degli strumenti che proponiamo per reagire all’incostituzionale obbligo della carta verde è una DIFFIDA da inviare con raccomandata o PEC al proprio datore di lavoro o dirigente scolastico.
Questa diffida deve essere utilizzata soltanto da coloro per i quali è prescritto l’obbligo vaccinale (medici, infermieri, ecc.), oppure da coloro per i quali è già prevista la carta verde obbligatoria.

La normativa di riferimento

Nella Gazzetta Ufficiale del 10/09/2021, n. 217 è stato pubblicato il decreto legge 10/09/2021, n. 122 recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale”, che estende l’obbligo di esibire il green pass a tutti coloro che intendano entrare in una scuola, ad eccezione degli studenti e di chi risulta esentato dal trattamento sanitario sperimentale (definito vaccino). Il d.l. n.122 rappresenta un’estensione del precedente d.l. n.111/2021.

 RIFERIMENTI:

  1. Il principio di non discriminazione dei cittadini è sancito dall’art. 3 della Costituzione:
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
  2. L’articolo 32 della Costituzione Italiana afferma che, anche nel caso di imposizione di un trattamento sanitario obbligatorio, un tale provvedimento “non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
  3. La Risoluzione 2361 del Consiglio d’Europa, stabilisce all’art. 7.3.1. che “nessuno deve essere politicamente, socialmente, o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare”.
  4. La stessa Risoluzione 2361 all’art. 7.3.2. raccomanda di garantire che “nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per aver scelto di non essere vaccinato”.
  5. Il Regolamento UE 953/2021, al n.36 afferma che “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto il possesso di un certificato di vaccinazione, o di un certificato di vaccinazione che attesti l'uso di uno specifico vaccino anti COVID-19, non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l'esercizio del diritto di libera circolazione”.
  6. Il Regolamento UE 953/2021, all’art. 10, vieta la conservazione dei dati personali contenuti nel “certificato verde” da parte di coloro che sono autorizzati ad effettuare i controlli.

 

Dai citati riferimenti normativi emergono una serie di considerazioni:

  • Le disposizioni introdotte dal d.l. n.111/2021 e dal d.l. n.122/2021, sono in chiara contraddizione con le citate norme di natura superiore e sovraordinata, quali sono quelle costituzionali, quelle comunitarie e quelle imposte da convenzioni internazionali.

  • La scelta di non sottoporsi a trattamenti sanitari sperimentali non può dunque essere invocata quale motivo per imporre limitazioni di sorta e disparità tra cittadini.
  • Come è noto e dichiarato dalle stesse società farmaceutiche, il trattamento sperimentale si limiterebbe al più ad attenuare i sintomi della malattia, ma non impedisce al soggetto né di contrarla, né di trasmetterla a terzi.
    Dal punto di vista medico, e ai fini della diffusione del virus, non sussiste quindi differenza alcuna tra “non vaccinati” e “vaccinati”.
  • In accordo con la normativa della Privacy, occorrerà evitare in modo assoluto che possano trapelare i dati personali degli studenti che hanno liberamente scelto di non sottoporsi alla terapia sperimentale, e che questi possano essere identificati.
  • L’esaltazione delle differenze in senso negativo è la condizione principale perché si realizzino i noti e tristi fenomeni di bullismo, contro i quali la scuola italiana è attivamente impegnata.
  • Qualora nelle classi si dovessero creare, in qualsiasi modo, le condizioni per l’individuazione degli studenti “non vaccinati”, è evidente l’altissima probabilità di una deriva persecutoria e di emarginazione, le cui conseguenze potrebbero essere anche tragiche, come la cronaca purtroppo insegna.
  • Al riguardo, la Legge 71/2017 vieta “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione […] acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni […] il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

La responsabilità per eventi di questo genere è della struttura scolastica e del Dirigente Scolastico, chiamati in via prioritaria a creare le condizioni per prevenire e scongiurare discriminazioni, odi, persecuzioni e violenze. In caso di atti di bullismo e di discriminazione la scuola, i docenti e i Dirigenti Scolastici possono essere ritenuti personalmente responsabili anche ai fini del risarcimento dei danni.

Come accedere agli edifici scolastici con o senza green pass

  1. Verifica se il soggetto che richiede il green pass risulti nell’elenco delle persone autorizzate: dirigenti scolastici e responsabili delle istituzioni scolastiche, educative e formative.
  2. Il Decreto NON autorizza nessuno a chiedere informazioni personali attinenti il tuo stato di salute (vaccinazione, immunizzazione, tampone), ma consente unicamente di utilizzare l’app VERIFICAC19, con la quale leggere il QR Code sul certificato digitale. Se il richiedente non è in possesso dell’app VERIFICAC19 NON può chiedere nulla.
  3. Nel caso l’accesso all’edificio scolastico venga negato, informa il richiedente che, in ogni caso, il rispetto delle procedure previste dai Decreti green pass non esime da eventuali azioni penali o civili da parte tua, citando le leggi riportate qui sopra nei Riferimenti normativi, che nella gerarchia delle fonti predominano rispetto ai Decreti legge.
  4. Invita il richiedente a desistere dalla sua richiesta ed a DISAPPLICARE la normativa interna sul green pass, sotto ordinata e dunque soccombente rispetto a quella costituzionale e comunitaria, pena l’esposizione ad azioni legali con richiesta di risarcimento danni.
  5. In caso di discussione, mantieni la calma, spiegando tranquillamente le tue ragioni. Non esistono garanzie che chiamando le Forze dell’ordine (carabinieri o polizia) si possa risolvere il problema.
  6. In caso di intervento delle Forze dell’ordine, siamo tenuti a mostrare, su loro richiesta, sia un nostro documento di riconoscimento, sia l’eventuale green pass.
  7. Autocertificazioni che circolano nelle chat o scaricabili dalla rete, in sostituzione del green pass, non hanno alcun valore, né per gli istituti scolastici, né per le Forze dell’ordine.
  8. In caso di violazione, il Decreto green pass prevede la “sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000”. Si tratta di una sanzione amministrativa e non di un reato penale. Nel caso fossero intervenute le Forze dell’ordine e avessero deciso di fare un verbale, fornisci i dati richiesti e procedi alla firma del verbale. La sanzione non va pagata ma impugnata. Nello spazio riservato alle osservazioni, evidenzia l’illegittimità del green pass e riporta i citati riferimenti normativi. Se hai bisogno di più spazio, puoi allegare un ulteriore pagina firmata, citandola nel verbale.

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Fri, 24 Sep 2021 06:25:44 +0000
LIBRO PAGA DI BIG PHARMA: ECCO I NOMI https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/133-libro-paga-di-big-pharma-ecco-i-nomi https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/133-libro-paga-di-big-pharma-ecco-i-nomi LIBRO PAGA DI BIG PHARMA: ECCO I NOMI

Dai televirologi delle latrine televisive ai vedovi inconsolabili dell’emergenza che non fanno che ripetere che su di noi incombe la catastrofe. Affermazioni motivate da ragioni scientifiche o economiche?

I codici di trasparenza EFPIA

Si dà il caso che le aziende produttrici di farmaci e vaccini debbano attenersi ai codici di trasparenza Efpia.

In questi codici le case farmaceutiche devono indicare il nome dei medici con cui hanno avuto rapporti economici riguardanti consulenze scientifiche, ricerca e sviluppo, seminari, convegni scientifici e congressi.

Dall’analisi di questi dati emergono potenziali conflitti di interessi, con una possibile perdita nell’etica e nella trasparenza, valori che dovrebbero invece guidare l’operato dei medici, anche quando appaiono in TV per indirizzare l’opinione pubblica italiana.

ICMJE per l'analisi dei conflitti d'interesse dei medici

Oltre a Efpia, un altro ente che tramite una raccolta di dati a livello internazionale, identifica potenziali conflitti d’interesse è l’ICMJE (www.icmje.org/disclosure-of-interest/). E proprio dai dati dell’Icmje apprendiamo che Matteo Bassetti ha ricevuto finanziamenti per consulenze scientifiche, viaggi e congressi da: Angelini, Astellas, AstraZeneca, Basilea, Bayer, BioMèrieux, Cidara, Correvio, Cubist, Menarini, Molteni, MSD, Nabriva, Paratek, Pfizer, Roche, Shionogi, Tetraphase, Thermo Fisher e The Medicine Company.

Mentre dai dati Efpia (che tracciano solo i movimenti a livello nazionale) si legge che dal 2015 al 2020, Matteo Bassetti ha ricevuto soldi dalle seguenti case farmaceutiche: Angelini, MSD (Merck), Bayer, Gilead, Sanofi, Astellas e Menarini. Tra corrispettivi vari, Bassetti ha ricevuto quasi 370.000 euro.

Perché nessun giornalista ha mai chiesto a Bassetti spiegazioni sui suoi potenziali conflitti di interessi???

In Italia, Bassetti ha ricevuto remunerazioni da Angelini, che produce l’Amuchina, da MSD, che produce vaccini e che supporta la produzione del vaccino anti Covid della Johnson & Johnson’s, da Bayer, che nel 2022 produrrà i vaccini anti Covid-19 sviluppati da CureVac, da Gilead, produttrice dell’antivirale Veklury (Remdesivir) usato nel trattamento dei pazienti Covid, da Sanofi, che ha sviluppato Vidprevtyn, un vaccino anti Covid e che fornisce supporto alla BioNTech nella produzione del vaccino Covid, da Astellas, e da Menarini, che produce un test immunocromatografico per rilevare il Covid-19.

Ad agosto, Luca Richeldi, componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), si era detto favorevole all’obbligo vaccinale da un salotto televisivo. Nel modulo dell’Icmje sui conflitti di interessi, datato maggio 2020, viene evidenziata la collaborazione di Richeldi con Boehringer, Fibrogen, InterMune, Cipla, Vertex, GSK, AstraZeneca, Sanofi, Celgene, Prometic, Roche e Takeda.

In Italia, Richeldi ha ricevuto remunerazioni da 6 case farmaceutiche, per un totale di quasi 115.000 euro, nel periodo compreso tra il 2017 e il 2020.

Nello specifico, le case farmaceutiche sono la Roche, che produce un test molecolare in grado di rilevare il virus, oltre agli anticorpi monoclonali e il test nasale “fai da te” per il Covid-19, la GSK, che produce anticorpi monoclonali e che sta sviluppando un vaccino anti Covid-19 con la Medicago e un altro vaccino con la Sanofi, la Boehringer, la Zambon, la Sanofi e la MSD (di cui abbiamo già parlato).

Il prof. Franco Locatelli, coordinatore del Cts, all’inizio di agosto ha annunciato che, da novembre, il vaccino anti Covid-19 verrà somministrato anche ai bambini di età inferiore ai 12 anni. Solo 3 mesi prima, in audizione presso la commissione Salute e Istruzione del Senato, Locatelli aveva dichiarando che il rischio Covid per i giovanissimi era “contenuto, se non irrilevante”. Una giravolta inspiegabile visto che il tasso di letalità (decessi rispetto ai casi di positività) per gli under 19 si attesta allo 0,0043% (fonte ISS).

In Italia, Locatelli ha ricevuto soldi da Pfizer (2020), da Amgen, da Novartis, che fornisce capacità produttiva per il vaccino anti Covid-19 Pfizer-BioNTech, da Celgene, da Sobi, che produce un antinfiammatorio contro le forme medio-gravi di Covid-19, da Sanofi e da Gilead. Per un importo complessivo di quasi 24.000 euro.

Massimo Galli, primario all’Ospedale Sacco, ha affermato: “Il dato di fatto è che bisogna arrivare a vaccinare molte più persone o avremo un settembre molto caldo”. Peccato che nel 2020, come evidenziato da Icmje, il professor Galli abbia ricevuto compensi dalla BMS (Bristol Myers Squibb), dalla ViiV (che sta conducendo ricerche su nuovi farmaci per la cura del Covid), dalla MSD, dalla AbbVie, dalla Gilead, dalla Janssen e dalla Roche. L’ammontare complessivo ricevuto da Galli è di quasi 55.000 euro.

L’allergologo Roberto Burioni, con poltrona fissa da Fabio Fazio, si accende spesso di un entusiasmo smodato sull’efficacia dei vaccini, per poi venire smentito successivamente. Ad esempio, il 15 giugno scorso, Burioni aveva scritto un post trionfalistico sulla campagna vaccinale in Israele: “Israele è libero da Covid-19. Niente maschere, niente restrizioni, tutti al cinema, al ristorante, in discoteca, a teatro o dove diavolo gli pare a ogni libero cittadino con i volti scoperti e i sorrisi esposti. Incubo finito. Perché? Grazie ai vaccini. Sbrighiamoci dunque”. Ora Israele si ritrova nel caos di una nuova ondata di virus e, oltre a ridisporre diverse restrizioni, sta già inoculando la terza dose di vaccino.

In Italia, Burioni ha avuto rapporti economici con Pfizer (2017 e 2018), con GSK, con MSD e con Biogen, per un ammontare complessivo di quasi 16.000 euro.

Fabrizio Pregliasco, un’altra presenza televisiva che ha consigliato ai giovani l’astinenza, ovviando con “pratiche onanistiche”, ha avuto rapporti economici con due case farmaceutiche, la GSK e la Sanofi, per un ammontare complessivo di 13.000 euro.

I report EFPIA

(ordine alfabetico)

Purtroppo il malcostume continua nell’indifferenza di un Parlamento che è complice anziché controllore. La sanità continuerà l’opera di privatizzazione, il lavoro sarà sempre più precario e i disoccupati aumenteranno. Le tasse non diminuiranno, i risparmi – per chi li ha – saranno sempre più insicuri. Le banche avranno sempre più potere, le multinazionali non pagheranno le tasse, a differenza di pensionati e dipendenti, Big Pharma ci venderà a caro prezzo intrugli di cui non conosceremo mai gli effetti e noi porgeremo contenti il braccio al chip sottocutaneo prossimo venturo.

Tutti i politici continueranno a giurare, mano sul cuore, di amare l’Italia, ostenteranno il tricolore più di prima, ma nessuno farà politiche a favore della sanità, del lavoro, della famiglia e della natalità, senza le quali l’Italia muore per estinzione biologica. Accadde così a anche a Bisanzio: esangui intellettuali discutevano del sesso degli angeli, mentre potenti corrotti proseguivano nei loro intrighi e intanto arrivavano i turchi. Ma gli italiani, con gaia indifferenza corrono verso l’abisso.

Vedi anche: Conflitto d'interessi: nomi e cognomi dei medici finanziati da Big Pharma

 

Fonti:

Il Primato Nazionale

http://www.icmje.org/disclosure-of-interest/

https://www.drugsincontext.com/wp-content/uploads/2020/05/dic.2020-5-2-COI.pdf

https://www.efpia.eu/

https://www.corvelva.it/approfondimenti/sistema-sanita/case-farmaceutiche/efpia-italia-tutti-i-trasferimenti-di-valore-delle-big-pharma.html

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Sat, 04 Sep 2021 14:11:57 +0000
IL GREEN-PASS È ILLEGALE: ECCO PERCHÈ https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/132-il-green-pass-e-illegale-ecco-perche https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/132-il-green-pass-e-illegale-ecco-perche IL GREEN-PASS È ILLEGALE: ECCO PERCHÈ

Facciamo chiarezza su una “legge” illegale, che presto sarà invalidata, ma che intanto espone al rischio di denunce i titolari di attività e i gestori delle strutture.

Prosegue intanto, con un successo superiore alle aspettative, la raccolta firme contro il green-pass da parte di Vox Italia e Italexit in tutte le piazze d’Italia.

Il Decreto green-pass

Quando parliamo del decreto “green-pass” ci riferiamo all’ultimo Decreto Legge n. 105 del 23/7/2021, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella stessa data, che impone l’accesso a determinate strutture o esercizi commerciali solo tramite il green-pass, cioè il documento che attesta che siamo stati vaccinati. Questa legge, essendo appunto un decreto, dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni. In caso di mancata conversione il decreto decadrà automaticamente.

Non si tratta del primo green-pass che cercano di imporci. Già il decreto legge n. 65 del 18 maggio 2021, all'art. 9 introduceva per la prima volta l'utilizzo del green-pass per le cerimonie civili o religiose. Ma tale decreto è stato poi abrogato il 19 Luglio 2021 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/07/19/21A04341/sg). 

Il Decreto n. 105

Torniamo ora all’ultimo decreto (n. 105), che reintroduce il green-pass. In questo caso viene prescritto l’uso del green-pass per accedere ai seguenti servizi e attività:

  1. servizi di ristorazione, per il consumo al tavolo, al chiuso;
  2. spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;
  3. musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  4. piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso;
  5. sagre e fiere, convegni e congressi;
  6. centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  7. centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
  8. attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  9. concorsi pubblici (non possiamo non evidenziare come la prescrizione del green-pass per quest'ultima attività, oltre a rapresentare un attacco al mondo del lavoro, costringe i partecipanti a scegliere tra la salute ed il lavoro).

Per accedere a queste strutture, qualcuno può verificare se siamo vaccinati o no? E chi può richiederci il green-pass?

Alla prima domanda la risposta è NO. Nessuno può chiederci se siamo stati vaccinati, se abbiamo fatto il tampone o se siamo stati immunizzati, perché il titolare dei dati sanitari personali è il Ministero della salute, quindi, al di fuori delle entità dipendenti da questo ministero, nessun altro è autorizzato ad accedere ai nostri dati personali, né le forze dell’ordine, né tantomeno i titolari delle attività commerciali.

Per quanto riguarda chi può chiederci il green-pass, nel D.L. 105, all’art. 3 comma 4, è richiamato il Dpcm del 17 giugno 2021 che, all'art. 13,  elenca i seguenti soggetti autorizzati a richiedere il green-pass:

  1. i pubblici ufficiali;
  2. il personale addetto ai servizi di controllo delle attivita' di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi;
  3. i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi;
  4. il proprietario di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attivita';
  5. i vettori aerei, marittimi e terrestri;
  6. i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie.

A richiesta dei verificatori elecati, siamo tenuti a confermare la nostra identità personale, mediante l'esibizione di un documento di identità.

Ricapitolando: secondo la norma, il gestore avrebbe il solo obbligo di controllare l’esistenza del green-pass per i suoi clienti, con facoltà di chiederci un documento d'identità. Ma, non essendo il titolare del trattamento dei dati (legge privacy), non può fare una copia del documento o del green-pass, non può annotare i nomi di chi entra con o senza green-pass, né può conservare questi dati. Parimenti, vigili, poliziotti, carabinieri, e finanzieri possono verificare sia il green-pass, sia i nostri documenti. Si tratta di un’interpretazione prudenziale della legge, dato che la stessa è talmente confusa e ricca di rimandi incrociati, da prestarsi ad interpretazioni diverse.

Ma il titolare dell’attività commerciale in che modo verifica il green-pass?

Per effettuare questa verifica è prevista un’app, che si chiama “Verifica C 19”, che controlla che il QR code riportato sul green-pass sia valido, collegandosi ad una banca-dati centrale, peraltro con problematiche di connessione ancora irrisolte. Ora la domanda è: se io prendo il green-pass di un’altra persona e la copio sul mio telefono, sarà riconosciuta al momento della verifica da parte del ristorante o della palestra? Si, certamente, perché corrisponde ai dati di una persona vaccinata. L’unico modo per accertare che il green-pass non corrisponde alla persona che lo esibisce, sarebbe di richiedere un documento di identità ai clienti. Ma questo è impossibile perché i documenti non possono essere richiesti se non dai pubblici ufficiali. Quindi il titolare dell’attività che intende verificare il green-pass, se lo fa, non può chiederci né i documenti, né tantomeno se siamo stati vaccinati, o immunizzati, o abbiamo fatto il tampone (che dura 48 ore), ma deve limitarsi a leggere il QR code del green-pass che gli mostriamo. Questo sempre nella malaugurata ipotesi di un gestore che intenda seguire questa legge inqualificabile e richiedere il green-pass ai suoi clienti. Consideriamo però che la falsificazione o la copia del green-pass è un reato e come tale da evitare. Anche se, abbiamo già visto numerose sentenze che hanno annullato reati e sanzioni per false autocertificazioni o perché riferiti a provvedimenti, come i famigerati Dpcm, poi giudicati illegittimi (es. sentenza giudice di pace di Frosinone n. 516 del 29/07/2020, ordinanza del tribunale di Roma del 16/12/2020, sentenza penale Giudice udienze preliminari di Reggio Emilia n. 54 del 27/01/2021, sentenza tribunale di Milano n. 20/1940, ecc.).

Il ricatto della campagna vaccinale

Purtroppo riguardo alle vaccinazioni è stato costruito un sistema basato su minacce estorsive di carattere mafioso, perchè queste minacce alla fine obbligano le persone a doversi vaccinare nella speranza di vedersi restituita una vita sociale. Per difenderci da questa ennesima vessazione, lo staff di legali di Vox Italia e Italexit ha predisposto un breve vademecum (link a fine articolo) da portare con sé per gestire eventuali contestazioni riguardanti il green-pass.

Ricordiamo che non è prevista alcuna sanzione nei confronti dei clienti e dei consumatori. L’unico che può essere sanzionato è il gestore. E tra le sanzioni rivolte ai gestori, indubbiamente quella che fa più paura è la chiusura temporanea dell’attività. Ma questa si applica solo alla terza violazione della normativa, rilevata in giorni diversi. Però, non esistendo un registro delle sanzioni e delle violazioni, risulta difficile per il poliziotto individuare quella che può essere la terza sanzione. A meno che il poliziotto non sia sempre lo stesso. Se le forze dell’ordine dovessero chiedere al titolare se si tratta della terza sanzione, sarà sufficiente rispondere che si tratta solo della prima sanzione. A questo riguardo è bene sapere che mentire è assolutamente consentito in materia di illeciti amministrativi (ma non di questioni penali). Quindi in ambito amministrativo non c’è nessun obbligo di dire la verità.

Il conflitto con la Costituzione ed i Regolamenti UE

Altra, e ben più importante ragione per cui il green-pass è illegale, è il suo conflitto con la Costituzione e con il Regolamento Europeo.

Come sappiamo, esiste una gerarchia delle fonti del diritto, dove quella più elevata non può in nessun caso essere messa in discussione da leggi di rango inferiore.

Ora, sia il D.L. 105 del 23/07/2021, sia il DPCM del 17/06/2021 devono sottostare:

  1. alla Costituzione italiana (articoli 3, 13, 16, 32);
  2. alla normativa ed ai regolamenti europei:
    1. La Risoluzione 2361/2021 del Consiglio d'Europa (da non confondersi con l'Unione Europea) vieta agli Stati membri di rendere obbligatoria, anche indirettamente, la vaccinazione, stabilendo altresì che nessuno a livello politico, sociale o in altra forma può fare pressioni perché le persone si vaccinino se non lo scelgono autonomamente;
    2. L'art. 36 del Regolamento (UE) 953/2021 del 14/06/2021 dispone che: “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate”.

Proprio in relazione al Regolamento UE 953/2021 siamo di fronte ad un ulteriore imbroglio, che deriva dalla sua errata traduzione in italiano. Infatti l’articolo 36 nella versione originale inglese cita:

“It is necessary to prevent direct or indirect discrimination against persons who are not vaccinated, for example because of medical reasons, because they are not part of the target group for which the COVID -19 vaccine is currently administered or allowed, such as children, or because they have not yet had the opportunity or chose not to be vaccinated”.

Ebbene, questa frase è stata così tradotta nel Regolamento UE in italiano:

“È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate”.

Noterete che è stata intenzionalmente omessa l’ultima frase “or chose not to be vaccinated”, cioè “o hanno scelto di non essere vaccinati”, che ovviamente rende il Regolamento molto più restrittivo, escludendo proprio chi decide di non vaccinarsi.

regolamento europeo it en 2

A fronte di tali incongruenze, è estremamente probabile che il D.L. 105, allo scadere dei 60 giorni, non verrà convertito in legge e tutte le eventuali sanzioni derivanti dall’applicazione di questo decreto illegale saranno annullate.

 

Download Vademecum green-pass e Leggi citate nell’articolo:

https://drive.google.com/drive/folders/1FtFDiHfyCtS9NMFRhANYFktaWA_xqdk_?usp=sharing

 

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 03 Aug 2021 14:47:30 +0000
L’illusione di battere il virus con il vaccino https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/131-l-illusione-di-battere-il-virus-con-il-vaccino https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/131-l-illusione-di-battere-il-virus-con-il-vaccino L’illusione di battere il virus con il vaccino

L’idea che basti inoculare un farmaco nel gregge per sconfiggere la malattia è stata disastrosa fin dal principio. La nostra migliore arma anti infezioni è il sistema immunitario. Che non si rinforza certo chiudendosi per mesi in casa.

Il sistema immunitario

Esiste una regola che vale per tutte le malattie infettive: le prime e fondamentali difese sono il nostro sistema immunitario e l’igiene. In tutte le più terrificanti epidemie, a cominciare da quella in assoluto più atroce, la peste che ha flagellato l’Europa nel 300, sterminando un europeo su tre, c’è qualcuno che non si ammala e sopravvive: sono coloro che hanno un sistema immunitario e una situazione igienica migliore. Compito minimo di uno Stato quindi è garantire la possibilità a tutti di comprare cibo di qualità, fornire le condizioni igieniche necessarie, sole, aree verdi, acqua corrente, sapone, fogne, qualcuno che raccolga la spazzatura tutte le mattine. La spazzatura raccolta tutte le mattine non è un optional, fa parte del pacchetto base. Lasciata dove è fa proliferare i topi che hanno portato la peste in passato, ma potrebbero anche riportarla in futuro, e che tuttora portano salmonella, leptospirosi, tifo murino, colera, meningite linfocitaria, hantavirus.

L'importanza della prevenzione

Uno Stato e un sindaco non in grado di risolvere questi problemi sono un pessimo Stato e un pessimo sindaco. Chi non raccoglie la spazzatura deve essere cacciato. Ci offre di questo un esempio perfetto il Covid19, che essendo una patologia a bassa letalità colpisce e uccide prevalentemente persone di età media 81 anni con 3 patologie pregresse, cioè persone che non si espongono al sole, che non sempre assumono tutte le proteine e le vitamine necessarie. La mancanza di attività fisica, il diabete e il sovrappeso favoriscono la malattia. Un ministro della Salute degno di questo nome, dei virologi ed epidemiologi degni di essere medici, davanti al Covid avrebbero dovuto dare le istruzioni minime per potenziare il sistema immunitario, quelle che abbiamo invece dato io e pochi altri: state il più possibile all’aria aperta facendo attività fisica, che potenzia il sistema immunitario e permette di controllare peso e glicemia. Assumere vitamina D e C, omega 3, lattoferrina e quercitina vi possono aiutare. Al contrario sono stati dati ordini dementi, mi assumo la responsabilità di ogni sillaba di questa parola: arresti domiciliari con divieto di portare fuori i bambini mentre era permesso di portare fuori il cane. Rinchiuse in casa, le persone si sono consolate fabbricando dolci, le scorte di lievito sono crollate e la glicemia è salita insieme ai chili, aumentando la vulnerabilità alla malattia. L’insicurezza, il dolore per il disastro economico, hanno ulteriormente distrutto il sistema immunitario così da renderlo il più simile possibile a quello di un ottantunenne con patologie pregresse.

La storia insegna

Se esaminiamo le curve di andamento delle malattie, scopriamo che c’è un’impennata all’inizio dell’800,un primo crollo quando compaiono le fogne, un secondo quando arriva l’acqua corrente, un’impennata con le guerre mondiali, un crollo con l’aumento dei salari minimi. Quando arrivano i vaccini c’è un ulteriore abbassamento, un ultimo 10%, ma il 90% del calo è dato da acqua, fogne, sole, cibo decente. In mancanza di acqua, fogne, sole, cibo decente, i vaccini funzionano poco perché senza un sistema immunitario forte il vaccino può poco, i disprotidemici non fabbricano anticorpi sufficienti, i disvitaminosici nemmeno e lo stesso gli anziani, che hanno la ghiandola del timo atrofizzata e di conseguenza hanno pochi linfociti T, quelli che inoltrano al sistema immunitario le istruzioni fornite dai vaccini. Il vaiolo come il colera ha imperversato con spaventosa ferocia nella prima metà dell’800. È una sciagurata epoca caratterizzata dalla miseria più sordida, dall’affollamento più mostruoso con dieci persone per stanza, in quartieri con fogne a cielo aperto e senza luce, sia per l’altezza delle case che si ergevano su stradine strettissime, sia per l’ombra causata dalla costante fuoriuscita di fumo dalle ciminiere. Nelle epoche precedenti esistevano la miseria e la fame, ma non la mancanza di sole. Con la nascita delle industrie i poveri hanno cominciato ad abbandonare le campagne dove la loro vita era miserabile ma assolata, dove di tanto in tanto anche loro mettevano le mani su un uovo o su un sorso di latte appena munto, dove le more e i ribes, le ottime foglie di tarassaco, i ricchissimi frutti di rosa canina abbondavano gratuiti e benefici. Ora adulti e bambini lavoravano in fabbriche o, peggio, miniere, lontani dal sole dieci o dodici o quattrodici ore in cambio di salari insufficiente a comprare con regolarità latte, uova, frutta e verdura fresche. Tutto questo ha causato il crollo del sistema immunitario. Vaiolo, colera e dissenteria hanno mietuto vittime in maniera atroce. Il cosiddetto progresso umano è costato lacrime e sangue, tante lacrime e tanto sangue. La soluzione sarebbe stata ridurre gli orari di lavoro, vietare l’ingresso dei bambini in fabbriche e miniere, aumentare i salari, costruire fogne, alloggi e portare l’acqua corrente. Tutto un po’caro. A questo punto arriva la soluzione: il vaccino. Pratico, economico, razionale, scientifico: la soluzione ideale. Ci avevano già provato nelle epoche precedenti, ma il vero inventore, colui che lo ha introdotto nel mondo, è Edward Jenner. Nel 1796 Jenner osservò che una mungitrice aveva sulle mani le pustole del vaiolo bovino, o vaccino da cui il nome, parente del vaiolo nella variante umana, anche nota come Orthopox variola, un’infezione che infliggeva alle sue vittime febbre e dolorose lesioni cutanee trasudanti, che le sfiguravano, e le conduceva spesso alla morte. Il medico notò che spesso le mungitrici che avevano contratto il vaiolo bovino sviluppavano solo poche pustole sulle mani, non su tutto il corpo, e che non si ammalavano di vaiolo vero durante le epidemie. Un medico vero sperimenta su sé stesso, Jenner sperimentò su James Phipps, un bambino di 8 anni, figlio del fattore, cioè di un suo servo. Prima gli fece una minuscola ferita sul braccio e inoculò una goccia di pus prelevata da una pustola di vacca. James ebbe la febbre per due giorni e sviluppò una pustola, da cui guarì rapidamente. Dopo due mesi Jenner con lo stesso sistema inoculò una goccia di pus prelevato da un malato di vaiolo. Se il ragazzo non si fosse immunizzato gli avrebbe serenamente causato il vaiolo, ma l’esperimento riuscì e non sviluppò la malattia. Da questo Jenner ricavò il concetto completamente sbagliato che l’inoculazione del vaiolo vaccino fosse sempre innocua ed efficace. Un tipico esempio di cialtronaggine, di osservazione episodica assunta a dogma. Quelle mungitrici e quel bambino che vivevano in campagna avevano un sistema immunitario forte, loro non svilupparono il vaiolo vaccino come malattia sistemica, svilupparono gli anticorpi per resistere. Sui bambini immunodepressi delle periferie operaie fu un’ecatombe. Su tutti i nostri testi è scritto che Jenner è stato un eroe che ha salvato migliaia di vite, ma sono ancora disponibili i giornali dell’epoca a raccontarci la vera storia, come le prime generazioni di vaccinazioni antivaiolose sono state il più tragico esempio di danno iatrogeno, un danno cioè causato da medici e medicine nell’intento di curare o prevenire.

Silvana De Mari

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 20 Jul 2021 12:37:40 +0000
E' LEGITTIMO IL GREEN-PASS? https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/130-e-legittimo-il-green-pass https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/130-e-legittimo-il-green-pass E' LEGITTIMO IL GREEN-PASS?

Tra la moltitudine di forze politiche, che per interessi personali o delle lobbies che rappresentano, cercano di smontare la Costituzione, si può dire che il Garante per la privacy sia ora diventato il guardiano della Costituzione, o l’ultimo argine all’attacco del neoliberismo, per il quale la democrazia è un ostacolo al consolidamento della dittatura.

Come dichiarato dalla vicepresidente del Garante per la privacy, Ginevra Cerrina Feroni, purtroppo con l’emergenza sanitaria si è diffusa la convinzione che si possa fare a meno di molte libertà costituzionalmente garantite. Le chiusure non sono che un esempio. Ed è un errore grave. Perché la salute si collega al diritto alla vita; bene fondamentale da tutelare. Le limitazioni possono essere talvolta necessarie, purché non irreversibili e sproporzionate. Il perdurare dell’emergenza è una condizione pericolosa per la tenuta della democrazia.

L’emergenza Covid ha determinato una compressione dei diritti fondamentali costituzionalmente garantiti, come mai accaduto nella storia repubblicana. Le misure limitative hanno interessato, tutto e tutti: libertà individuali, diritti sociali, diritti economici, diritti politici. Ma la Corte Costituzionale insegna che non esistono “gerarchie” di valori costituzionali. Mai sacrificarne uno nel nome dell’altro. No allo “Stato di prevenzione”. Ogni arretramento su qualche diritto è un pericolo per la democrazia.

A chi insiste, spesso per ragioni non legate ad evidenze scientifiche, sull’obbligatorietà della vaccinazione, ricordiamo che la stessa Costituzione ci insegna a rispettare tutte le opinioni, tanto più quelle legate alla autodeterminazione nelle scelte sanitarie come il decidere se vaccinarsi o non vaccinarsi.

Green-pass e Costituzione

L’art. 32 della Costituzione, tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Non esclude che vi siano obblighi vaccinali, tanto che ve ne sono nel nostro ordinamento e la Corte costituzionale li ha giudicati legittimi. Il nodo problematico è l’obbligatorietà per vaccini ancora in fase sperimentale di cui, per ovvie ragioni, non si possono conoscere gli effetti a medio e lungo termine. Non per niente in Europa non esiste nessun Paese che abbia introdotto l’obbligo, neppure per il personale sanitario, e che il Consiglio d’Europa abbia giudicato illegittimo un eventuale obbligo.

Per la stessa ragione risulta inappropriato il consenso che scarica tutta la responsabilità della scelta sul vaccinato.

Sempre dal punto di vista della tutela della privacy, risulta problematica l’adozione del green-pass, che potrebbe aprire ad usi sproporzionati del certificato, magari per andare al ristorante, al teatro o per esercitare diritti-doveri fondamentali, come andare a scuola, o al lavoro o a votare. Il rischio cioè è che l’obbligo vaccinale, pur in assenza di legge, lo diventi in modo abusivo.

E con tutti gli abusi che stiamo subendo in questo periodo, questa ennesima illegalità rischia di passare inosservata.

 gdm

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 13 Jul 2021 08:13:18 +0000
Il lato oscuro delle vaccinazioni https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/129-il-lato-oscuro-delle-vaccinazioni https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/129-il-lato-oscuro-delle-vaccinazioni Il lato oscuro delle vaccinazioni

Un’analisi impietosa dei dati ufficiali per verificare l’efficacia dell’attuale campagna vaccinale, per chiarire termini come "sperimentazione", “varianti” ed “eventi avversi”. Per capire le conseguenze della cieca corsa verso una ipotetica "cura miracolosa", chiamata vaccino, che nasconde insidie forse più preoccupanti del virus stesso.

Una parte di popolazione è già stata vaccinata. Ci sono risultati positivi sul fronte della lotta al Covid-19?

Ad oggi, 18 giugno 2021, secondo Lab24, i vaccinati totali in Italia sono più di 30 milioni (con almeno 1 dose), pari al 51% della popolazione. Di questi, 15.650.000 hanno ricevuto le 2 dosi prescritte. Un numero considerevole, che ci permette di trarre qualche conclusione. Se, ad esempio, dovessimo giudicare l’efficacia della campagna vaccinale in termini di numero di contagiati, vedremmo che questi vaccini sperimentali hanno ottenuto l’effetto opposto a quello promesso.

Italia casi covid maggio giugno 2020 vs 2021

Numero di casi Covid-19 maggio-giugno 2020 vs 2021

Infatti ieri, 17/6/2021, c'erano 1.307 contagiati in Italia, rispetto ai 289 del 17/6/2020. E comunque i dati dei contagiati degli ultimi 30 giorni dimostrano che quest’anno i casi di Covid-19 sono più di 4 volte quelli dello stesso periodo dello scorso anno, quando non c’era alcun vaccino.

Sappiamo che, per ragioni emergenziali, gli attuali vaccini anti-Covid in commercio non hanno superato quelle Fasi di sperimentazione che invece un vaccino dovrebbe rispettare prima di essere messo in commercio e c'è chi dice che la Fase 3 siamo noi. È vero?

Si, infatti lo stesso sito Euronews il 30 maggio scriveva che “Pfizer nella sua pagina informativa sul vaccino afferma che la Food and Drug Administration statunitense non ha ancora approvato il vaccino ma ne ha solo autorizzato l'uso a causa della situazione di emergenza legata alla pandemia”.

Ma cominciamo con il chiarire in cosa consistono le “fasi” di approvazione e quali sono le differenze tra gli attuali vaccini.

fasi di sviluppo vaccino 01

Fasi di sviluppo dei vaccini (fonte: www.laboratoriovirologiacs.it)

Nonostante l’Autorizzazione europea (fornita dall'EMA) preveda che i vaccini debbano sottostare ad una successione di fasi di sperimentazione consecutive, nel 2020, durante la fase epidemica esponenziale, quando si è verificato l’incremento dei casi di Covid-19, le agenzie regolatorie hanno deciso di dare un'autorizzazione di emergenza alle aziende, affinché potessero produrre i vaccini in tempi estremamente rapidi. 

La prima fase è preceduta dalla ricerca e sviluppo del vaccino, durante la quale si analizza la qualità del vaccino; successivamente, si passa ad uno studio preclinico in cui viene valutata soprattutto la tossicologia, seguita da un primo stadio di efficacia del vaccino.

Quando il vaccino supera la fase preclinica, che di solito viene fatta prima in-vitro e poi su modelli animali che permettono di valutare eventuali patologie che potrebbero verificarsi nell'uomo, si passa alle famose 4 fasi cliniche. La Fase 1 viene eseguita su volontari sani; si tratta di una sperimentazione su un numero ristretto, che permette di osservare le reazioni avverse e fornisce una prima valutazione dell'efficacia del vaccino. Poi si passa alla Fase 2, cioè si studia nuovamente l’efficacia su un numero molto più ampio di persone. Infine la Fase 3, quella definitiva su un campione più ampio di popolazione, includendo fasce di soggetti che possono essere più o meno predisposti per patologie.

Quindi la fase 3 è quella che poi permette all’azienda farmaceutica di registrare il prodotto e ricevere l'autorizzazione all'immissione in commercio, tramite la presentazione di un “assessment report”, che deve contenere le valutazioni sulla sperimentazione, unitamente ad un rapporto beneficio/rischio positivo. A questo punto la Commissione Europea assegna un numero di autorizzazione all'immissione in commercio.

A questo stadio il vaccino viene commercializzato e si passa alla Fase 4 di sperimentazione su tutta la fascia di popolazione a cui il vaccino è destinato.

La fase 4, coinvolgendo tutta la popolazione, include anche soggetti con vari tipi di patologie. Per questa ragione, la fase 4 dura 5 anni, nei quali il vaccino è da ritenersi ancora sperimentale. In questo periodo verranno rilevate le reazioni avverse soprattutto nei soggetti predisposti per patologie.

Dunque la sequenza delle fasi non è stata rispettata?

Esattamente. Tutto il percorso di sperimentazione e approvazione richiede un periodo di tempo molto lungo, normalmente di circa 10 anni, con costi molto elevati per i produttori. Nel caso dei vaccini contro il Covid-19, tutte le fasi previste sono state eseguite in parallelo e non consecutivamente. Infatti, quando in Europa è stata data la prima autorizzazione Fast track, cioè accelerata, alle aziende sono stati richiesti tutti i dati nel giro di pochi mesi. Quindi i dati relativi alla qualità, alla produzione industriale, i dati degli studi preclinici sugli animali e le fasi cliniche sono stati sovrapposti temporalmente. Quando è stato approvato il primo vaccino di Pfizer, a fine 2020, seguito dalla sua commercializzazione, nessuna azienda aveva completato gli studi di Fase clinica 3 su tutte le fasce previste di popolazione, cioè anziani, adulti, bambini e ragazzi, donne in gravidanza e in allattamento.

Queste sperimentazioni sono tuttora in corso e, come specificato sul sito dell’Aifa, saranno completate nel 2023.

autorizzazione aifa vaccini 2023 01

Autorizzazione Aifa vaccino Pfizer (Comirnaty)

Per questa ragione, tutte le persone che hanno ricevuto il vaccino, firmando il consenso hanno accettato volontariamente di partecipare a questi studi clinici. Nello stesso consenso è specificato che potrebbero essere vaccinate con il vaccino oppure con un placebo, cioè soluzione fisiologica, oppure con un vaccino diverso rispetto a quello contro il Covid-19. Proprio perché si tratta di una sperimentazione a doppio cieco, chi è stato vaccinato non saprà mai se ha ricevuto un vaccino (e quale) o solo una soluzione fisiologica.

Attualmente la campagna vaccinale è nella Fase 4. Questo perché esiste una sovrapposizione con la sperimentazione di Fase 3, che viene portata avanti dalle aziende farmaceutiche per poter aggiornare i dati da fornire all’EMA. Per questa ragione in Europa parliamo di “autorizzazione condizionale”: solo perché l’Ema ha dato una valutazione positiva del rapporto beneficio rischio. In pratica, pur mancando i dati completi di sperimentazione, secondo l’Ema i benefici derivanti dalla vaccinazione sono superiori ai rischi di danno da vaccino. In altre parole, l’Ema ha valutato, sulla base dei dati incompleti forniti dalle stesse aziende, che il numero di vittime del Covid-19 sia maggiore rispetto al numero dei danneggiati dal vaccino, a breve, medio e lungo termine.

Ma abbiamo dati affidabili per calcolare il rapporto beneficio-rischio?

No, infatti dalle evidenze scientifiche sappiamo che questa valutazione ha enormi criticità, perché i numeri di decessi dovuti al Covid-19 non sono in realtà dati realistici, ma notevolmente sovrastimati. Attualmente il numero di patologie e di decessi legati al Covid è ancora un dato indeterminato. E in questo grande contenitore chiamato Covid-19, troviamo anche decessi e patologie che non sono assolutamente dovuti al Covid.

Per contro, abbiamo invece un dato sottostimato, che è proprio il danno da vaccino. I dati sono sempre sottostimati quando si utilizza una vaccinovigilanza “passiva”, vale a dire quando si attende che siano i vaccinati a segnalare eventuali reazioni avverse alla vaccinazione. Questo sistema, specie in questa fase sperimentale, è piuttosto deresponsabilizzante, e sarebbe auspicabile una vaccinovigilanza “attiva”, con la quale monitorare ad intervalli regolari tutti i vaccinati, registrando nel tempo se hanno manifestato eventi avversi o patologie.

Purtroppo ora, quando una persona viene ricoverata o muore entro alcuni giorni dalla vaccinazione (secondo le segnalazioni all’Aifa, da 1 a 55 giorni), i media ci hanno abituati alla “nessuna correlazione”. Quando i medici eseguono l’autopsia di un paziente deceduto dopo la vaccinazione, il referto dell’autopsia potrà essere di trombosi o di attacco cardiaco o altro. Ma queste analisi ci dicono semplicemente, da un punto di vista istopatologico qual è stata la motivazione del decesso, ma senza entrare nel merito della causa.

In caso di attacco cardiaco, sarebbe necessario analizzare il cuore per capire se vengono rilevate tracce di danno da vaccino. Per esempio, la presenza di anticorpi vaccinali che hanno causato una malattia autoimmune; oppure un danno tossico dovuto allo Spike vaccinale. Se non viene eseguita questa ulteriore analisi, il referto dell’autopsia è incompleto e le statistiche sui vaccini saranno sempre falsate.

Nel caso del militare Stefano Paternò, deceduto a marzo, la Procura di Siracusa ha richiesto invece una perizia approfondita, che ha stabilito che Paternò è stato vittima di una sindrome post-vaccinica denominata ADE e non di un arresto cardiaco idiopatico (cioè senza causa nota).

Lo studio dei danni da vaccino comporta analisi lunghe e complesse, perché richiede di studiare i componenti del vaccino nei tessuti colpiti. Cosa che nelle normali autopsie non viene mai fatta. Anche questo limite contribuisce a sottostimare sistematicamente il numero dei danneggiati dal vaccino.

Ma se i danni da vaccino fossero correttamente rilevati e conteggiati, il rapporto beneficio-rischio rimarrebbe sempre positivo?

Ad oggi non possiamo saperlo. Ma è sulla base di questi dati variabili ed estremamente incerti, che è stata data l'autorizzazione condizionale alle vaccinazioni attualmente in commercio.

Le persone che stanno facendo le vaccinazioni in fase post-marketing (fase 4), sono di fatto da considerare in sperimentazione. Con una differenza: secondo i protocolli, la Fase 3 è molto ampia e vengono escluse le persone con patologie. Quindi se una persona ha una malattia, ad esempio un tumore, e viene vaccinata, si sta facendo sperimentazione anomala su quella persona, dato che le persone con patologie dovrebbero essere vaccinate solo dopo la conclusione della Fase 3 attualmente in corso.

Per le persone portatrici di patologie sarebbe necessaria un’estrema cautela, e andrebbero eseguite le dovute valutazioni pre-vaccinali, andrebbe applicato il principio di precauzione, verificando se esistono dati di letteratura medica o anche un sospetto che il vaccino possa causare un danno alla persona. Invece cosa vediamo? Vediamo una forte resistenza all’utilizzo delle analisi pre-vaccinali, che addirittura alcune strutture sanitarie sconsigliano. Mentre la tendenza è quella di invitare indiscriminatamente le persone a vaccinarsi. Sembra che le più elementari norme di tutela della salute vengano ignorate se appena interferiscono con il procedere della campagna vaccinale.

Riteniamo, a questo punto, più onesta la posizione di FDA (Food and Drug Administration, l’equivalente americana dell’europea EMA), che in mancanza di dati, anziché dichiarare un rapporto beneficio-rischio positivo, ha dichiarato che questo rapporto è “indeterminato”, dando solo un’approvazione “per emergenza”, ed etichettando tutti gli attuali vaccini come “totalmente sperimentali”.

confronto vaccini 01

Confronto vaccini Covid-19

Molti sostengono che i componenti dei vaccini vengono dichiarati nel bugiardino, ed è quindi possibile valutarne la sicurezza. E' vero? 

Un’altra problematica riguarda la composizione dei vaccini. Spesso vediamo pubblicati l’elenco dei componenti per sostenere la tesi che i vaccini non contengono nulla di dannoso. Tesi spesso ripresa dai sedicenti fact-checker in rete. Vediamo un esempio.

cosa contiene comirnaty 1

Cosa contiene Comirnaty (Pfizer)

Qui è necessaria una premessa. I vaccini a mRNA sono vaccini a base genica e sono classificati dall’EMA come vaccini OGM. Si tratta cioè di farmaci che vanno a stimolare il sistema immunitario per la produzione di anticorpi e teoricamente dovrebbero essere protettivi nei confronti dell’infezione. Purtroppo conosciamo bene i dati dei vaccinati che si infettano, quindi già in questa fase il vaccino non fa ciò che promette.

Ma cosa significa “vaccini a base genica”?

Significa che invece di contenere l’antigene proteico, cioè la proteina Spike (la protuberanza che si trova sull’involucro del virus), che consente al virus di entrare nelle cellule ed infettarle, sono basati su RNA e DNA. In che modo? I produttori sono riusciti a sintetizzare la sequenza della Spike, creando l’mRNA, l’RNA messaggero (Pfizer e Moderna) che è il materiale genetico che permette la produzione della proteina Spike.

L’mRNA quando entra all'interno della cellula si lega a delle strutture che si chiamano ribosomi e i ribosomi permettono la produzione della proteina.

L’mRNA è un costrutto delicatissimo, che viene protetto dalla degradazione con l'utilizzo di un liposoma (il colesterolo menzionato nella scheda dei componenti), che è un involucro all'interno del quale viene inserito l’mRNA, insieme a 2 nuovi ingredienti (gli ALC) che rendono più solida la struttura. Ma queste 2 nuove sostanze non sono mai state utilizzate né in farmaceutica, né tantomeno nei vaccini. In queste applicazioni mancano del tutto gli studi tossicologici. Sappiamo ad esempio che i liposomi si distribuiscono in tantissimi tessuti dell'organismo, portandosi dietro l’mRNA e la produzione di Spike. Questo rappresenta un profilo di tossicologia sconosciuto, che i produttori stanno ancora studiando, ma di cui sono già state somministrate centinaia di milioni di dosi a livello mondiale.

Così cominciamo forse a capire perché tutti gli attori coinvolti nelle campagne di vaccinazione, a cominciare dai produttori e dalle agenzie regolatorie, si sono premurate di ottenere l’immunità civile e penale dei loro atti.

Ma la proteina Spike è sicura?

I produttori, sin dall’inizio hanno sempre sostenuto che la Spike fosse una proteina immunogenica, cioè necessaria alla produzione di anticorpi, ma che fosse una proteica innocua. Purtroppo le evidenze scientifiche ci hanno dimostrato che la Spike è una proteina estremamente tossica. E la tossicologia della Spike avrebbe dovuto essere nota prima della commercializzazione del prodotto.

In realtà c’erano dati sulla tossicologia della proteina Spike, ma mancavano gli studi sugli effetti sui vaccinati. Ora, questa mancanza di dati sulla tossicità dei vaccini, rende chiaramente gli stessi vaccini molto pericolosi.

E ancora una volta dobbiamo rilevare una grande superficialità nello studio della tossicologia di questi vaccini, sui quali invece avrebbe dovuto essere applicato il principio di precauzione finché non fossero stati disponibili dati sufficienti per capire gli effetti su soggetti deboli (anziani o persone con patologie).

Abbiamo visto i vaccini a mRNA, cioè i vaccini che contengono l’informazione per produrre la proteina. Ma quali sono gli altri vaccini?

Abbiamo poi l’altra categoria di vaccini a base genica, quelli a vettore adenovirale (Vaxzevria di AstraZeneca, Janssen di Johnson&Johnson e Sputnik). Vaxzevria contiene un adenovirus (il virus del raffreddore) di scimpanzé, Janssen un altro adenovirus animale, nel quale viene inserito il gene della Spike. Sono quindi vaccini a DNA, cioè contengono il materiale genetico in forma di DNA. Una volta che entrano all'interno del nucleo della cellula, si posizionano in modo “episomale”, cioè non si integrano nel DNA ma restano in posizione esterna, ma vicina al DNA. Questa posizione aumenta però il rischio di integrazione vera e propria del vettore all'interno del DNA con una reale modificazione della sequenza del nostro DNA.

Questo vettore adenovirale viene poi “trascritto” in mRNA; l’mRNA esce dal nucleo e si posiziona a livello citoplasmatico, assumendo la stessa funzione dei vaccini a mRNA.

È vero che alcuni vaccini contengono cellule fetali umane derivanti da aborti?

Il vaccino della Pfizer è totalmente di sintesi, realizzato cioè con un “sintetizzatore” che porta alla produzione della Spike. La Spike viene poi prodotta in elevate quantità attraverso una linea cellulare batterica. Si tratta di un frammento di DNA che viene poi “trascritto” in RNA in vitro (senza passaggi su linee cellulari). Per questo viene chiamato vaccino di sintesi.

Mentre i vaccini ad adenovirus vengono prodotti su linee cellulari fetali immortalizzate (immortalizzare una linea cellulare significa far sì che, grazie a modifiche genetiche, le cellule siano in grado di moltiplicarsi e proliferare potenzialmente all’infinito, cosa che normalmente le cellule non fanno). Entrare nella questione se sia eticamente accettabile usare tessuti di feti abortiti, richiederebbe però un approfondimento che non faremo in questo articolo.

Ecco quindi delineate le differenze tra le 2 tipologie di vaccini. Tipologie che comunque contengono entrambe la proteina Spike, con tutto ciò che ne consegue.

Unico vaccino che si differenzia da quelli genici è quello indiano (Covaxin), che contiene il virus intero attenuato.

Ma questi vaccini potrebbero fungere da catalizzatore nella formazione di varianti?

Dalle notizie che giungono dalla Gran Bretagna risulta che la maggior parte della popolazione è stata vaccinata, ma ora osserviamo anche un aumento esponenziale dei contagi, si dice, a causa della variante Delta (ex indiana). E quasi 4.000 persone completamente vaccinate in Massachusetts (USA) sono risultate positive al test per individuare la presenza del Covid-19, secondo dati del Dipartimento di sanità pubblica di Stato. Ed è sicuro che i vaccini abbiano contribuito alla formazione delle varianti. Anzi, questo è un fenomeno ampiamente previsto sin dal 2020 dai virologi. Curiosamente è un'informazione sui cui si trovano d'accordo quasi tutti, da Montagnier a Garavelli, dall'Istituto Superiore di Sanità a (persino) Burioni.

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Luc Montagnier: la vaccinazione di massa sta creando le varianti.

Garavelli varianti covid 01

Garavelli: il pericolo della vaccinazione è che il Covid risponda con molte varianti.

Burioni varianti covid 01

Burioni: varianti pericolose emergeranno certamente dove si vaccina di più.

ISS varianti covid 01

Istituto Superiore di Sanità: evitare le campagne di vaccinazione di massa fino a quando la situazione Covid-19 non si risolve.

Si tratta di un meccanismo ben conosciuto dai virologi che, inascoltati, l’hanno ripetuto molte volte nel corso dell'ultimo anno. Stiamo infatti combattendo contro un virus a RNA a catena singola, considerata una quasispecie. Le quasispecie sono delle popolazioni di mutanti caratterizzate da piccole mutazioni che le differenziano l'una dall'altra. È noto agli studiosi delle quasispecie che i virus con questa caratterizzazione portano alla vaccino-resistenza. In pratica, la persona che viene vaccinata produce degli anticorpi vaccinali che sono specifici, in questo caso, contro la Spike del vaccino. Ma come abbiamo spiegato, la Spike del vaccino proviene da una sequenza che è sintetizzata in laboratorio, cioè una sequenza univoca. La persona quando si infetta viene in contatto con una popolazione di mutanti, perché si infetta con una quasispecie. A quel punto, gli anticorpi vaccinali si legheranno solo a quei mutanti che sono praticamente identici alla Spike del vaccino e permetteranno la selezione e la crescita di quelli che non sono per niente in grado di legarsi agli anticorpi vaccinali. Quindi ci sarà in tempi molto brevi una resistenza perché si selezioneranno proprio quei mutanti che resistono al vaccino.

E quali saranno le conseguenze?

Nella popolazione vaccinata diventerà dominante una o più varianti che non saranno in grado di legarsi agli anticorpi vaccinali. Per questa ragione, potranno infettarsi. Quindi quale sarà il problema per i vaccinati?

Il tempo vaccinati potete contagiare

Istituto Superiore di Sanità: vaccinati attenti, potete contagiare.

I vaccinati non solo sono scoperti dalla protezione vaccinale e possono tranquillamente infettarsi, ma sono addirittura più esposti al rischio di ADE (potenziamento della malattia), perché gli anticorpi non neutralizzanti, che si legano maniera molto debole a queste nuove varianti, possono portare ad una crescita incontrollata del virus, quindi ad un aumento incontrollato della viremìa, che fa diventare il vaccinato estremamente contagioso, molto di più del non vaccinato. Mentre, se si infetta, potrebbe portare ad un aggravamento della malattia.

vaccinati pensano di essere immuni

Corriere: Troppi vaccinati pensano di esser diventati immuni.

È esattamente quanto è successo al militare Stefano Paternò per il quale, secondo la Procura, “c’è stata una risposta infiammatoria esagerata perché era positivo asintomatico senza saperlo”. Il decesso è dunque ascrivibile alla circostanza che Paternò aveva già sviluppato gli anticorpi e nonostante questo era stato sottoposto alla vaccinazione. L’infezione, che il militare aveva avuto in forma asintomatica, ha comportato una risposta anticorpale che si è aggiunta a quella immunitaria indotta dal vaccino, causando una risposta infiammatoria esagerata, che ne ha causato la morte.

In sintesi, mentre il non vaccinato potrebbe restare asintomatico, come sappiamo che accade alla maggior parte della popolazione, chi è vaccinato ha invece "teoricamente" un aumento molto maggiore del rischio di avere una complicazione grave. Perché teoricamente?

Perché attualmente, nonostante le agenzie regolatorie abbiano imposto alle aziende farmaceutiche, l’obbligo di fare studi preclinici appositi per valutare il rischio di potenziamento della malattia (ADE) in modelli animali, ad oggi non è partita alcuna sperimentazione, cioè mancano gli studi che ci permettono di capire l'entità di questa reazione avversa. Però sappiamo che si tratta di un rischio possibile, perché è stato documentato per altri vaccini contro virus molto simili al Sars-Cov2 come per esempio il Sars-Cov1. Oppure la Dengue (vedi il paragrafo “Lo sporco caso Dengvaxia” in questo articolo: https://bit.ly/2UePomB).

Però  il sito Open sostiene che le vaccinazioni che generano le varianti sono una bufala. Dicono la verità?

Infatti Open, il sito di fact-checking di Enrico Mentana, scrive: “I sequenziamenti da cui sono emerse le varianti sono fatte con l’analisi molecolare RT-PCR, che riconosce la traccia genomica univoca che contraddistingue solo e soltanto Sars-Cov-2”. Come dire: se viene riconosciuta un'unica traccia, dove sono le varianti?

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"Fact-checking" del sito Open

L'affermazione in sè è corretta, ma la ricerca di varianti e mutazioni non viene fatta con l’analisi RT-PCR, ma con il sequenziamento NGS, in grado di individuare anche le quasispecie, come riportato anche dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità: https://www.iss.it/documents/20126/0/11-6-2021+SECONDO+BOLLETTINO+Varianti+SARS-CoV-2.pdf. È quindi evidente il tentativo di certi siti, e di chi ci sta dietro, di offuscare la verità.

Avevamo accennato al Sars-Cov-1. Come è finita? È mai arrivato un vaccino?

No, le aziende farmaceutiche non sono mai arrivate alla fase di sperimentazione clinica, proprio a causa dell’ADE, nonostante fosse stata seguita la procedura ordinaria, facendo gli studi consecutivi, e non in parallelo come ora. Nella fase di studio sui modelli animali, per verificare l’efficacia e la sicurezza del vaccino, nei challenge test sulle varianti, si sono accorti che gli animali morivano di polmonite; una caratteristica specifica della malattia da potenziamento del vaccino (ADE).

Un altro vaccino con risultati drammatici è stato quello contro il virus sinciziale respiratorio, che in 3 anni ha causato l’ADE con complicazioni che hanno richiesto l’ospedalizzazione dell’80% dei vaccinati. E' incredibile vedere come la problematica dell'ADE si ripresenti periodicamente nella storia dei vaccini, senza che vengano utilizzate le esperienze passate, costate molte vite umane.

Stiamo quindi parlando di vaccini con elevate criticità e, visti i precedenti, il fatto che non sia ancora stata fatta chiarezza dal punto di vista degli studi, e sul fatto che si manifesti questa reazione avversa, è molto grave. Così se in autunno dovesse manifestarsi questa problematica, i vaccinati saranno costretti a sperimentarla su sé stessi. Ovviamente ci auguriamo che l’incidenza sia bassa, ma al momento, in assenza di studi, questa rimane una variabile indeterminata.

Circolano in rete alcuni articoli che, citando uno studio giapponese, descrivono come la proteina Spike vada a posizionarsi su alcuni organi specifici e possa anche causare infertilità. Cosa sappiamo al riguardo?

Per rispondere a questa domanda è necessario un piccolo approfondimento sulla Spike. Già esistono studi che hanno dimostrato la tossicità di questa proteina. Ma al momento non esistono dati clinici a dimostrazione di questa teoria. Ci troviamo ora di fronte a diversi possibili meccanismi. La Spike è una tossina molto pericolosa, perché contiene sequenze di tossine animali. Quindi quando la Spike entra in contatto con tessuti che contengono recettori a cui può legarsi, può indurre gravi reazioni tossiche, soprattutto se queste avvengono a livello centrale. In questi casi la proteina Spike deve essere antidotata, come si farebbe con un qualunque veleno animale o vegetale. Sappiamo anche che la Spike si lega al recettore ACE2, quindi può squilibrare il sistema renina-angiotensina, portando ad emorragie cerebrali potenzialmente fatali.

Non solo. Contiene tante sequenze che sono mimetiche con proteine umane. La letteratura medica ci dice che si manifestano patologie autoimmuni, soprattutto di tipo nervoso, in seguito alla somministrazione del vaccino. Parliamo di patologie neurologiche gravi, come la sindrome di Guillain-Barré o la paralisi di Bell, ma anche patologie del sistema nervoso periferico, dovute al fatto che gli anticorpi vaccinali sono anche autoimmuni, cioè vanno ad attaccare le proteine dell’organismo. Dunque l’autoimmunità può causare danni notevoli ad una molteplicità di tessuti.

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Paralisi di Bell

Per rispondere alla domanda sull’infertilità, il tessuto della spermatogenesi è molto particolare, e la Spike ha un particolare tropismo per questo tipo di tessuto. Quindi non si può escludere che possa esistere un rischio di infertilità. Proprio perché nei tessuti dell’apparato riproduttore potrà verificarsi sia un danno diretto dovuto alla Spike, sia un danno causato dagli anticorpi autoimmuni. Per non essere equivocati, lo diciamo chiaramente: non ci sono certezze sull’eventuale infertilità che possa derivare dalla vaccinazione, ma è importante che questo aspetto non vada negato, nè liquidato come fake-news, ma vada assolutamente indagato e studiato, specie nella fascia di popolazione in età fertile, ma anche sui bambini e sui ragazzi, dato che non sappiamo se sia un danno reversibile. Se ci trovassimo di fronte ad una irreversibilità del danno, le persone vaccinate non potrebbero più avere figli. In questo momento stiamo quindi correndo un rischio gravissimo, mancando le conoscenze su queste eventuali conseguenze.

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Male Fertility and the COVID-19 Pandemic: Systematic Review of the Literature - Beyond the Abstract

Ma quindi è corretto sottoporre a vaccinazione anche la popolazione più giovane?

Assolutamente no. Per 2 ragioni: la fascia di popolazione che comprende bambini e ragazzi, normalmente non sviluppano le reazioni più gravi, limitandosi ad infezioni di tipo asintomatico, o se sono sintomatiche sono curabili. Questi ragazzi asintomatici (da studi eseguiti su un numero molto ampio di soggetti) tendono a selezionare delle varianti che non sviluppano la malattia. Quindi i ragazzi diventano portatori di varianti asintomatiche che sono trasmissibili a basso grado e che non sviluppano poi la malattia grave. Per queste ragioni, risulta impossibile in questa fascia di popolazione verificare gli effetti del vaccino. La seconda, e più importante motivazione è che li esponiamo ai rischi di reazioni avverse a medio-lungo termine, per le quali non abbiamo dati, quindi li stiamo “usando” per una sperimentazione di cui non sappiamo assolutamente nulla. Gli esiti che potremmo riscontrare vanno dalle miocarditi, che già sono state segnalate, ai danni al tessuto cardiaco per autoimmunità. Quindi malattie autoimmuni gravi, anche fatali. Potrebbero poi verificarsi danni alla fertilità, sempre su base autoimmune, oppure da tossicità della Spike.

Ci sono relazioni tra i vaccini Covid e il cancro?

Per quanto riguarda la cancerogenesi, questo aspetto viene molto sottovalutato. Ma questi vaccini, essendo a base genica, producono interferenza genica. Vanno cioè ad interferire, non tanto con il DNA genomico modificandone la sequenza, ma vanno a modificare l’RNA, cioè la popolazione dell'RNA che si trova nel citoplasma. Questa popolazione poi produce proteine che causano modificazioni epigenetiche del DNA. Parliamo quindi di malattie di tipo epigenetico, cioè possono indurre il cancro o tumori fulminanti per via epigenetica. I meccanismi della modificazione epigenetica che porta al cancro sono molto ben documentati in letteratura. Purtroppo stiamo esponendo la popolazione in età pediatrica, che è praticamente immune al Covid-19, ad un rischio molto maggiore causato dalla vaccinazione.

Ci hanno ripetuto che i vaccini vanno consegnati a temperature molto inferiori allo zero. Qual è il ruolo della catena del freddo?

Sappiamo che questi vaccini devono essere trasportati a temperature molto basse. La motivazione sta nel degrado che subiscono i vaccini a temperature più alte. I vaccini che ora vengono consegnati alle sedi vaccinali non sono più alla temperatura prescritta di -80°C (per Pfizer e Moderna) e -20°C (per Astrazeneca). Chiaramente con temperature maggiori, la durata dei vaccini si riduce notevolmente. E questo pone una serie di problemi. Gestendo i vaccini con una durata così breve, si rischia di somministrare vaccini scaduti. In genere un qualsiasi medicinale scaduto diventa inefficace. Ma così non è per i vaccini. Per i vaccini si amplificano invece le problematiche di sicurezza, perché il vaccino degradato forma dei “frammenti” che diventano estremamente pericolosi per il vaccinato. Per quei decessi che si sono verificati subito dopo la vaccinazione, sarebbe stato obbligatorio verificare come il vaccino era stato conservato ed effettuare l’analisi di quel lotto di vaccini. Ma purtroppo oggi questo controllo non viene eseguito. Abbiamo imparato l’importanza del rispetto della catena del freddo per gli alimenti surgelati che teniamo in freezer, ma le autorità preposte la trascurano per un farmaco che ci viene iniettato. Dato che il rischio può essere anche fatale, chi intende vaccinarsi ha tutti i diritti a richiedere alla sede vaccinale che gli vengano fornite le prove che il vaccino sia stato conservato alla temperatura prescritta, dalla sede del produttore fino al sito di inoculazione. Le stesse strutture vaccinali dovrebbero rifiutare i vaccini che arrivano scongelati.

E del vaccino russo, lo Sputnik, ci si può fidare?

Lo Sputnik è un vaccino ad adenovirus, strutturato in 2 dosi, con 2 adenovirus differenti. La prima dose contiene lo stesso adenovirus di Astrazeneca, mentre la seconda contiene l’adenovirus di Johnson e Johnson. Perché questo mix? Perché è stato osservato che se viene utilizzato lo stesso adenovirus per il richiamo, dalla prima dose si formano degli anticorpi contro quell’adenovirus. Quindi al momento della seconda dose, questi anticorpi distruggono l’adenovirus vaccinale, abbassando notevolmente l’efficacia del vaccino. Quindi lo scopo del mix di adenovirus è di aumentare l’efficacia vaccinale.

Saranno salvaguardati i nostri diritti e la nostra libertà di scelta sancita dalla Costituzione? 

Sono tematiche difficili da affrontare con l’attuale informazione a senso unico. Oggi, sembra che la cieca furia vaccinale metta in secondo piano la salute della popolazione. E ci chiediamo se effettivamente la finalità ultima di chi ci governa, in Italia e in Europa, sia quella di tutelare la nostra salute o il fatturato delle aziende farmaceutiche.

Finora, con i dati diffusi dai siti della Protezione Civile e dell’Istituto Superiore di Sanità, non ci sono prove che dimostrino che le vaccinazioni siano responsabili di una minore circolazione del virus. Anzi, il Ministero della Salute dovrebbe spiegare perché le percentuali di contagiati siano superiori a quelle di un anno fa, quando le vaccinazioni non c’erano.

La scelta di accettare un trattamento sanitario è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, e nessuno può imporlo con il ricatto, con la limitazione degli spostamenti, né tantomeno con la forza. Soprattutto se si tratta di un vaccino sperimentale, del quale (come dichiarato dagli stessi produttori) non conosciamo nemmeno gli effetti a lungo termine.

Le vaccinazioni di massa durante una pandemia sono considerate da molti virologi un grosso errore, che rischia di favorire l’emergere di nuove varianti e quindi di protrarre la pandemia ben oltre il necessario.

Infatti, anche i vaccinati possono trasmettere il contagio. Quindi, non solo chi si vaccina non aiuta nessuno, come qualcuno ama ripetere, ma anzi rischia di essere pericoloso tanto quanto un non vaccinato.

 gdm

Fonti:

  

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Sun, 20 Jun 2021 11:01:16 +0000
MORTI PER IL VACCINO: 100 scienziati contro EMA e UE https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/127-morti-per-il-vaccino-100-scienziati-contro-ema-e-ue https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/127-morti-per-il-vaccino-100-scienziati-contro-ema-e-ue MORTI PER IL VACCINO: 100 scienziati contro EMA e UE

Sembra che a governare l’attuale delicato processo pandemico siano soprattutto i grandi big delle case farmaceutiche e i banchieri. Insomma, i personaggi che su questa pandemia ci stanno guadagnando.

Le case farmaceutiche, addirittura, mettono a capo degli organismi di controllo le stesse persone che fino al giorno prima erano da loro stipendiate.

Queste accuse piovono oggi sull'Ema. A puntare il dito contro l'Agenzia europea per i medicinali non sono banali cittadini, bensì almeno 100 esperti e studiosi del coronavirus.  Epidemiologi, esperti di malattie infettive, microbiologi, chimici e biologi, tutti parte dell'associazione "Doctors for Covid ethics" (Medici per l'etica Covid), che hanno inviato 2 lettere alla direttrice dell'Agenzia Emer Cooke (in palese conflitto d’interesse), ma anche alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

"Le nostre preoccupazioni riguardo ai vaccini basati sui geni non si limitano a quello di AstraZeneca, ma anche a Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson. La nostra preoccupazione più seria è che voi date l'impressione che le trombosi dei seni venosi cerebrali (CVST) siano un evento avverso molto raro. In effetti, è vero probabilmente il contrario. I sintomi principali del CVST dominano l'elenco delle reazioni avverse". Eccoli elencati: "Mal di testa lancinante, nausea e vomito, coscienza alterata, linguaggio alterato, visione alterata, problemi di udito, paralisi di vario grado in varie sedi e perdita del controllo motorio".

Eppure, è il biasimo dei medici che stanno studiando i vaccini, "riteniamo che il numero di decessi dovuti ai vaccini basati sui geni, che avete pubblicamente ammesso, sia solo una piccola percentuale del numero effettivo di decessi dovuti a questi vaccini". Per gli esperti si tratta di "farmaci sperimentali" che come tali devono essere trattati. Infatti, "le nostre preoccupazioni derivano da più fonti di prova, incluso il fatto che la "proteina spike" SARS-CoV-2 non è una proteina di aggancio passivo, ma è probabile che la sua produzione avvii la coagulazione del sangue attraverso molteplici meccanismi - continuano -. Purtroppo, la vostra risposta del 23 marzo non è convincente ed è inaccettabile. Un approccio così sprezzante alla sicurezza dei vaccini crea la sgradita impressione che l'Ema stia servendo gli interessi delle stesse aziende farmaceutiche i cui prodotti è vostro dovere valutare", concludono.

proteina spike 01

 

Fonti: Libero, Il Tempo, Maurizio Blondet

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Wed, 02 Jun 2021 08:36:32 +0000
FUORI DALL'EURO, FUORI DALL'INCUBO https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/126-fuori-dall-euro-fuori-dall-incubo https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/126-fuori-dall-euro-fuori-dall-incubo FUORI DALL'EURO, FUORI DALL'INCUBO

Gli economisti della MMT hanno elaborato una road map per uscire dall’Unione Europea e liberarci dell’euro senza rischi e senza esporci ad attacchi speculativi.

Il progetto per l’uscita dall’euro, elaborato sulla base degli studi di Warren Mosler, il “padre” della Modern Money Theory, o Teoria della Moneta Moderna, verrebbe implementato in diverse fasi, in modo da neutralizzare tutti i possibili effetti negativi e poter tornare alla piena sovranità monetaria e politica, liberi dai vincoli di Bruxelles e dalle politiche di austerità imposte dall’esterno. 

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 Filippo Abate, Presidente di MMT Italia ci spiega nel dettaglio questa rivoluzionaria proposta in questa intervista esclusiva:

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Sun, 23 May 2021 20:23:55 +0000
Vox noctibus exstet https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/124-vox-noctibus-exstet https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/124-vox-noctibus-exstet Vox noctibus exstet

La Voce risuoni nella notte di questi tempi.

Che ci sia una voce che grida nel deserto non è la prima volta, che questa voce sia accusata di "fake news" nemmeno. La censura nei tempi ha spento" le Voci", con così svariati metodi da sfidare l'ingegno umano...... dissipare o cancellare la VOCE discorde, non uniformata con la linea del tempo.

Screditare, misconoscere, farne sberleffo e, quando tutto ciò non funziona, il potere è sempre passato ad azioni più sofisticate più... incisive, più efficaci.

Nel totalitarismo, il tiranno secondo gli antichi filosofi, la censura si esplicita più palesemente, essendo questo arbitrio essenza della sua modalità politica.

Nella "democrazia" che di demo (popolo) oggi ha ben poco, ecco che tutto si cela artificiosamente, si comprano giullari e giocolieri, si gonfiano le masse di verità parziali e comode, in sintesi si indica il dito per nascondere la luna e si spengono i social difformi!

Vox non deve essere un apriscatole, perché ora i tonni a 5 stelle in quella vasca ci nuotano!!

Ed ecco il popolo, quello desto, che ormai non crede più a nulla. Il voto declassato a esercizio virtuale nella scelta di personaggi ambigui, o eterni presenti fautori di disastri e tagli.

Il gioco della destra e della sinistra, come se il BENE avesse una posizione. E tutto ciò oggi, alla luce di tutte le sperimentazioni storiche, nel migliore dei casi fa solo sorridere.

Quanti si sono visti e si vedono tronfi della propria appartenenza politica, ma da una posizione più nobile, d'animo e di mente, osserviamo solo generazioni di giovani che non importa se di destra o di sinistra, volevano a modo loro il BENE.

Dunque chi può portare avanti questa vera rivoluzione? Quella del Bene? Non certo chi inizia un percorso con la voglia di dividere. Il "Bene" per la propria famiglia, per il proprio Paese, non ha nella divisione la sua origine, ma nell'Unità.

Quali sono questi Uomini? quelli che possono agire in tal senso?

La nostra più grande colpa è stata quella di lasciare ad altri il governo dell'Italia.  Avreste mai lasciato a sconosciuti le chiavi della vostra casa? o peggio a coloro che per anni avete giudicato inaffidabili?

Allora siete voi, siamo noi. Così come si scende in piazza per festeggiare un colore nello sport, si deve scendere nell'arena della vita pubblica per diventare gli artefici del nostro destino, non sarà un olandese o un belga a comprendere di cosa ha bisogno un italiano, ne potrà mai capirne lo spirito.

Socrate narrava che coloro che hanno visto il Principio della giustizia, ricordandosene dopo essere scesi su questa terra, tendono inesorabilmente a cercarlo. Questi Uomini li riconoscete per quello spirito indomabile, quel coraggio soprannaturale, un’umiltà e una semplicità nell'agire, questi uomini, più vicini agli "dei", possono prendere nome di Falcone, Borsellino, Peppino Impastato o nomi dimenticati come Salvo D' Acquisto... è piena l’Italia di Eroi e di Santi dimenticati.

Addomesticati o intrappolati da quell'egoismo che ci fa credere in salvo, non pensiamo a quelle famiglie che vivono di un lavoro autonomo oggi rubato!!

Nel sonno delle nostre case, finti rifugi di protezione, attendiamo che la vita bussi alla nostra porta, sarà così, per questo dobbiamo sentire il problema del nostro vicino come il nostro problema.

Se capiremo che l’Europa, questa Europa, non è quella sognata nell'adolescenza, quella delle genti e della solidarietà; ma delle banche, della finanza, di politici nord europei che ci vogliono in ginocchio, allora riprenderemmo in mano la nostra vita e quella del nostro Paese.

Gli stessi politici che hanno umiliato la Grecia pensiamo avranno pietà verso l'Italia??? un vero matricidio e parricidio!! Grecia e Italia sono tutto ciò su cui l'Europa, la VERA EUROPA, si fonda.

Ascoltiamo la voce della coscienza, non cediamo alla paura, riprendiamoci il destino che spetta a questo Paese, nessun altro potrà farlo e allora forse avremo un'Europa Unita ma nei Cuori, nella Cultura nel lavoro, non tassazioni e leggi ambigue e ingiuste, né una Russia lontana!! Essa stessa è parte integrale di questo continente che non gli Uomini ma DIO ha voluto.

Quindi non anti europeisti ma cittadini del mondo, che noi italiani abbiamo colonizzato con il nostro ingegno e il nostro lavoro da sempre.

Date a questo Paese una speranza (intesa come virtù teologale) che non potrà giungere da chi questo Paese lo ha affossato.

(pf)

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Fri, 07 May 2021 16:29:11 +0000