Vox Italia | Pensare e Agire Altrimenti - Blog https://voxitalia.net Sun, 28 Feb 2021 21:29:35 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it La pericolosa corsa verso il vaccino https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/100-la-pericolosa-corsa-verso-il-vaccino https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/100-la-pericolosa-corsa-verso-il-vaccino La pericolosa corsa verso il vaccino

Chi sceglie la vaccinazione per sé o per i propri figli deve essere informato sui rapporti rischi-benefici, sui possibili effetti collaterali, sulla reale composizione dei vaccini, sui danni accertati e sui retroscena delle scelte istituzionali e accademiche.

Libertà e consapevolezza

Vox Italia non è un partito no-vax, ma auspica un’informazione precisa e trasparente, che diventi la base per una scelta vaccinale consapevole.

Vox Italia si augura che possa essere sanata l'attuale profonda frattura fra i cittadini e le istituzioni, per la ovvia mancanza di fiducia che deriva dal negare l’evidenza dei fatti. Affrontare in modo preconcetto, censorio e negazionista il danno da vaccino, per fini strumentali alla giustificazione delle campagne di vaccinazione di massa, non permette alla cosiddetta comunità scientifica di confrontarsi liberamente e determinare tutte le necessarie correzioni ai programmi vaccinali istituiti forzatamente e in un clima di scontro sociale.

Servono risposte, serve una politica seria e incline all’ascolto dei cittadini, serve libertà di espressione per tutti (medici e ricercatori in particolare), serve un sistema di sorveglianza delle reazioni avverse, che operi con criteri scientifici e in piena trasparenza.

Come nascono le vaccinazioni

L’abbiamo imparato a scuola: la storia della vaccinazione nasce con Jenner alla fine del 700. Ma la vera storia è molto più controversa di come viene raccontata dagli insegnanti.

In realtà non sappiamo in che modo Jenner producesse i primi vaccini contro il vaiolo. Ma sappiamo che da alcuni secoli era conosciuta e praticata la tecnica della “variolizzazione”, che consisteva nel prelevare materiale infetto all'interno delle piaghe di soggetti in via di guarigione e inocularlo nei nuovi pazienti, con la speranza che venissero immunizzati.

Quello che è certo è che Jenner si appropriò di una tecnica già in uso, la variolizzazione contro il vaiolo a partire dalle mucche infette, facendola sua, anche grazie ai suoi appoggi massonici. Nel 1939 Allan Watt Downie, comparò i vaccini anti-vaiolo del suo tempo con un campione di virus bovino, accorgendosi della enorme differenza. Cosa diavolo era stato iniettato, allora, negli ultimi 150 anni a milioni e milioni di persone?

L’ipotesi di diversi studiosi, secondo cui il vaccino di Jenner derivasse dal vaiolo del cavallo piuttosto che da quello delle mucche, parve maggiormente avvalorata. Ma quale patogeno aveva utilizzato Jenner? A questa domanda, in realtà, nessuno sa rispondere.

Ma la cosa inquietante è che non si sa nemmeno oggi da cosa sia composto il vaccino. Nemmeno i grandi esperti lo sanno, perché le analisi per poterlo capire sono molto costose e, guarda caso, diventano off limits per chi voglia conoscere che cosa effettivamente contengano i vaccini.

Con l’avvento delle scoperte di Pasteur e la possibilità di eliminare i batteri da preparati e colture, si arrivò alla consapevolezza di come questo tipo di studi potesse dare grandi risultati nella cura delle malattie che tormentavano l'umanità. Con la nascita dell'istituto Pasteur, si creò un meccanismo di progressiva commercializzazione di questi risultati, che portò alla nascita delle aziende farmaceutiche, come la Sanofi Pasteur, e successivamente di multinazionali del farmaco che hanno costruito la loro immensa fortuna sui brevetti derivanti da queste scoperte.

Parliamo oggi di multinazionali che gestiscono una buona fetta del mercato e che hanno un potere enorme, specie in ambito politico. Ciò è anche dovuto al fatto che le maggiori banche sono entrate in compartecipazione, se non addirittura diventate proprietarie, delle principali multinazionali farmaceutiche, come Merck, Glaxo, Pfizer, ecc. (1).

Spuntano i conflitti d’interesse

Successivamente, nella seconda metà del ‘900, cessarono le rivalità tra questi colossi, ed iniziò un’epoca di joint-venture e alleanze finalizzate a “spartirsi la torta”. Lo stesso David Rockefeller sosteneva che la competizione tra le aziende è sbagliata. E questo orientamento si è riverberato anche nella storia delle aziende farmaceutiche, che hanno cominciato a costruire cartelli e associazioni; o comunque delle alleanze, anche occulte. Da qui nasce la problematica dei conflitti di interesse nei collegamenti con la politica, che ha originato i noti casi di scambi di favori tra politici e governi e industrie farmaceutiche.

Sanofi, ad esempio, è tuttora nelle mani del colosso del petrolio Total. E per qualche ragione questa informazione è stata cancellata da Wikipedia nell’agosto 2020.

vaccinazioni sanofi total

Ci ritroviamo quindi in una monumentale situazione di conflitti d’interesse, nella quale le aziende che dovrebbero occuparsi della nostra salute, sono intimamente connesse con le grandi multinazionali che gestiscono la finanza mondiale. A questo punto è lecito chiedersi se le loro finalità siano effettivamente quelle di renderci più sani.

Non sono questioni di poco conto, perché tra queste aziende, alcune hanno annunciato un vaccino per il Covid-19 che tra non molto vorrebbero iniettarci. Virus che, come ci ricordano molti virologi, muta nel tempo, rendendo vulnerabile anche chi si è già vaccinato, a dimostrazione, come vedremo più avanti, della probabile inutilità del vaccino stesso.

Le vittime della spagnola

A questo proposito, ricordiamo uno studio della dottoressa Karen Starko, virologa e scienziata del Boston City Hospital, che ha dimostrato come durante l’influenza “spagnola” del 1918, che ha registrato almeno 50 milioni di morti nel mondo, il principale fattore di mortalità non è stata la effettiva potenza e “viralità” del virus, ma un gigantesco e tossico abuso di aspirina, che venne consigliata dalle varie organizzazioni della sanità del tempo, a dosi dell’ordine di 7, 8 volte quelle che sono adesso le dosi massime consigliate e dietro “istigazione” della farmaceutica Bayer, a cui proprio nel 1917 era scaduto il brevetto dell'aspirina, cercando evidentemente di speculare il più possibile, prima che venisse condivisa la commercializzazione dell’aspirina con le aziende concorrenti. Con indebite pressioni, venne incentivato il più possibile l'acquisto del prodotto, spacciandolo come l'unica soluzione per far fronte al problema dell’influenza spagnola. Ma che probabilmente ebbe invece l'effetto di causare un’altissima mortalità (1).

L’estinzione del giornalismo

Oggi non siamo più abituati a leggere queste notizie sui giornali, mentre si è quasi estinto il cosiddetto giornalismo investigativo, che continua invece a funzionare in Paesi diversi dall’Italia, dove la stampa ha conservato una sua indipendenza e autorevolezza. Nel nostro Paese purtroppo il giornalismo è degenerato nel tempo, ma fino a qualche decennio fa e soprattutto all'inizio del ‘900, questo “quinto potere” era veramente critico ed era in grado di far luce su problematiche controverse, mettendo in difficoltà i soggetti di cui si occupavano le inchieste.

Oggi purtroppo non riusciamo più a trovare un giornalista che faccia domande scomode. Nella trattazione dell’attuale emergenza sanitaria la criticità è venuta a mancare, in un clima di generale appiattimento della stampa.

Ma focalizziamo ora l’attenzione sull’attuale pandemia di cui (quasi) tutti stiamo subendo le conseguenze.

COVID-19

Nell’articolo “SARS-Cov-2 e COVID-19: le più importanti domande sulla ricerca” pubblicato recentemente su Cell e Bioscience (1b) si indaga sulla conoscenza delle seguenti variabili del virus Sars-Cov-2:

  • la trasmissione del virus,
  • la diffusione asintomatica e presintomatica,
  • la diagnosi,
  • il trattamento,
  • lo sviluppo di un possibile vaccino,
  • l'origine del virus,
  • la patogenesi virale.

Ad oggi non esistono risposte a queste domande, ma solo supposizioni contraddittorie.

Per quanto riguarda possibili terapie e mezzi di prevenzione, con il termine di ricerca “Coronavirus”, l’archivio internazionale della ricerca scientifico-clinica PubMed registra 70.542 pubblicazioni con la prima risalente al 1949 (2). Oggi, a novembre 2020, dopo 70 anni, il consuntivo di tale imponente massa di lavoro si sintetizza in una sola parola: fallimento. Fallimento per la ricerca scientifica e fallimento per la pratica clinica.

Vale la pena ricordare alcuni numeri che troppo spesso dimentichiamo: la mortalità nei paesi sviluppati dovuta a malattie legate al progresso è in costante crescita:

  • cancro - 9,6 milioni di decessi - anno 2018,
  • malattie cardiovascolari - 17,6 milioni di decessi - anno 2016,
  • malattie autoimmuni - circa il 10% della popolazione mondiale ne è affetta,

di pari passo con la crescita del fatturato dell’industria farmaceutica che ha attualmente raggiunto un valore complessivo mondiale di quasi 1.000 miliardi di Euro. Nonostante quindi la vera piaga inarrestabile sia proprio l’aumento esponenziale di patologie croniche incurabili - e non le malattie infettive - il mondo del biotech ha trovato nella nuova pandemia da coronavirus un ulteriore canale nel quale iniziare a lavorare con rinnovato vigore verso la ricerca dell’arma magica: “il vaccino” che dovrà sconfiggere l’implacabile nemico “infezione”.

Il preannunciato fallimento di questo approccio farmacologico ci ricorda quanto avvenuto negli anni ’80, con l’esplosione del temutissimo HIV con al seguito il carico patologico dell’AIDS. Si dichiarò guerra al virus e scattò la corsa al “vaccino contro l’HIV”. Il bilancio ad oggi è che miliardi di euro sono stati spesi e il “vaccino contro l’HIV” non esiste. È quindi razionale e necessario che si cerchi di dare una risposta alla domanda che la società pone alla comunità scientifica: i vaccini sono un’opzione attuabile? Perché si continua nel perseguire un obiettivo vaccinale che non sembra raggiungibile, non offre garanzie di efficacia e comporta, al contrario, reazioni avverse fatali?

Quale vaccino?

Attualmente (23/11/2020) nella lista redatta e aggiornata del OMS i vaccini sperimentali sono 164, mentre 48 sono già in valutazione clinica sull’uomo. (2b)

Nonostante non siano ancora stati pubblicati i risultati dei test preclinici in vitro e sugli animali e non ci sia ancora alcun dato ufficiale sull’uomo, le aziende farmaceutiche già profetizzano che il vaccino avrà un’efficacia prossima al 90% e sarà totalmente sicuro.

In mancanza di dati clinici e basandosi su queste previsioni, le aziende si stanno organizzando per la produzione su larga scala di milioni di dosi da immettere sul mercato.

A questo punto ci chiediamo: se gli studi clinici, non ancora in grado di garantire né la sicurezza, né di valutare l’efficacia di un nuovo vaccino per tutta la popolazione, costituita da persone di varie fasce di età e con vari tipi di patologie e non da volontari adulti sani, non dovessero dare i risultati sperati? Se il vaccino dovesse risultare inefficace e troppo pericoloso? Cosa ne sarà dei milioni di dosi prodotte per questo vaccino e dei milioni di dosi prodotte anche per gli altri vaccini in sperimentazione negli altri Paesi a livello mondiale? I produttori di vaccini anti-COVID-19 parlano già di miliardi di dosi che potrebbero venire riversate nel breve termine sul mercato (10). Saranno questi costi a carico della popolazione, già vessata dalle conseguenze del SARS-CoV-2?

Come potranno mai garantire, lavorando a tale velocità di ricerca clinica e produzione, prima di tutto la qualità del vaccino (requisito base per poter essere messo in commercio) e poi la sicurezza e l’efficacia (requisiti base per poter essere somministrati a tutta la popolazione) - fasi che richiedono tempi molto lunghi e protocolli molto rigorosi di studio - laddove tutto il mondo scientifico e clinico non è riuscito in decenni a definire un vaccino efficace per l’HIV e per tantissime altre infezioni come la dengue, il citomegalovirus, o la malaria?

Rischi & profitti

Le agenzie regolatorie (FDA, EMA e nazionali) hanno deciso di concedere l’autorizzazione fast-track per i vaccini contro il SARS-CoV-2 sulla base di studi clinici su altri vaccini contro altre infezioni. Ciò è gravissimo in quanto è noto il rischio di potenziamento dell’infezione che si vuole prevenire con la somministrazione vaccinale. In altre parole, una volta arrivato alla commercializzazione, questo vaccino presenterà un rischio certo di potenziamento della malattia da cui si vuole proteggere il vaccinato, che può portare anche a complicazioni fatali (12).

Le agenzie regolatorie richiedono studi preclinici sugli animali per testare la capacità di formare anticorpi contro gli antigeni vaccinali ma non richiedono né studi tossicologici, né studi di monitoraggio per la valutazione delle reazioni avverse soprattutto in caso di reinfezione. Non è comprensibile il motivo per cui da un lato siano stati aboliti i test (di reinfezione dopo la vaccinazione) sugli animali, ma dall’altro si cerchi di proporli sui volontari vaccinati in corso di sperimentazione, per accelerare ulteriormente l’iter di approvazione (13).

Le motivazioni potrebbero essere due:

  • la prima che i test sugli animali non sono compatibili con le tempistiche dell’approvazione d’emergenza in fase pandemica (motivazione assolutamente non valida dal punto di vista della tutela della salute),
  • la seconda che i risultati degli studi sulla sicurezza sugli animali non sono affidabili per essere estrapolati sull’uomo (ma questo metterebbe in discussione i dati sulla sicurezza per tutti i vaccini già in commercio) (14).

La necessità di produrre con urgenza il vaccino è all’origine di due fattori molto importanti:

  1. il primo è che bisogna restare in stato di allerta pandemica finché non sarà finita l’attuale fase di sperimentazione clinica. Per questo viene data molta enfasi mediatica ai casi di reinfezione e a nuovi focolai che emergono in Italia e nel mondo, accompagnati da lockdown spesso ingiustificati;
  2. il secondo è che per il COVID-19 non devono esistere cure tali da abbassare il tasso di mortalità al livello dei decessi attesi, e infatti le cure continuano ad essere tutte in fase di sperimentazione (15) e approvate senza troppi limiti etici anche per farmaci noti per la pericolosità (16).

Vaccinazione antinfluenzale in tempo di Covid

Sappiamo già che l’orientamento politico è di rendere obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale per operatori sanitari, over 65 e bambini, senza alcun presupposto valido, né scientifico né clinico, della sua utilità. Questo si desume dall’ordinanza della Regione Lazio firmata già nel mese di Aprile 2020 (20).

Il razionale di base è che la vaccinazione antinfluenzale dovrebbe permettere di abbattere il picco epidemico che potrebbe sovrapporsi dal punto di vista temporale con l’epidemia di SARS-Cov-2 mettendo in difficoltà le terapie intensive. È noto però dagli studi disponibili sulle precedenti stagioni influenzali che il vaccino antinfluenzale è del tutto inefficace nella fascia pediatrica, aumenta in maniera significativa la mortalità da influenza negli over 65 (21) e aumenta l’incidenza del 36% della co-infezione proprio da coronavirus per un fenomeno di interferenza da vaccino, a differenza dell’influenza contratta in maniera naturale che tende ad avere un effetto protettivo verso i virus parainfluenzali (22).

Per di più, la scarsa risposta immunitaria negli anziani li predispone maggiormente all’induzione del potenziamento della malattia polmonare in caso di reinfezione con esiti fatali, meccanismo che potrebbe spiegare sia l’eccesso di morti tra i vaccinati con vaccino antinfluenzale durante l’epidemia d’influenza stagionale (23), che per COVID-19 per effetto della cross-reattività tra vaccino antinfluenzale e coronavirus.

A fronte di queste evidenze, solo una profonda ignoranza di base può spiegare il significato delle scelte operate: sono del tutto prive di senso sia l’obbligatorietà della vaccinazione antinfluenzale, sia la possibilità di introdurre il vaccino sperimentale contro il SARS-Cov-2 all’interno del vaccino antinfluenzale (23b).

Efficacia e sicurezza dei futuri vaccini contro il SARS-Cov-2

Esaminiamo ora la potenziale efficacia e tossicità di questi vaccini.

Efficacia: il SARS-Cov-2 è un virus simile come struttura e caratteristiche al SARS-Cov-1, responsabile dell’epidemia in Cina nel 2003. Contro tale virus sono stati sviluppati numerosi vaccini, mai giunti alla commercializzazione per la scarsa efficacia e per le gravi reazioni immunopatologiche (28). Era già noto quindi da tempo che i virus SARS sono caratterizzati da una instabilità genetica che è responsabile della impossibilità di produrre un vaccino efficace. Per questo, anche i vaccini contro il SARS-Cov-2 presenteranno questa criticità che è alla base dell’inefficacia della vaccinazione.

Nel caso dei coronavirus SARS-Cov-1 (29, 30, 31) e SARS-Cov-2 (32, 33) la letteratura conferma la difficoltà, se non l’impossibilità, di ottenere un vaccino efficace a sufficienza per proteggere la popolazione nel corso di un’epidemia su larga scala (34). L’immunità di gregge vaccinale è quindi un mero parametro teorico senza alcun riscontro reale, perché all’aumentare della copertura vaccinale aumenta più rapidamente la spinta selettiva dei virus mutanti verso forme più resistenti ai vaccini stessi, rendendo inutile la vaccinazione e anzi, contribuendo a rendere il virus addirittura più patogenico.

Tossicità: Per quanto riguarda la potenziale tossicità sono da segnalare due meccanismi principali:

  1. il primo si può riassumere in maniera molto essenziale così: quando il vaccinato si infetta con un virus mutato rispetto al virus contenuto nel vaccino, il suo sistema immunitario risponde in maniera non specifica e debole, perché programmato per rispondere in maniera efficace solo all’antigene vaccinale. Ciò comporta che il virus continua a replicarsi nel vaccinato portando ad un’infezione cronica con il rischio di sviluppare uno stato infiammatorio-autoimmune a lungo termine e recidive dell’infezione e resistente ai trattamenti farmacologici, oppure può innescare un’eccessiva reazione infiammatoria con conseguenze particolarmente pericolose per il vaccinato (49).
  2. il secondo meccanismo ipotizza che il sistema immunitario sia inibito/soppresso nella risposta al virus, dagli antigeni presenti nel vaccino. E una formulazione diversa di vaccino non permette di superare tale problema (50).

Effetti collaterali della vaccinazione

Come tutte le vaccinazioni, esistono effetti collaterali che possono colpire in maniera più o meno significativa i vaccinati.

È importante ricordare che si tratta di vaccini nella fase iniziale dello sviluppo e la quantità di dati di sicurezza disponibili è limitata. Per questo motivo, è possibile che si verifichi un effetto collaterale più grave di quelli descritti di seguito o mai rilevato prima.

  • Reazioni locali - Potrebbe verificarsi un certo disagio nell’area dell’iniezione durante la vaccinazione;
  • Reazioni generali - Durante le prime 24-48 ore dopo la vaccinazione si possono manifestare sintomi simil-influenzali;
  • Reazioni gravi - Come con qualsiasi vaccinazione esiste il rischio di eventi avversi gravi, come una reazione allergica, correlati al sistema immunitario o al sistema nervoso. Le reazioni allergiche gravi ai vaccini (anafilassi) sono rare, ma possono essere mortali. Anche le reazioni nel sistema nervoso sono molto rare, ma possono causare una malattia chiamata sindrome di Guillain-Barré, una condizione in cui le persone possono sviluppare una grave debolezza e morire.

Il vaccino potrebbe peggiorare la malattia COVID-19?

In passato, i vaccini sperimentali sono stati sviluppati contro i virus SARS appartenenti alla stessa famiglia del COVID-19. In alcuni casi, gli animali che hanno ricevuto alcuni tipi di vaccini SARS sperimentali hanno sviluppato un'infiammazione polmonare più grave quando sono stati successivamente infettati dalla SARS rispetto agli animali non vaccinati. Non è certo quindi se anche questo potrebbe essere un effetto collaterale della vaccinazione e se questo effetto potrebbe verificarsi nell'uomo o se in alcuni casi ciò potrebbe portare ad una più grave malattia COVID-19.

Esistono poi altre importanti considerazioni, piuttosto tecniche ma non di minore importanza, a cui accenniamo brevemente, e che non permettono di valutare correttamente la sicurezza del futuro vaccino:

a) Tutti e tre i candidati al vaccino promettono un’alta efficacia contro il Covid-19:

  • Pfizer e BioNTech: efficacia del 95% (43.000 partecipanti alla sperimentazione), che dovrebbe significare che il 95% delle persone che hanno ricevuto il vaccino sono state protette contro la malattia;
  • Moderna: efficacia del 94,5% (30.000 partecipanti alla sperimentazione);
  • Oxford e AstraZeneca: efficacia del 62% in un regime di dosaggio e 90% in un altro (media del 70%), (11.000 partecipanti alla sperimentazione).

Oxford e AstraZeneca hanno riportato i loro risultati di efficacia sulla base di 131 casi. Moderna ha riferito la propria efficacia sulla base di un numero provvisorio di 95 casi, e Pfizer e BioNTech hanno registrato 170 casi.

Ma ci sono alcuni importanti elementi nei recenti annunci sull'efficacia del vaccino. Primo, i risultati sono stati annunciati in comunicati stampa anziché in documenti ufficiali sottoposti a peer-review. Secondo, l'efficacia riportata è principalmente riferita alla malattia, cioè alle persone che si ammalano, non all’infezione, cioè alle persone portatrici del virus. Quindi al momento non è ancora chiaro come questi vaccini riescano a prevenire l'infezione e non solo la malattia. Terzo, la sicurezza è un fattore di primaria importanza e gli sperimentatori devono ricercare le potenziali complicazioni. Soprattutto quelle rare, che risultano difficilmente individuabili in uno studio limitato a poche migliaia di persone (102).

b) si utilizza come controllo un gruppo di vaccinati contro il meningococco, definito sicuro perché già autorizzato e somministrato da tempo. Manca quindi il gruppo di controllo negativo con placebo (acqua fisiologica) e il gruppo dei mai vaccinati, che permetterebbero di quantificare l’incidenza reale delle reazioni avverse acute e soprattutto a lungo termine. Né è possibile considerare i vaccinati contro il meningococco al pari dei vaccinati contro il SARS-Cov-2, che vengono re-infettati. In questo modo è già presente un grossolano errore nei dati, con una sottostima significativa delle reazioni avverse.

La minaccia si chiama ADE

La mancanza di questi controlli, tra i vari problemi, pone quello del ADE (potenziamento dipendente dall'anticorpo). Questo meccanismo è stato scoperto negli anni '60, quando il dott. Scott Halstead e i suoi colleghi stavano studiando il virus della dengue in Thailandia e notarono che le persone che erano state esposte alla dengue una seconda volta avevano un aumentato rischio di dengue rispetto a quelle che non erano state precedentemente esposte.

Si può concludere quindi che questo tipo di sperimentazione, non è assolutamente in grado di fornire alcun dato sulla sicurezza del vaccino, perché per valutare il rischio di ADE è necessario attendere che i volontari vaccinati contraggano la malattia in entrambi i gruppi, cosa che non può avvenire nel corso dello studio clinico, ma solo dopo la commercializzazione. La sindrome autoimmune/infiammatoria è la reazione avversa potenzialmente più grave per questo vaccino.

Lo sporco caso Dengvaxia

Queste premesse, non certo rassicuranti, ci inducono a raccontare brevemente la storia del vaccino per la dengue nelle Filippine, proprio per le sue similitudini con l’attuale situazione, nella speranza che quanto la comunità scientifica dovrebbe aver appreso da quella infausta esperienza, non permetta il ripetersi degli errori (e dei morti) con l’attuale epidemia di Sars-Cov-2.

Nel dicembre 2015 il presidente delle Filippine, Benigno Aquino, aveva negoziato un accordo con la casa farmaceutica Sanofi per l’acquisto di tre milioni di dosi di Dengvaxia, il primo vaccino approvato contro la dengue. Il progetto era vaccinare un milione di alunni di nove anni con 3 dosi di vaccino ciascuno, per proteggerli dalle conseguenze peggiori della malattia: shock, collasso degli organi interni e morte.

Solo la fornitura sarebbe costata 57,5 milioni di dollari, in pratica più di tutto il programma nazionale di vaccini per il 2015. Avrebbe raggiunto meno dell’1% dei circa 105 milioni di residenti nel paese. E anche se si stimava che in media nelle Filippine ne morissero circa 750 persone all’anno, la dengue non rientrava neanche tra le prime dieci cause di mortalità. Tra le malattie infettive, polmonite e tubercolosi mietevano molte più vittime.

Ma leggendo con attenzione una relazione di Sanofi sulle sperimentazioni cliniche del Dengvaxia, alcuni epidemiologi filippini avevano trovato seri motivi di preoccupazione.

Tra i bambini asiatici dai 2 ai 5 anni, quelli che avevano ricevuto il vaccino avevano una probabilità 7 volte maggiore rispetto ai bambini non vaccinati di essere ricoverati per dengue grave nei 3 anni dopo l’inoculazione. In pratica, esisteva la possibilità che per alcuni bambini peggiorasse la situazione.

Nel marzo 2016 gli epidemiologi e altri professionisti del settore medico, avevano scritto all’allora ministro della salute, facendo notare che il vaccino poteva essere rischioso per alcuni bambini e che probabilmente valeva la pena aspettare un vaccino più sicuro.

In risposta, il gruppo consultivo sui vaccini dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), che fornisce le linee guida sulle pratiche di vaccinazione ai paesi, aveva affermato in un documento informativo su Dengvaxia che i ricoveri in ospedale di bambini inoculati, se osservati nell’arco di più anni, non erano statisticamente significativi.

Per ragioni sconosciute, ma facilmente intuibili, le autorità filippine non obbligarono Sanofi a presentare i risultati degli studi di farmacovigilanza. L’inserimento di un nuovo prodotto farmaceutico nel programma sanitario nazionale di solito richiedeva circa 5 anni, ma il programma di vaccinazione contro la dengue fu avviato subito, nell’aprile 2016.

Il ritorno dei negazionisti

Gli epidemiologi filippini hanno continuato per mesi a parlare con la stampa e hanno postato su Facebook un video in cui, sulla base della citata teoria del “potenziamento dipendente dall’anticorpo” (ADE), si avvertiva che nei bambini che non erano mai stati affetti da dengue in precedenza, il vaccino poteva rendere più letale del solito un successivo contagio da dengue. Per tutta risposta gli scienziati vennero bollati come dissidenti (oggi diremmo “negazionisti”), con l’avvertimento che i medici che avessero preso parte alla “disinformazione” su Dengvaxia sarebbero stati responsabili di ciascuna morte per dengue che si sarebbe potuta prevenire con il vaccino.

Le cose sono rimaste così fino al 2017, quando Sanofi pubblicò un avvertimento: Dengvaxia non doveva essere somministrato agli individui che non erano mai stati contagiati dalla dengue.

Un mese dopo l’OMS pubblicò nuove linee guida in cui raccomandava il vaccino solo a chi avesse “un precedente contagio di dengue documentato”. A fine 2017 le Filippine hanno fermato il programma di vaccinazione, mentre genitori e stampa reagivano con furia e recriminazioni, mentre aumentavano le segnalazioni di decessi di bambini. A quel punto erano già stati vaccinati più di 830.000 bambini.

Le Filippine non hanno ancora completato l’inchiesta sulle morti dei bambini vaccinati, né Sanofi ha ancora pubblicato la relazione finale sui 6 anni di sperimentazione clinica.

Sulla base dei dati ricavati dalle sperimentazioni di Sanofi si è calcolato che nelle Filippine potrebbero essere ricoverati per dengue potenziata dal vaccino più di 4.000 bambini, mentre più di 600 bambini sono già morti a causa del vaccino.

Nel 2019 sia il Senato che la Camera dei Rappresentanti delle Filippine hanno raccomandato che il presidente Aquino e il ministro della salute fossero messi sotto accusa ai sensi della legge anticorruzione, per irregolarità negli appalti per la fornitura del vaccino. Le famiglie di una trentina di bambini deceduti hanno avviato procedimenti penali contro il ministero e altri funzionari filippini, accusandoli di negligenza e irresponsabilità assimilabili all’omicidio e alla tortura (78).

Lo ripetiamo: che questa infausta esperienza non venga dimenticata dall’attuale comunità scientifica che ha la responsabilità della gestione del vaccino per il Covid-19, affinché non si ripetano errori già commessi in passato, per i quali a pagare potrebbero essere le categorie più deboli della popolazione.

Conclusioni

È recentissimo l’ultimo studio comparato tra il benessere dei soggetti vaccinati con quello di soggetti non vaccinati, che dimostra come questi ultimi godano di un migliore stato di salute (103). Questo farebbe pensare che l’uomo nasca con un sistema immunitario “omnidirezionale”, finché le vaccinazioni non vadano ad alterare questo equilibrio, “specializzando” il sistema in una direzione precisa (quella dell’antigene vaccinale), indebolendo la protezione sugli altri fronti.

Per l’attuale corsa la vaccino, da quanto esposto e alla luce del recente disastro del vaccino Sanofi per la dengue, un vaccino che era stato testato su 35.000 soggetti, è evidente che oggi, per il SARS-CoV-2 è obbligatorio procedere con moltiplicata attenzione a studi preclinici, studi di fase II e III, prima di procedere a protocolli affrettati di validazione, soprattutto considerando che nei correnti protocolli sono ammesse solo persone con stato di salute ottimale, mentre quando sarà somministrato a tutta la popolazione, il rischio di reazioni avverse gravi è sicuramente maggiore e significativo per le categorie già affette da più patologie invalidanti per le quali il vaccino sarà raccomandato o, peggio, reso obbligatorio.

Un’ultima considerazione riguarda la necessità di tutelare pienamente la libertà di scelta del singolo.

Le vaccinazioni facoltative e personalizzate sono l’unico modo per tutelare sia il singolo che la comunità, in contrapposizione alle indiscriminate vaccinazioni di massa. Perché individuare le persone non idonee alle vaccinazioni consente di salvaguardarne la salute ed evitare la spesa sanitaria da sostenere in caso di danno da vaccino. Pensiamo ai costi per il mantenimento di un bambino con danni neurologici gravi o tetraplegico, sia in termini di spese sanitarie che di costo umano alla famiglia che deve sostenerlo, spesso per il resto della sua vita. Per questo è necessario attuare un sistema che garantisca la libertà di scelta su tutti gli aspetti che potrebbero invece limitarla, come sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

gdm

(1) L’Industria della Vaccinazione- Storia e contro-Storia - Pietro Ratto

(1b) Cell Bioscience 2020;10:40. Published 2020 Mar 16. doi: 10.1186/s13578-020-00404-4 SARS-CoV-2 and COVID-19: The most important research questions. Yuen KS, Ye ZW, Fung SY, Chan CP, Jin DY. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7074995/pdf/13578_2020_Article_404.pdf

(2) J Bacteriol. 1949; 58(1):23‐32 Demonstration of an interference phenomenon associated with infectious bronchitis virus of chickens. Groupe V

(2b) https://www.who.int/publications/m/item/draft-landscape-of-covid-19-candidate-vaccines

(10) https://www.techtimes.com/articles/248972/20200420/covid-19-update-coronavirus-vaccine-makers-asks-governments-help-to-make-millions-of-doses-by-september.htm

(12) Is antibody-dependent enhancement playing a role in COVID-19 pathogenesis?
DOI: https://doi.org/10.4414/smw.2020.20249
Swiss Med Wkly. 16.04.2020;150:w20249
https://smw.ch/article/doi/smw.2020.20249

(13) J Infect Dis. 2020 Mar 31. pii: jiaa152. doi: 10.1093/infdis/jiaa152.
Human challenge studies to accelerate coronavirus vaccine licensure.
Eyal N1,2, Lipsitch M3, Smith PG4. https://academic.oup.com/jid/article/doi/10.1093/infdis/jiaa152/5814216

Nature. 2020 Apr 22. doi: 10.1038/d41586-020-01179-x.
Hundreds of people volunteer to be infected with coronavirus.
Callaway E.
https://www.nature.com/articles/d41586-020-01179-x

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(101) https://www.precisionvaccinations.com/vaccines/chadox1-mers-mers-cov-vaccine
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studio preclinico su animali
https://www.vaccitech.co.uk/pipeline/
vaccini che utilizzano lo stesso vettore (Vaccitech)

(102) https://www.vox.com/21575420/oxford-moderna-pfizer-covid-19-vaccine-trial-biontech-astrazeneca-results

(103) https://www.mdpi.com/1660-4601/17/22/8674
Lyons-Weiler, J.; Thomas, P. Relative Incidence of Office Visits and Cumulative Rates of Billed Diagnoses Along the Axis of Vaccination. Int. J. Environ. Res. Public Health 2020, 17, 8674.

Altre fonti:

Loretta Bolgan - Covid-19 il vaccino che verrà

Fabio Franchi - Vaccinazioni Di Massa, Successo o Fallimento

Heinrich Kremer - Sistema immunitario e vaccinazioni

Corvelva - La sicurezza dei vaccini

http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Guida_valutazione_reazioni_avverse_osservabili_dopo_vaccinazione_2.pdf

http://www.iss.it/binary/publ/cont/09_13_web.pdf

 

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Wed, 02 Dec 2020 17:47:17 +0000
L’Italia e gli italiani sono un obiettivo da abbattere https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/97-l-italia-e-gli-italiani-sono-un-obiettivo-da-abbattere https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/97-l-italia-e-gli-italiani-sono-un-obiettivo-da-abbattere L’Italia e gli italiani sono un obiettivo da abbattere

Molti medici hanno dato una visione diversa su questa pandemia rispetto a ciò che ogni giorno ci viene raccontato da istituzioni e mainstream. Uno di questi è il Dott. Giuseppe Di Bella.

L’intervista integrale di Giuseppe Di Bella rilasciata a Oltre Tv.

Quando descrive la situazione attuale e quello che è accaduto a tutti gli studi all’avanguardia effettuati da suo padre, nomina spesso un’élite (1), che definisce globale, che avrebbe pianificato tutto da decenni. Può spiegarci meglio cosa intende dottor Giuseppe Di Bella?

Si manifesta sempre di più la gestione di un élite. È un centro di poteri aggregati tra loro che controlla il mondo finanziario, economico, politico, sanitario e l’informazione. Hanno praticamente la gestione delle leve del potere mondiale.

Ovviamente non hanno un controllo assoluto su tutto. Federazione Russa, Cina, Iran e qualche altra nazione e governo sfuggono al loro controllo, però hanno un ruolo molto rilevante e potente. Fortunatamente iniziano a manifestarsi le prime incrinature e questo si nota dalle loro posizioni sempre più autoritarie perché stiamo assistendo a un risveglio della gente, dopo un letargo lungo decenni di disinformazione.

Leggevo, da giornalisti molto allineati al potere, che oltre il 40% rifiuterà questo ipotetico e fantomatico vaccino contro il coronavirus. Gruppi di medici (2) hanno presentato le loro motivazioni e raccolto le firme contro l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale in autunno. Hanno scientificamente e clinicamente motivato il loro rifiuto, sia per l’inutilità, sia per i possibili eventi avversi a breve e lungo termine del vaccino, riportando tutti i riferimenti delle banche dati mondiali.

Questi sono segnali forti di protesta e le élite si preparano a imporre misure coercitive che le persone cominceranno a rifiutare. Non siamo ancora di fronte a un risveglio totale ma si intravede già qualche sintomo pericoloso per questi signori.

Luigi Di Bella: un antesignano della verità

Non hanno considerato inoltre un aspetto molto importante. Molti cominciano a non avere più fiducia nella nostra classe politica italiana, che quando impone qualcosa provoca un rifiuto nei cittadini, dettato anche da una valutazione sul comportamento di questi signori.

Alcuni medici come il dottor Bassetti, il professor Zangrillo e il professor Clementi, che hanno partecipato all’evento di Sgarbi, hanno dissentito pesantemente sulle attuali linee seguite su questo coronavirus. Anche molti altri personaggi autorevoli, come il Nobel Montagnier e il noto virologo Giulio Tarro, stanno esprimendo un parere diverso ma sono colpevoli di dire la verità. Di risposta gli hanno scatenato contro la macchina del fango.

Mio padre è stato un antesignano più di venti anni fa, anche lui colpevole di dire la verità. Oggi tutti i suoi studi sono documentatissimi nella letteratura ma ai tempi hanno censurato tutte le sue scoperte.

Ma per questa élite non deve ancora finire l’ansia, l’angoscia e il terrore, tutti aspetti psicologici con cui riescono a irretire e condizionare le genti.

È stata approvata la proroga dello Stato d’emergenza fino al 15 ottobre. Dobbiamo aspettarci nuove chiusure in autunno?

Questo momento per la nostra nazione è molto grave e triste. I danni sono enormi, sia per mano dei potenti più pericolosi che stanno in regia, sia da quelli che hanno solo una funzione di comparsa. La situazione attuale è stata pianificata da decenni. Hanno attuato un percorso, niente di quello che fanno è casuale, anzi è tutto profondamente meditato.

La principale barriera etica e i valori morali che gli avrebbero impedito di fare questo, sono da sempre portati dalla Chiesa Cattolica, oggi contrastata dall’esterno e, nella forma più insidiosa e pericolosa, dall’interno.

Le verità sul virus e il vaccino

Tra i bersagli preferiti dalle menti che architettano questi piani ci sono l’Italia e gli italiani, per quello che rappresentano. Sono un obiettivo da abbattere, vogliono annientare la nostra cultura.

Chi vuole ingannare e raccontare il falso deve partire da una parte di verità, diversamente non può disinformare e falsificare. Il fatto che il virus esiste e che, per qualcuno, può essere letale, sono verità. Però da un dato reale del 4% di mortalità negli Usa, al terrorismo che hanno fatto, dipingendola come la peste o la Spagnola, c’è un abisso.

Ci sono alcuni elementi semplicissimi che smontano questo terrorismo: è vero che ci sono dei morti ma il dato che hanno nascosto è che la grande maggioranza di queste persone avevano altre patologie.

Sono dati molto semplici, documentati e incontestabili sul piano scientifico ma non li prendono assolutamente in considerazione. Si stanno imponendo.

Hanno proposto di inoculare un vaccino a sperimentazione non ancora conclusa (3). Cosa pensa a riguardo?

Da un punto di vista razionale non ha senso, dovremmo cambiare interamente la legislazione mondiale della farmacologia e della sperimentazione. Se adesso gli fa comodo arrivare a somministrare i farmaci senza conoscere esattamente gli eventi avversi immediati e postumi, fa capire la credibilità del momento che stiamo vivendo. Gli effetti più pericolosi sono quelli più lontani.

Non va trattato l’argomento in modo assoluto: vaccino sì, vaccino no. Il problema non è politico, non deve essere un burocrate di partito a imporre autoritariamente un certo numero di vaccini. Deve essere il medico a decidere per il suo paziente dove, quando e quale vaccino fare. La colpa più grave dal punto di vista scientifico è quella di non dire la verità.

Giuseppe Di Bella sulle falsificazioni delle cure

Le vaccinazioni antinfluenzali predispongono a complicazioni e pare che in Lombardia (4) alcuni medici abbiano documentato che i casi più gravi avevano ricevuto il vaccino antinfluenzale, anti-pneumococco e anti-meningococco.

Il vaccino che imporranno in maniera autoritaria ai medici, pena l’esclusione dal lavoro, non ha assolutamente gli effetti positivi per cui lo vogliono inoculare. Non solo, può anche predisporre a complicazioni gravi dei virus delle vie respiratorie.

Hanno infangato anche le cure conosciute. Sono arrivati a pubblicare un falso sulla prestigiosa rivista (5) The Lancet, in cui uno studio sosteneva che la clorochina faceva più morti del virus. Una teoria talmente assurda che è stata subito smontata.

Hanno contattato gli ospedali su cui sarebbero state fatte le statistiche ed è risultato che nessuno li aveva mai consultati per raccogliere i dati. Sono numeri inventati ma per quale motivo? Chi falsifica in campo scientifico coscientemente è un omicida.

Ma la gravità è che l’OMS e alcune agenzie europee del farmaco lo hanno preso subito come un dato di fatto. Eppure ogni medico che abbia un minimo di esperienza sa che la clorochina si usa da un secolo per curare la malaria.

Anche il siero iperimmune, testato a Mantova dal professor De Donno, è di un’evidenza scientifica, un prodotto che si può produrre in tempi brevi e costi ridotti rispetto al vaccino. Ma lo hanno scartato.

Qual è lo scopo di tutto questo?

Mascherine, distanziamento sociale, smart working, didattica a distanza e quella frase che ci accompagna da febbraio: «niente sarà più come prima», sentita più e più volte (6) (7). Tutto per la nostra sicurezza o per controllare e disumanizzare l’uomo?

Direi più per i loro interessi e i loro programmi. L’uomo gli interessa solo come elemento per raggiungere i loro scopi. Vogliono imporre queste misure coercitive con questo spauracchio di seconda e terza ondata ma è una forma di terrorismo. Arrivati a questo punto il conto che prima o poi certamente dovranno pagare è alto ma la gente inizia a svegliarsi.

C’è un altro aspetto molto pericoloso. I signori che detengono il potere esercitano una disinformazione continua, hanno plagiato un sacco di gente e l’effetto peggiore è che portano coloro che li ascoltano a una sorta di odio, di rabbia che i potenti scateneranno quando avranno bisogno di una mobilitazione da parte dei cittadini. Se ancora non è chiaro il fine ultimo è creare una contrapposizione, un’incompatibilità di civiltà, di religioni, di concezioni e di culture.

Fortunatamente sta nascendo una comunità scientifica indipendente che si occupa davvero della salute, con scoperte scientifiche documentate e non pilotate.

I liberi pensatori, come lei e suo padre (8) Luigi Di Bella, vengono attaccati perché cercano di proporre un punto di vista diverso. Vi è mai venuto in mente di arrendervi, di lasciar perdere tutto?

Neanche per un istante. Io ho seguito mio padre, che è sempre stato un combattente. Fu decorato anche sul campo perché a 29 anni ha condotto un ospedale militare di divisione, quasi senza organico, in modo esemplare. Addirittura gli ufficiali tedeschi e inglesi si facevano ricoverare nell’ospedale italiano. La resa non fa parte neanche della nostra cultura come italiani e per questo vogliono annientare anche la tradizione.

Giuseppe Di Bella spiega quanto sarebbe stata importante la prevenzione

La prevenzione per lei è molto importante, tanto che ha pubblicato un libro (10) “La scelta antitumore. Prevenzione, terapia farmacologica e stile di vita”, in cui descrive come rafforzare le varie linee di difesa dell’organismo e non solo. Non crede che in questa emergenza abbiano totalmente trascurato questo aspetto? Se sì, perché?

Nel libro sono documentati prodotti biologici, senza tossicità, con una letteratura scientifica immensa e non solo li hanno trascurati ma anche oscurati e censurati.

C’è una molecola fisiologica che ha un effetto fondamentale sull’immunità ed è il lisozima (10). È una proteina basica enzimatica che troviamo in circolo nel sangue e nelle secrezioni. Agisce su tutti i virus RNA, che sono acidi, distruggendo la loro sottile membrana.

Il lisozima è la quarta frazione del complemento (11), composto da 30 siero proteine che intervengono attivando tutta l’immunità, sia antinfettiva, sia antitumorale. Avevo fatto delle interviste, delle rassegne di dati scientifici documentati per questo e per altri virus ma hanno fatto sparire tutto.

Inoltre se integriamo il lisozima con la lattoferrina, una siero proteina del latte descritta nel libro, si moltiplica e fortifica l’attività antinfettiva. Fa sorridere la notizia che un’università italiana qualche giorno fa abbia scoperto che la lattoferrina funzioni bene come antivirale. Questa cosa l’ho scritta nel mio libro “La scelta antitumore” lo scorso anno e anche sul sito metododibella.org (12), dove ho riportato tutti i principi antivirali che avrebbero abbattuto la pericolosità e la letalità di questo virus.

Il segreto di una prevenzione perfetta

Alla base di una buona immunità oltre al lisozima e alla lattoferrina ci sono anche i retinoidi (13), derivati dalla vitamina A, che sono chiamati anche vitamine antinfettive, poi la vitamina C in alte dosi e la vitamina D3. Sono sostanze che non ha mai nominato nessuno. Non le conoscono? Avrebbero quantomeno ridotto e contenuto la drammaticità della situazione.

Quello che viene disprezzato lo censurano per poi farlo riemergere e scoprire a qualche luminare di regime nel momento per loro opportuno, come se lo avessero scoperto loro.

Il 14 novembre 2020 al Royal Hotel Carlton di Bologna faremo un convegno sulla ricerca scientifica in oncologia come Fondazione Di Bella in cui interverrà anche il professor Tarro e un altro collega che spiegherà alcuni studi fatti in Spagna, che confermano quello che mio padre ha detto venti anni fa e cioè il ruolo fondamentale della melatonina anche nell’immunità.

Saranno documentati progressi e dati preliminari nella terapia del cancro mediante progetti di ricerca della Fondazione Di Bella, in collaborazione con istituti universitari italiani e il CNR.

 

(1) https://www.romait.it/dottor-di-bella-interessi-politici-contro-la-salute-dei-cittadini.html

(2) https://www.oltre.tv/cisl-medici-lazio-ordinanza-vaccinazione-obbligatoria/

(3) https://www.oltre.tv/vaccino-senza-sperimentazione-cricelli-effetti-collaterali/

(4) https://www.oltre.tv/giulio-tarro-associazione-morti-lombardia-vaccinazioni/

(5) https://www.panorama.it/news/scienza2/covid-lancet-clorochina

(6) https://www.huffingtonpost.it/entry/nulla-sara-piu-come-prima-ripartire-reinventare-ricostruire_it_5eb2a62ac5b69965ea00f090

(7) https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2020/04/04/niente-sara-come-prima-dalla-casa-alla-spesa-cosi-vivremo-dopo-lemergenza-coronavirus_aa12247e-551c-4e8a-b4c1-a5d52d91b659.html

(8) http://www.metododibella.org/it/

(9) https://amzn.to/3goWX0n

(10) http://www.metododibella.org/files/2020/04/news/lisozima.pdf

(11) https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_del_complemento

(12) http://www.metododibella.org/it/notizie/2020-04-15/Covid-19-PREVENZIONE-ANTI-VIRALE-prescrizione-e-documentazione.html

(13) http://www.metododibella.org/files/2020/04/news/retinoidi.pdf

Fonte: https://www.oltre.tv/di-bella-bersagli-preferiti-italia-italiani/

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 27 Oct 2020 08:03:56 +0000
La crisi della medicina ufficiale ai tempi del turbocapitalismo apolide e delocalizzato delle élite globaliste https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/94-la-crisi-della-medicina-ufficiale-ai-tempi-del-turbocapitalismo-apolide-e-delocalizzato-delle-elite-globaliste https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/94-la-crisi-della-medicina-ufficiale-ai-tempi-del-turbocapitalismo-apolide-e-delocalizzato-delle-elite-globaliste La crisi della medicina ufficiale ai tempi del turbocapitalismo apolide e delocalizzato delle élite globaliste

Il mondo della medicina ha subito profonde trasformazioni negli ultimi decenni, e nei prossimi anni nuovi cambiamenti drammatici sono purtroppo attesi.

Lo scenario della medicina in Italia

Si pensi solo a questo aspetto molto critico: secondo i dati Eurostat attualmente in Italia i medici di famiglia sono 54.000 e nel giro di 10 anni, quindi entro il 2030 il 70% di essi andrà in pensione (1). Quali enormi disagi e problematiche per la popolazione vi saranno? Perché nessuno pensa di prendere provvedimenti? Quei cambiamenti che la stampa mainstream si affanna a descriverci come conquiste del progresso, sono spesso obiettivi illusori. Quei traguardi che il mondo dei mass-media asservito al pensiero unico dominante ci descrivono come conquiste del cittadino si rivelano spesso solamente obiettivi raggiunti delle agende di élite dominanti e nulla più.

Il mondo della medicina non sfugge a questa tendenza complessiva che sembra inarrestabile e che investe anche altri settori della società. Basti analizzare dei dati numerici desunti da studi pubblicati su riviste mediche prestigiose. Se analizziamo gli Stati Uniti d’America, considerato come modello di Paese occidentale avanzato e con un sistema sanitario di alto livello, ricco ed industrializzato, in cui prevale un sistema ospedaliero basato su sistemi diagnostici all’avanguardia, con apparecchiature sofisticate e moderni protocolli di terapia farmacologica, abbiamo una fotografia reale ed impietosa di quello che la narrazione dei mass-media mainstream ci vuole convincere che si chiami progresso. Una situazione simile (forse persino peggiore in alcuni casi, si evidenzia in Europa e nel resto del mondo occidentale, Italia compresa). I dati seguenti riferiti agli USA sono desunti da uno studio di Barbara Starfield 2000 che ha suscitato scalpore, (15) elenchiamoli:

  • 12.000 morti l’anno per operazioni chirurgiche definite dalla ricerca inutili.
  • 7.000 morti l’anno causate da errori di prescrizione di farmaci a pazienti ospedalizzati.
  • 20.000 morti l’anno dovuti ad errori di vario genere in ospedale.
  • 80.000 morti l’anno dovute ad infezioni contratte in ospedale.
  • 106.000 morti l’anno dovute a effetti collaterali negativi dei farmaci.
  • Per un totale di circa 225.000 morti l’anno in U.S.A. come conseguenza di trattamenti medici (sommando errori medici ed effetti collaterali dei farmaci). Questa è l’incidenza media che si desume dall’analisi dei dati ufficiali degli ultimi dieci anni.
  • Negli ultimi dieci anni il sistema sanitario americano ha quindi rappresentato la terza causa di morte negli USA dopo le patologie cardiovascolari e dopo le patologie tumorali.
  • Questi sono i dati riferiti ai cittadini benestanti che possono permettersi delle cure costose e ricoveri in ospedali all’avanguardia, spesso garantite da costose coperture assicurative. Cosa si può dire invece dei 40 milioni di cittadini statunitensi che non possono permettersi l’accesso al sistema sanitario? Tutte le fasce di popolazione medio-bassa, tutti coloro che vivono negli immensi e fatiscenti sobborghi delle metropoli, nei ghetti riservati ad immigrati o classi sociali di nuovi poveri causati da precariato o disoccupazione che fino a qualche anno fa erano classificati come middle class e working class, ebbene tutti questi sono esclusi da ogni tutela e cura.

Questi dati inquietanti meritano un’analisi profonda.

Il mercato dei farmaci

Il massiccio ricorso ai farmaci non ha consentito un miglioramento della salute generale ma anzi l’ha peggiorata. Il sistema medico ufficiale sembra incapace di rispondere ai nuovi bisogni di salute della popolazione. Tutto questo risulta essere ancora più grave poiché ingenti somme di denaro pubblico sono destinate alla ricerca in campo farmacologico. A queste somme si aggiungono gli enormi investimenti che le stesse grandi multinazionali farmaceutiche riversano nella ricerca di nuovi farmaci e nuove cure. Se confrontiamo la somma enorme degli investimenti totali (pubblici e privati) ed i risultati raggiunti è evidente il fallimento totale ed il collasso del sistema. Quando si parla di fallimento, si intende fallimento di risultati clinici ma questo non è un fallimento economico per le lobbies farmaceutiche, tutt’altro!

Viviamo tutti in un rovinoso e diabolico paradosso in cui più le cure farmaceutiche risultano inefficaci e pesantemente gravate da effetti collaterali, più il guadagno delle case farmaceutiche aumenta a dismisura e questo è incontestabile; si evince dallo studio di Starfield ma anche da innumerevoli altri studi.

Gli italiani e la Sanità

Anche in Italia la situazione non è molto diversa, basti pensare alle 300.000 cause pendenti contro i medici, con 35.000 nuove azioni legali ogni anno (2). Anche se nel 95% dei casi i medici vengono prosciolti, questo dato testimonia un diffuso malessere nella popolazione dei pazienti. Al già enorme numero di persone che fanno causa, dobbiamo aggiungere il numero molto maggiore di coloro che pur avendo subito danni, non decidono di adire le vie legali per vari motivi. Il primo tra tutti è l’elevata spesa economica da sostenere che secondo cifre riportate da quotidiani nazionali (2) ammonta mediamente a 50.128 euro per una causa civile e 36.901 euro per una causa penale. Citando le parole testuali del quotidiano che riporta questi dati, possiamo leggere “…C’è un clima di forte sospetto tra medici e pazienti, la gente pensa che intorno alla medicina ci sia un business. E forse è anche un po’ colpa dei medici” ha commentato il sottosegretario alla salute Armando Bortolazzi. Nel corso dello stesso articolo viene intervistato anche il presidente della commissione Igiene e Sanità del senato Pierpaolo Sileri che punta il dito contro i costi per il SSN generati da questa situazione: ecco le sue testuali parole riportate fedelmente dallo stesso articolo ”...Un medico che ha subito una denuncia o teme il clima di sfiducia, finisce per prescrivere un maggior numero di analisi ed accertamenti: la medicina difensiva costa dagli 8 ai 12 miliardi l’anno…” nello stesso articolo si riportano i risultati dei questionari rivolti a medici:

  • Il 78,2% di essi ritiene di correre un maggior rischio di procedimenti a suo carico rispetto al passato.
  • Il 68,9% ritiene di avere 3 probabilità su dieci di subirne, quindi una probabilità del 30%.
  • Il 65,4% avverte una pressione indebita nella pratica quotidiana.

Questo non viene affermato da complottisti ma da esponenti importanti della sanità pubblica, da quotidiani nazionali, da statistiche ufficiali.

Un altro quotidiano (3) titola: “Italiani sempre più insoddisfatti dei medici di famiglia”. Nel corso dell’articolo il quotidiano cita i dati dell’ultimo rapporto PIT Salute, del Tribunale per i diritti del malato-cittadinanza attiva. Questo documento stilato sulla base di 21.000 segnalazioni giunte nel 2015 da parte dei cittadini indica un aumento di problemi nel rapporto con i medici di famiglia ed i pediatri. Le principali lamentele riguardano:

  • Rifiuto di prescrizioni da parte del medico. (28,4% con +4% rispetto al 2014, l’anno precedente).
  • Orari inadeguati di ricevimento (25,4% con +12% rispetto all’anno precedente).
  • Sottostima del problema di salute (17,9% con +6% rispetto all’anno precedente).
  • Riportando le testuali parole dello studio i dati descrivono “Un servizio sanitario in ritirata”. Ed una “enorme difficoltà ad accedere alla sanità pubblica” come sintetizza Tonino Aceti coordinatore nazionale del Tribunale dei Diritti del Malato. Altre lamentele riguardano:
  • Liste di attesa (54,4%)
  • Costo del ticket (30,5%)
  • Intramoenia (8,4%)
  • Il rapporto cita dei tempi di attesa che secondo le segnalazioni dei cittadini arrivano a 9 mesi per una visita oculistica, 15 mesi per una mammografia, 2 anni per una rimozione di una protesi.

Se i cittadini italiani si lamentano sempre più della situazione sanitaria, del livello di efficacia delle cure, e dei tempi di attesa, se aumentano sempre più le cause intentate verso il personale medico dobbiamo chiederci: è possibile che questi fenomeni siano dovuti alle poche risorse erogate alla sanità, ai pochi finanziamenti che la Sanità riceve, in buona sostanza alla bassa spesa sanitaria italiana?

Riferiamoci agli ultimi dati ufficiali disponibili nell’Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale (2017).

 Bartoli 05

Nel 1998, i posti letto disponibili in Italia erano circa 311.000 per passare, nel 2017, a circa 191.000: in sostanza siamo passati, viva l’Unione europea, da 5,8 posti letto a 3,6 nel 2017 (nel 2019 sono scesi a 3,2; sia mai fossero troppi). E i posti in rianimazione, nello stesso periodo, sono diminuiti da 575 per 100.000 abitanti a 275. Per chi pensasse che la diminuzione sia dovuta semplicemente a un efficientamento dell’organizzazione (medici e infermieri sono diminuiti di 43.000 unità dal 2010 al 2018) e alla diminuzione dei giorni di degenza media, forniamo due dati:

-   Il primo riguarda l’allungamento delle liste d’attesa per esami e interventi alla faccia dell’universalismo di un servizio essenziale come quello alla salute

-   Il secondo, è che “l’efficiente” Germania ha quasi il triplo dei nostri posti letto e, in questa pandemia covid-19, ci stiamo accorgendo che questo fa la differenza anche sulle scelte che avranno conseguenze devastanti sull’economia (in sostanza per risparmiare qualche decina di miliardi in un bel po' di anni, ora bastano pochi mesi di chiusura delle attività per fare danni per centinaia di miliardi: un ottimo risultato da veri statisti).

 articolo bartoli 02

 

Sanità pubblica e sanità privata

Ma non basta: nello stesso periodo, le lobby della sanità privata hanno dato battaglia per accaparrarsi le prestazioni a maggior margine. Fake news? Rispondiamo con un po' di numeri sui servizi a minor margine:

  • I servizi di pronto soccorso sono presenti nel 79,9% delle strutture pubbliche e solo nel 5,8% delle strutture private. E non basta: le strutture pubbliche, con il loro 79,9%, rispondono al 91,5% delle richieste di accesso al pronto soccorso.
  • I servizi di pronto soccorso pediatrico sono praticamente inesistenti nelle strutture private: 0,62% contro 17,4 delle strutture pubbliche.
  • I servizi di rianimazione sono presenti nel 65,4% delle strutture pubbliche contro il solo 9,3 delle strutture private (avete presente quando la moglie partorisce nella clinica privata e se ha una complicazione grave viene trasferita nell’ospedale pubblico?)

E questo mentre la tanto decantata sanità lombarda è entrata subito in affanno mentre quella privata fino all’altro giorno si pappava il 40% del budget dei ricoveri della sanità, sempre lombarda, a fronte del 35% di relative prestazioni. Come si spiega? Il privato costa di più perché è più efficiente? Dovrebbe essere il contrario. Oppure il privato “sceglie” i servizi a maggior guadagno lasciando al pubblico quelli a minor margine? E poi magari, facendo la divisione da terza elementare, qualche genio dirà che i posti letto nel privato costano meno che nel pubblico e i giorni di degenza medi sono minori (uno che viene operato al menisco sta in degenza quanto uno che si è schiantato contro un albero e finisce in coma).

Capito?

E chi possiamo ringraziare per questo bel risultato? I governi di destra, di centro e di sinistra che hanno governato l’Italia negli ultimi decenni nel nome del “ce lo chiede l’Europa” e del “ci vuole più Europa”. Tanto loro, i nostri cari rappresentanti, hanno l’assicurazione sanitaria pagata da noi, che gli permette di fregarsene dei livelli minimi di servizio.

 

articolo bartoli 03

Le patologie croniche

Complice anche l’aumentato numero di anziani, (ma anche l’inefficacia delle cure farmacologiche) gli italiani stanno divenendo un popolo di malati cronici. Secondo i dati dello studio OsservaSalute 2016 riportati da vari siti on line (5), nel nostro Paese è diminuita l’aspettativa di vita, è aumentato l’uso di antidepressivi ed il numero di suicidi, e la tenuta del sistema sanitario pubblico è considerata a rischio. Nel 2025 l’incidenza sul PIL della spesa per la sanità pubblica raggiungerà il 7,2%, nel 2035 sarà del 7,6%, nel 2060 sarà del 8,3%. Già oggi le malattie croniche riguardano 4 italiani su 10, pari a 23,6 milioni di persone. Nel 2011 erano il 21,9%, nel 2015 erano aumentate già al 23,7% le persone che presentavano contemporaneamente 2 o più tra queste patologie croniche:

  • Ipertensione arteriosa
  • Ictus ischemico
  • Malattie ischemiche cardiache
  • Scompenso cardiaco congestizio
  • Diabete mellito tipo II
  • Broncopatia cronica ostruttiva
  • Asma bronchiale
  • Osteoartrosi
  • Disturbi tiroidei

Già nel 2015, sempre secondo lo studio già citato il 72,1 % di queste persone con 2 patologie concomitanti assume 5 o più farmaci differenti contemporaneamente. Essi assumono sempre più farmaci anche in una fascia di età non geriatrica. Non è di riscontro infrequente osservare sessantenni, non novantenni, che assumono 6, 7, fino a 10 farmaci contemporaneamente. Spesso sono pazienti sempre più giovani ad assumere più farmaci contemporaneamente, anche per via dello stress, delle condizioni di precariato lavorativo, della crisi economica, dell’alimentazione a base di cibo industriale sempre più ricco di sostanze tossiche (pesticidi, coloranti, emulsionanti, esaltatori di sapidità, ormoni, antibiotici e vaccini somministrati agli animali). Per la tossicità e la pericolosità dei pesticidi verso la salute si veda lo studio condotto da Greenpeace che evidenzia la drammaticità della situazione correlata al sistema di produzione industriale di cibo da parte di grandissime aziende multinazionali (6). In questo studio denominato “Tossico come un pesticida” si evidenzia come i pesticidi siano chiaramente coinvolti nella genesi multifattoriale di un ampio numero di situazioni patologiche gravi come:

  • Predemenze e demenze
  • Infertilità
  • Aumento del tasso abortivo
  • Deficit dello sviluppo intellettivo del bambino
  • Patologie tumorali
  • E molto altro…

Progresso o regresso scientifico?

Come siamo arrivati a questa drammatica situazione della nostra salute? Possiamo parlare di progresso delle condizioni generali di salute della popolazione oppure sarebbe più giusto parlare di regresso? Come è possibile che le enormi spese farmaceutiche producano risultati opposti agli scopi benefici che le pubblicità di prodotti farmaceutici decantano sui mass media? Come è possibile che farmaci che hanno alle spalle lunghe sperimentazioni e pluriennali trials clinici pre-vendita finiscano poi per fallire clamorosamente l’obiettivo non generando pazienti guariti ma pazienti cronicamente dipendenti da sostanze farmaceutiche che generano progressivi ed ingravescenti livelli di intossicazione, richiedendo il ricorso ad ulteriori farmaci, instaurando un deleterio quanto dispendioso circolo vizioso? Come è possibile che decenni interi di ricerca in campo farmacologico con miliardi di euro investiti in tutto il mondo abbiano portato a pochi o nessun farmaco valido e risolutivo nel settore delle demenze o delle malattie auto-immuni o nella riduzione di patologie cronico-degenerative? La risposta è semplice: i grandi produttori di farmaci (BIG PHARMA) con gli enormi capitali che gestiscono e con i profitti che generano hanno ormai controllato e direttamente indirizzato ogni aspetto del mondo medico. Esse dirigono, controllano, influenzano, finanziano e/o hanno relazioni e rapporti stretti di partnership, cooperazione, collaborazione, molte volte non esenti da enormi conflitti di interesse, con (8):

  • Fondazioni
  • Centri di ricerca pubblici e privati
  • Istituzioni internazionali inerenti la sanità pubblica
  • Università e centri privati di formazione sanitaria specialistica medica
  • Cliniche
  • Mass-media
  • Associazioni di medici, o farmacisti
  • Riviste scientifiche
  • Movimenti e associazioni
  • Partiti politici
  • Associazioni, providers o enti per la formazione e l’educazione continua o aggiornamento dei medici.

Per fare un esempio, Bill Gates è il massimo finanziatore dell’OMS e di fatto ne esercita il controllo. È assurdo che un privato influenzi e controlli la più grande struttura mondiale che si occupa di gestione della salute!!

Big Pharma secondo recenti ricerche (8) domina la ricerca ed ha a disposizione cifre da capogiro (70 miliardi di dollari ogni anno) per trovare nuovi farmaci, ma come se non bastasse le cifre per influenzare medici e consumatori sono molto maggiori ogni anno; per il marketing annuale si parla di 155 miliardi di dollari l’anno!! In realtà sono stime teoriche ed approssimate, le cifre reali potrebbero essere molto, ma molto più alte!! (8)

Le multinazionali di Big Pharma

Queste grandi multinazionali operando a livello trans-nazionale massimizzano i profitti dovuti all’obbedienza da parte del mondo medico a protocolli che vengono detti scientifici ma che di fatto sono proposti e dettati da studi spesso direttamente o indirettamente da loro finanziati e a loro favorevoli, in quanto incentivano la prescrizione solo di farmaci di loro produzione. In pratica si genera un pericoloso corto-circuito in cui chi definisce le linee guida è chi produce il farmaco per rispettare le linee guida stesse, nella totale mancanza di studi compiuti da enti indipendenti. Qualora gli studi indipendenti portino a conclusioni del tutto diverse e a volte opposte alle linee guida ufficiali, allora questi studi vengono ignorati poiché non riescono ad accedere alle pubblicazioni scientifiche a più ampia e capillare diffusione, visto l’onnipresente, onnipervasivo, capillare, asfissiante controllo che Big Pharma esercita su tutto ciò che è pubblicato, oppure frettolosamente bollato come fake news! Pensiamo ad esempio al progressivo abbassamento dei livelli ottimali di colesterolo che ha generato enormi guadagni per Big Pharma, anche se ci sono numerosi, serissimi studi indipendenti condotti su migliaia di pazienti che affermano che l’eccessivo abbassamento dei livelli di colesterolo proposto dalle linee guida ufficiali sia addirittura dannoso! Alcuni medici prestigiosi e luminari di livello internazionale ne hanno parlato nel corso di congressi internazionali ed interviste ma il loro appello è caduto nel vuoto. Sono voci eroiche ed isolate di ricercatori e di medici che proclamano il primato dell’etica sul marketing turbo-capitalista, il primato del principio ippocratico del PRIMUM NON NOCERE. E mai giuramento fu più disatteso, tradito, calpestato, subordinato alla transnazionale operazione globalizzata di farmacologizzare persino la persona sana!!! Ecco le testuali parole di un articolo del Fatto Quotidiano (10) “..Se qualcuno subito potrebbe bollare tutto il discorso come la solita teoria da complottisti, basti a costoro ricordare le testuali parole attribuite a Henry Gadsen direttore generale della multinazionale farmaceutica Merck, che riassume la filosofia del disease mongering: “..IL MIO SOGNO E’ INVENTARE FARMACI PER GENTE SANA. (11)  E’ il marketing del disease mongering: non serve vendere più medicine ai soliti malati, ma basta sensibilizzare la gente a nuovi consumi nel nome di una presunta attivazione della salute”. La macchina travolgente della produzione di linee guida abbinate al farmaco corrispondente non si può fermare!! Bambini troppo agitati e distratti? Una volta si chiamavano scherzosamente Pierino la peste o Giamburrasca, ed erano considerati bimbi vivaci, esuberanti, simpatici con molta energia. In questi casi il buon vecchio medico di famiglia, figura di straordinario valore in senso umano, etico e medico, animato di solo umile e naturale buon senso da pater familias consigliava ai genitori di far stancare questi bimbi con la vita all’aperto o indirizzarli a salutari attività sportive. Confesso di essere stato anche io uno di questi bambini terribili, sempre in movimento, curiosi di tutto, mai stanchi, pieni di energia, fondamentalmente supersani... ebbene oggi questi bambini sono a volte perfino etichettati come patologici portatori di ADHD, sindrome di iperattività e deficit dell’attenzione. E spesso si arriva a prescrivere a questi bambini uno psicofarmaco, il Ritalin!! Per non parlare di fantasiose patologie inventate di sana pianta, come il "disordine disforico da deficit ansiogeno da consunzione di attenzione sociale". Questo viene definito dallo psichiatra Enrico Nonnis “una finta malattia con tanto di farmaco fittizio per curarla e sito internet per promozionarla!” (11). Emilia Costa, docente di psichiatria alla sapienza di Roma, la chiama ”complessa ed articolata strategia per il condizionamento del mercato della salute” ed ancora aggiunge “..un ipnosi dolce che mira a convincere gli individui circa l’utilità incondizionata del farmaco. Non è più il dottore che cura il paziente, ma è il farmaco, noi medici siamo diventati esclusivamente distributori di ricette?“ (11). Paolo Roberti Sarsina, dirigente di psichiatria e esperto del Consiglio Superiore di Sanità afferma: ”tre quarti dei colleghi che hanno redatto il DSM, catalogo diagnostico delle malattie mentali, hanno rapporti finanziari con case farmaceutiche. Più del 90% della ricerca scientifica è finanziato dall’industria e oltre la metà del budget dell’Agenzia Europea del Farmaco è garantito dai produttori.”!!! Il ricercatore arriva a dichiarare ed auspicare “una pandemia, certo, ma di consapevolezza!” (11). Intanto gli stati continuano ad acquistare milioni di dosi di vaccino che poi, come successo in passato, dato che l’epidemia non si propaga, rimangono per anni in celle frigorifere e magazzini, oppure farmaci rivelatisi inutili acquistati dallo Stato a peso d’oro. Si pensi agli articoli di Repubblica (13) in cui una ricerca indipendente smonta il Tamiflu, considerato inefficace per l’influenza suina e dei polli, ma pagato dai governi oltre 3 miliardi!!! Epidemie che nei grafici terroristici e grotteschi, (come potremmo definirli altrimenti?) degli epidemiologi avrebbe potuto fare 150 mila morti solo in Italia, afferma il quotidiano, ed invece è servito a gonfiare i bilanci della Roche Spa, multinazionale svizzera, grazie ad ondate di panico collettivo sapientemente orchestrate dai media. Nel citato articolo di Repubblica si calcola che l’Italia acquistò 24 milioni di dosi di vaccino non utilizzato se non in minima parte, per una spesa di 184 milioni di euro pagate dallo Stato italiano a Novartis. Tra l’altro nelle clausole del contratto si legge che ci sia la possibilità di mancato rispetto delle date di consegna senza applicazione di alcuna penalità o il pagamento a Novartis di 24.080.000 euro al netto di iva per partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto!!! Per fortuna il vaccino superò i test dell’EMEA, ente europeo controllore, altrimenti il ministero avrebbe pagato 24 milioni per un farmaco inutilizzabile!!! Ma perché condizioni così favorevoli alle industrie e penalizzanti per lo Stato e in definitiva per le finanze pubbliche? Per le condizioni di eccezionale gravità della pandemia, per l’allarme procurato dai mass media, per un’epidemia rivelatasi una colossale bufala mondialista!!! I profitti totali di Big Pharma con i soli 10 medicinali più venduti sono stati pari a 76 miliardi di dollari nel 2013 (9). Per non parlare di profitti dovuti a pandemie originate da virus artificiali, creati dall’uomo in laboratorio, come afferma il premio nobel Luc Montagnier in una ormai celebre intervista alla televisione francese in cui a proposito del covid-19 parla di un “lavoro fatto con la precisione di un orologiaio” (12).

Si pensi a ciò che scrive un giornalista investigativo americano, Gerald Posner in un suo recente testo (7): ”... le aziende farmaceutiche vedono covid-19 come un’opportunità di business che capita una volta nella vita”; la crisi globale “sarà potenzialmente un blockbuster per il settore in termini di vendite e profitti” (7). Intervistato da Intercept dichiara: ”più la pandemia peggiora, più elevato sarà il profitto finale”.

In conclusione, si potrebbe analizzare a lungo cosa sta accadendo da alcuni decenni nella sanità a livello mondiale ed emerge un disegno grottesco, inquietante, gravissimo, manipolatorio, condotto dalle élite turbo-mondialiste ben rappresentate dai colossi di Big Pharma. Il disegno è un piano ben articolato in più livelli:

  • creare nuove patologie.
  • vendere farmaci ai soggetti sani, un mercato ben più remunerativo di quello già lucroso dei malati.
  • massimizzare il controllo capillare sul mondo medico tramite il controllo totale della formazione, dell’aggiornamento, della convegnistica medica, del mondo della ricerca, delle università, dei corsi post lauream, delle borse di studio, dei finanziamenti, ecc.
  • controllare direttamente le riviste mediche scientifiche.
  • controllare direttamente le ricerche sperimentali ed i trials clinici.
  • imporre vaccinazioni di massa, calpestando i diritti sulla libertà di cura garantiti dalla Costituzione, e proclamati dai Trattati internazionali firmati dall’Italia, azzerando le sempre più numerose ed autorevoli voci critiche di medici e ricercatori che evidenziano i sempre più numerosi e gravi casi di danni da vaccino e le numerose sostanze tossiche presenti in essi. Si legga a questo proposito un illuminante testo del nanopatologo Stefano Montanari (16):
  • instaurazione di linee guida sempre più severe su livelli di presunta normalità di valori ematologici (colesterolo, trigliceridi, gliemia, ecc.) per ampliare la platea dei NON NORMALI da trattare con farmaci appositi.
  • medicalizzare fasi fisiologiche di processi naturali come menopausa, gravidanza e adolescenza, facendoli diventare pericolose patologie da trattare.
  • massimizzare il guadagno da pandemie originate da virus che eminenti studiosi affermano essere di origine manipolatoria umana.
  • denigrare, colpevolizzare, ridicolizzare, escludere gli esperti scientifici non allineati all’agenda globalista di Big Pharma, tacciando di ciarlataneria coloro che parlano di ogni forma di medicina naturale (medicina omeopatica, omotossicologia, fitoterapia, medicina ayurvedica, medicina tradizionale cinese, agopuntura).

Tutto questo nonostante:

  •  decine di milioni di persone le usino con buoni risultati ogni giorno, in ogni Paese, compresa l’Italia.
  •  esistano ormai in letteratura numerosi studi che confermano in modo netto e inequivocabile l’enorme efficacia di queste cure (17), efficacia che ogni medico esercitante le medicine naturali può riscontare ogni giorno nella sua pratica clinica.
  • nonostante la loro quasi totale mancanza di effetti collaterali.
  • nonostante l’evidenza che molte delle scoperte in numerosi campi della scienza siano state originate da eventi casuali, ricerche indipendenti, pensatori originali o anarchici, che nei secoli passati si siano discostati dai paradigmi di pensiero consolidati.

Questo disegno mira ad espropriare alla singola persona il diritto alla libertà di cura, sacrificata e sottomessa ad una agenda delle élite che vedono la dittatura sanitaria e l’imposizione di terapie obbligatorie non solo come una fonte immensa di guadagni, ma come un passo necessario e imprescindibile nel tentativo di instaurare il programmato e calendarizzato NEW WORLD ORDER, il nuovo ordine mondiale, di cui numerosi testi ampiamente hanno parlato (14).

Le conseguenze della degenerazione della medicina

Vorrei concludere questo articolo (che non ha la presunzione di essere esaustivo, poiché molto altro potrebbe esser detto ed analizzato su questi processi di portata epocale) con una considerazione. Si potrebbe cioè commentare una frase di un esponente simbolico e carismatico di quel gruppo elitario di dinastie di capitalisti che dominano la sanità attuale, John Davison Rockfeller: ”non mi servono uomini che falliscono. La causa del loro fallimento non è affar mio, ma voglio come soci gli uomini di successo.” Da questa frase si evince l’ossessione estrema ed onnipervadente dell’agire di questi soggetti che pur di arrivare al successo, ovvero all’accumulo abnorme ed ossessivo-compulsivo di capitale, non esitano a sacrificare ogni valore umano, ogni minima ed elementare forma di etica. “Il fine giustifica i mezzi” di machiavellica memoria non può essere applicato alla gestione della salute umana, né al business farmaceutico, altrimenti questo delirio di onnipotenza turbo-capitalistico produrrà le abnormi, gravissime conseguenze che stiamo vivendo sulla nostra pelle in questi oscuri tempi del coronavirus. Un’altra frase di questo padre fondatore del turbo-capitalismo nasconde in sé oscuri presagi: ”pagherei la capacità di trattare con la gente più di qualunque altra capacità al mondo”. Trattare con la gente, significa saperla manipolare, nella visione perversa di questi sinistri personaggi! Da questa frase si capisce che il mostro onnivoro del turbo-capitalismo è stato partorito da personaggi che avevano al primo posto della loro scala di valori la capacità di “trattare” con la gente, che tradotto nel linguaggio turbo-capitalista diviene capacità di usurpazione dittatoriale, ammantata di falso ed ipocrita filantropismo autoreferenziale ed illusionistico. Da questa frase inquietante e dall’ideologia che si intravede in essa, scaturisce tutta la mole di manipolazioni scientifiche ed il controllo etero-diretto della ricerca scientifica che deve invece essere riportata alla sua primigenia e necessaria indipendenza, trasparenza ed umanità. Ricordiamo che tra le capacità da reputare migliori, anche nell’ambito di ogni attività imprenditoriale e a maggior ragione di una attività che tocca una cosa sacra come la vita umana e la diffusione della salute, dovrebbero esserci l’onesta, l’essere al servizio dell’umanità, la capacità di risolvere problemi invece di crearli ad arte per massimizzare il profitto e per aumentare il business.

Mala tempora currunt!! Urge una rivoluzione etica in campo medico scientifico che riporti la persona umana ed i suoi bisogni al centro del discorso e fuori dalle agende turbo-capitaliste elitarie globalizzanti.

 

BIBLIOGRAFIA

1) Valentino Maimone. Medici di base: perché oggi sono in crisi? StarBene 14 gennaio 2019

2) La Repubblica. 8 Febbraio 2019. “contro i medici 300.000 cause pendenti, nel 95% dei casi vengono prosciolti”.

3) OK Salute e Benessere. 19 dicembre 2016

4) quotidiano sanità.it 11 settembre 2019

5) www.agi.it 11 aprile 2017 Un popolo di anziani e malati cronici. Come stanno gli italiani.

6) Tossico come un pesticida.www.greenpeace.it

7) Gerald Posner. Greed, Lies, and the poisoning of America.

8) corvelva.it “big pharma domina la ricerca”.

9) vita.it big pharma i 10 medicinali che fanno guadagnare di più. 3 aprile 2014.

10) Fatto Quotidiano 29 novembre 2011. Il nuovo business è dare medicine ai sani e le case farmaceutiche fanno affari d’oro.

11) www.libreidee.org inventori di malattie: per vendere farmaci a persone sane.

12) YouTube.intervista a Luc montagner. Origini di covid 19.

13) Repubblica 11 aprile 2014 il farmaco inutile per l’aviaria pagato dai governi oltre 3 miliardi di dollari

14) Marcello Pamio. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale.

15) Barbara Starfeld. Is US health really the best in the world? Jama july 26 2000 vol 284, n4.

16) Montanari, Gatti. Vaccini si o no?

17) La medicina biologica. Rivista italiana di omeopatia, omotossicologia e medicine integrate. CD rom che raccoglie oltre 500 articoli scientifici pubblicati nel periodo 1983-2003 che confermano l’efficacia di rimedi omeopatici ed omotossicologici.

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 22 Sep 2020 15:16:36 +0000