Vox Italia | Costituzione e Futuro - Blog https://voxitalia.net Tue, 30 Nov 2021 21:58:15 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it Made in Italy addio https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/91-made-in-italy-addio https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/91-made-in-italy-addio Made in Italy addio

Made in Italy addio

“Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale...

Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.”

Il principio della rana bollita, raccontato dal filosofo Noam Chomsky, descrive una pessima capacità dell’essere umano moderno: cioè la capacità di adattarsi a situazioni spiacevoli e deleterie senza reagire, se non quando è ormai troppo tardi.

Ad esempio, ci siamo accorti che lentamente ma inesorabilmente tutte le migliori aziende italiane stanno diventando straniere?

Il marchio italiano piace a tutti e le aziende italiane fanno gola in tutti i settori. Dall’alimentare all'energia, le migliori aziende italiane vengono arpionate e trascinate in acque straniere. Ricordiamo quindi i gioielli tricolore "perduti" e poi lavoriamo perché si inverta questo trend mortifero per la nostra economia. Si, mortifero. Perchè "attirare capitali stranieri" come improvvisati economisti ed esponenti del governo amano ripetere, significa che i profitti di questi investitori finiscono all'estero, anzichè rimanare in Italia per essere reinvestiti e far girare l'economia nazionale.

Alta Moda e lusso

Fiorucci, fondata a Milano da Elio Fiorucci nel 1967. Nel 1990 viene rilevata dalla Edwin International, società giapponese di abbigliamento, poi dalla Itochu Corporation e infine dagli inglesi di Schaeffer.

Le collezioni di Krizia sono passate a Marisfrolg Fashion Co. Gli yacht di Ferretti sono ora di proprietà di Shandong Heavy Industry-Weichai Group.

Il fondo francese Kering ha acquistato Gucci, Bottega Veneta, Pomellato, Dodo, Brioni e Richard Ginori. Dal 2012, la maison Valentino è nelle mani di Mayhoola Investments. Ferrè è passato al Paris Group di Dubai. La Rinascente appartiene alla thailandese Central Group of Companies. Né si è salvato Versace, venduto allo stilista americano Michael Kors per 2 miliardi di dollari. Il colosso francese della moda, LVMH, è diventato proprietario di Loro Piana, Fendi, Emilio Pucci e Bulgari.

La giapponese Itochu Corporation ha fatto suoi Mila Schon, Conbipel, Sergio Tacchini, Belfe, Lario, Mandarina Duck, Coccinelle, Safilo, Miss Sixty-Energie, Lumberjack e Valentino. Quasi tutte queste aziende sono state poi rivendute ad altre aziende straniere.

Alimentare

Nel 1993, gli svizzeri della Nestlè decidono di acquistare Italgel ottenendo così Gelati Motta, Antica Gelateria del Corso, La Valle degli Orti e il gruppo che comprende Motta e Alemagna. Attualmente Nestlè oltre a Italgel possiede anche i surgelati e salse Buitoni e l’acqua minerale Sanpellegrino con le relative controllate (Levissima, Recoaro, Vera e Panna).

Galbani, Locatelli, Invernizzi e Cademartori sono di Lactalis, acquirente della Parmalat nel luglio del 2011, mentre gli oli Cirio, Bertolli e De Rica sono passati nel 1993 alla Unilever, che poi li ha ceduti nel 2008 alla spagnola Deoleo, già titolare di Carapelli, Sasso e Friol. Anche Eridania Italia, società leader nel settore zucchero italiano, è passata in mani francesi.

Birra Peroni, comprendente i marchi Peroni e Nastro Azzurro, è stata fagocitata dal colosso giapponese Asahi Breweries, mentre la Star, proprietaria di marchi come Pummarò, Sogni d'oro, GranRagù Star, è stata acquistata dalla spagnola Gallina Blanca del Gruppo Agrolimen.

Finanza

Anche in termini economici e finanziari, sono molte le società straniere che stanno fagocitando quelle italiane. Nel 2006, il gruppo Bnp Paribas acquisisce Bnl. Nel 2007, Credit Agricole prende il controllo delle banche Cariparma e Banca Popolare FriulAdria. Sempre nello stesso anno, Generali accetta l’offerta di Groupama per l’acquisto del 100% di Nuova Tirrena per 1,25 miliardi di euro. Unicredit ha venduto Pioneer ad Amundi per 3,5 miliardi di euro.

Industria

Italcementi è stata acquisita da HeidelbergCement. Alla Pirelli invece tocca andare in Cina: ChemChina è infatti il nuovo socio. A settembre 2016 la francese Suez ha acquisito parte di Acea mentre Magneti Marelli passa ai giapponesi di Calsonic Kansei.

Energia

Nel 2011 Edison ha ripiegato la bandiera tricolore a favore di quella francese. Ora le bollette degli italiani arricchiscono le casse statali francesi. Anche i dividendi finiscono alla Francia, mentre i debiti rimangono in Italia.

Trasporti

Nell’industria dei treni, il made in Italy non esiste più. La Fiat Ferroviaria è controllata da Alstom. Ansaldo-Breda è stata venduta alla giapponese Hitachi da parte di Finmeccanica. Per gli aerei, Etihad ha acquisito per tre anni Alitalia, mentre Piaggio Aerospace è dal 2014 in mano agli arabi di Mubadala. Per Lamborghini, invece la nuova casa è in Germania dove il nuovo padrone è il Gruppo Volkswagen.

L’influenza delle lobby commerciali

A questo sfacelo dell’economia italiana, aggiungiamo la palese ostilità del politburo di Bruxelles, che non perde occasione per danneggiare la nostra produzione a favore di quella dei lobbisti dei vari comparti industriali, che a loro volta non perdono occasione per festeggiare ogniqualvolta i nostri produttori incassano un «no» dalla Commissione europea. Ad esempio, in ambito alimentare, la dichiarazione d’origine obbligatoria, in etichetta, per il latte a lunga conservazione e per quello microfiltrato, bocciata dalla Ue.

Bollire o saltare

Ci persone che credono ancora che questa crisi economica, politica e sociale, sia momentanea e non strutturale, ci sono persone che sperano ancora che le soluzioni arrivino dall’alto, convinti che nel frattempo possono tranquillamente lasciarsi avvolgere dal comfort della vita quotidiana. Un po’ come la rana apprezzava il momento in cui l’acqua si riscaldava pian piano. La verità è che queste persone sono già mezze bollite, sono i dormienti, gli zombi di questa società. La loro fine sarà identica a quella della rana bollita. Dobbiamo saltare! E badate bene, non si tratta di fuggire, ma di affrontare la situazione ed esaminare le possibili soluzioni, prima che sia troppo tardi.

Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.” (Noam Chomsky)

gdm

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Mon, 20 Jul 2020 08:02:12 +0000
Coronavirus. Potevamo agire altrimenti? https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/37-coronavirus-potevamo-agire-altrimenti https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/37-coronavirus-potevamo-agire-altrimenti Coronavirus. Potevamo agire altrimenti?

Da un'analisi temporale degli avvenimenti relativi alla gestione del coronavirus nel nostro Paese, emerge una realtà desolante, fatta di improvvisazioni, ritardi e inadeguatezza. Gli italiani che pagano le tasse sentitamente ringraziano!  Ed ecco i dati.

  • 31 dicembre 2019: la Cina allerta il mondo per i casi insoliti di polmoniti da coronavirus;
  • 12 gennaio 2020: la Cina condivide la sequenza genetica del virus;
  • 29 gennaio 2020: due cittadini cinesi sono ricoverati allo Spallanzani di Roma;
  • 30 gennaio 2020: l'OMS dichiara l'emergenza sanitaria di interesse internazionale;
  • 1 febbraio 2020: nella gazzetta ufficiale n.26 viene pubblicata la dichiarazione dello stato di emergenza per sei mesi ossia si dichiara una crisi non fronteggiabile con i mezzi e i poteri ordinari;
  • 21 febbraio 2020: primi casi, riconosciuti ufficialmente, in Italia, in Lombardia;
  • dal 4 marzo 2020: un susseguirsi schizofrenico di DPCM (Decreto del presidente del consiglio) per il progressivo blocco delle scuole, delle attività produttive e degli spostamenti dei cittadini.

Stante quanto sopra e la situazione a fine Marzo 2020, con un numero ancora alto di contagiati e soprattutto deceduti, in gran parte imputabili alla carenza di mezzi e di personale del Servizio Sanitario Nazionale, è doveroso chiedersi:

  • Ma un piano anti-pandemico esisteva?

  1. Se, come sembra, esisteva, è stato forse aggiornato il 31 dicembre 2019 alle prime avvisaglie che una pandemia di un certo tipo poteva scatenarsi?
  2. Se esisteva ed è stato aggiornato, a chi è stato comunicato? E in che modalità, visti i risultati?
    Infatti a dar credito ai media, la scoperta dei primi casi di covid-19 è merito, come al solito in Italia, non dell'applicazione di prestabiliti specifici protocolli per le pandemie comunicati agli operatori sanitari, bensì della buona volontà e capacità di una dottoressa.
    Tant'è che il paziente numero 1, applicando i protocolli standard, è stato rimandato a casa dopo la prima visita al pronto soccorso, dove solo al secondo ingresso hanno deciso di ricoverarlo.
  • Dando per scontato che il Ministro della Salute (tal di nome Speranza: vabbè….) conoscesse i gravi rischi, senza i quali, del resto, non sarebbe stato dichiarato in Gazzetta Ufficiale uno stato di emergenza,

    1. si è costui preoccupato di sapere quanti posti letto negli ospedali e in rianimazione esistevano in Italia?
    2. e, una volta appurato il bassissimo numero di posti letto in ospedale rispetto alla popolazione (in Germania sono 9 ogni mille abitanti, in Italia solo 3,2 compresi i privati, ogni mille), si è forse attivato per approvvigionarsi in fretta dei dispositivi necessari ad installarne di nuovi, magari censendo le aziende italiane che potevano riconvertirsi celermente alla produzione di questi dispositivi, o almeno dei loro componenti?
      È possibile che nessuno nel Ministero della Salute si ricordasse che con le sciagurate politiche di tagli di bilancio alla Sanità erano stati dismessi migliaia e migliaia di posti in rianimazione? 
      È possibile che nessuno fino agli inizi di marzo, avesse contezza del fatto che in Italia esiste un’azienda, la Siare Engineering di Bologna, che produce respiratori? Se qualcuno si fosse attivato prima per aiutarli a potenziare la produttività in questo stato emergenziale, quante vite si sarebbero potute salvare e quanto stress psicologico si sarebbe potuto risparmiare anche agli operatori sanitari? Perché scegliere chi deve vivere e chi deve morire non è mai bello per un medico.
    3. perché una volta “scoperta” l’insufficienza di dotazioni/servizi sanitari, ha lasciato che si mandassero mascherine in Cina senza preoccuparsi di riapprovvigionarsene e di attivare le aziende affinché si attrezzassero per produrre respiratori? (vedi gazzetta ufficiale del 1-2-2020 pagina 7);
    4. perché al contrario ha consentito con la sua inerzia il blocco delle aziende che stanno cercando di aiutare la sanità riconvertendosi alla produzione dei dispositivi medici, solo perchè non hanno il codice ATECO coerente con questa attività? (Nota: i codici ATECO sono i numeri che identificano le varie attività nei rapporti con l'Agenzia delle Entrate e la Pubblica Amministrazione).

  • Perché si è permessa l’assurda doccia di atteggiamenti tranquillizzanti (gli aperitivi del furbissimo Zingaretti a Milano sui navigli) che ha portato la massa ad agire in modo difforme e sempre dannoso?
  • Appurata, dall'esperienza cinese, la grande trasmissibilità del virus, perché ogni DPCM è stato preceduto da anticipazioni, la prima facendo "scivolare" il Decreto nel web e le altre con le dirette Facebook del Primo Ministro Giuseppe Conte?
    Ciò ha portato alla fuga di molti concittadini verso il sud, favorendo il diffondersi anche là del virus, e rendendo perciò impensabile lo spostamento temporaneo delle scarse risorse del SSN (operatori sanitari, respiratori, mascherine ecc.) nelle zone sotto scacco del nord.
  • Perché Sala, il primo cittadino di Milano, ha avuto la “genialità” di ridurre le corse della metropolitana durante l'emergenza covid-19, costringendo gli utenti che debbono utilizzare i mezzi pubblici, non potendo ricorrere al telelavoro, a viaggiare stipati senza le distanze consigliate dai virologi?
    Tra questi passeggeri ci sono anche quei nostri medici, infermieri e operatori sanitari che i politici, per aumentare i propri consensi, si sgolano a chiamare eroi (quali in effetti tanti di loro stanno ben dimostrando d’essere) mentre li espongono a un ulteriore rischio di contagio.
  • Perché il nostro governo non ha fatto la voce grossa quando quello tedesco ha bloccato dispositivi medici, ordinati e pagati da aziende italiane, che stavano transitando sul suolo tedesco?
  • Perché il suddetto Governo non ha chiesto le dimissioni della Lagarde che si è dimostrata o inadeguata al ruolo o addirittura nemica dell’Italia?
  • Perché mentre Germania, Francia e addirittura Spagna (uno dei PIGS, maiali, d'Europa insieme all'Italia) dichiarano di voler fronteggiare la crisi economica conseguente al covid-19 con l'iniezione di centinaia di miliardi di liquidità e la nazionalizzazione delle imprese
    1. noi abbiamo lasciato aperte le vendite allo scoperto in Borsa;
    2. e siamo andati con il cappello in mano a Bruxelles e addirittura insistiamo per metterci in mano agli strozzini del MES ?
      Forse la Consob si è svegliata colpevolmente in ritardo nel bloccarle? O dolosamente?

Insomma a vantaggio di chi il nostro governo sta creando in una botta sola le condizioni per la vendita a prezzi di saldo dei nostri asset strategici e per ridurci come la Grecia?

Si potrebbe proseguire a lungo con le domande, ma le più urgenti, in parte consequenziali alle precedenti, sono queste:

Sul Governo nazionale in carica:

  1. Il nostro attuale governo è composto da una pletora di arruffoni/incapaci/inadeguati al ruolo?
  2. Oppure costoro sanno bene quel che combinano e quindi lavorano contro gli interessi del popolo italiano?

Sulle Regioni del Nord:

  1. I presidenti regionali del Nord sono eroi incompresi avendo lanciato prima l’allarme sull’effettiva portata della minaccia e chiesto misure più restrittive?
  2. Oppure son in parte corresponsabili non avendo ardito avvalersi subito del Decreto Legge 31-03-1998 n.112, art.117, comma 1, che abilita le Regioni ad adottare provvedimenti d'urgenza in materia sanitaria?
    Temevano forse di inimicarsi alcune categorie o quella parte di elettorato che ora li plaude?

Sulle Amministrazioni comunali:

  1. Quei sindaci, che avevano diffuso pappagallescamente i video con gli slogan “Milano non si ferma” / ”Brescia non si ferma” / ”Bergamo non si ferma”, e solo vari giorni dopo si son fatti belli chiedendo alla Regione provvedimenti che fermassero tutto, son forse degli sprovveduti non perfettamente consci dei loro poteri?
  2. O invece, potendo a loro volta per legge avviare localmente restrizioni e dare l’esempio, temevano d’irritare la propria fettina di elettorato e anche loro aspettavano soltanto che altri tirassero le castagne fuori dal fuoco?

A ognuno di noi le risposte, alla prossima tornata elettorale, ma se nel frattempo volete condividerle con noi ne saremo lieti.

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Mon, 30 Mar 2020 09:48:03 +0000