Vox Italia | Costituzione e Futuro - News https://voxitalia.net Sat, 21 May 2022 12:39:52 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it DRAGHI: ESECUTORE DELL’AGENDA GLOBALISTA https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/104-draghi-esecutore-dell-agenda-globalista https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/104-draghi-esecutore-dell-agenda-globalista DRAGHI: ESECUTORE DELL’AGENDA GLOBALISTA

ET CONCULCABIS LEONEM ET DRACONEM

La lettera integrale di Mons. Viganò

Super aspidem et basiliscum ambulabis,
et conculcabis leonem et draconem. (Ps. 90, 13)

I liberi pensatori, sino al secolo scorso, potevano propagandare le proprie idee intrise di principi massonici e di retorica perché il corpo sociale non era liberale; potevano rimanere sul sagrato delle chiese, la domenica mattina, mentre le loro donne e i loro figli assistevano alla Messa, andavano a catechismo, venivano istruiti dalla Chiesa e dallo Stato ai principi morali e ai valori condivisi dell’onestà, del senso del dovere, dell’amor patrio. Potevano mandare a morire in guerra milioni di giovani vite, in nome di ideali che ancora erano legati ad un mondo essenzialmente cristiano, anzi profondamente cattolico e romano: quel mondo in cui i nostri soldati al fronte recitavano il Rosario, pregando per i propri cari e per la cara Italia, terra benedetta dalla Provvidenza, culla della civiltà e sede del Papato. Ma quei principi liberali e massonici, pur denunciati dai Pontefici e combattuti da Vescovi, predicatori e teologi, sono riusciti a far breccia nella nostra società, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale ed ancor più dopo il nefasto Sessantotto.

Ci siamo così ritrovati, per il necessario e inevitabile ricambio generazionale, ad avere un’intera classe dirigente che è stata formata alla scuola del libero pensiero, all’ideologia massonica, all’indifferentismo religioso, alla laicità dello Stato e alla conseguente crisi morale del Paese. Decenni di indottrinamento hanno cancellato l’eredità religiosa e morale dell’Italia, portando gli Italiani a vergognarsi di un passato glorioso e a rinnegare duemila anni di Cristianità.

Doveva essere una scelta di progresso, senza privilegiare la verità a discapito dell’errore, senza riconoscere il primato del bene sul male, senza imporre leggi e dottrine con la forza ma promuovendone l’applicazione con la scelta consapevole; ci ritroviamo una Nazione corrotta, che approva il concubinato e l’aborto, promuove la sodomia e la perversione, riconosce diritti al crimine e deride o addirittura condanna l’onestà, la rettitudine, la virtù.

In nome della tolleranza ci è stato chiesto di consentire legittimità al male, rassicurandoci che comunque il bene non sarebbe stato ostacolato: oggi lo Stato garantisce e tutela il male ed è giunto a vietare il bene.

Si possono commettere i crimini più abominevoli, come uccidere una creatura innocente nel ventre materno o l’anziano inerme e il malato terminale nel letto d’ospedale, ma è proibito difendere la vita, la famiglia, la Religione.

D’altra parte, l’essenza del liberalismo – che, ripeto, è l’applicazione politica e sociale dei principi della Massoneria – risiede proprio nel disarmare progressivamente la maggioranza dei buoni, e al contempo nel sostenere e rafforzare la minoranza dei corrotti, sotto il pretesto di una presunta quanto assurda parità di diritti. Eppure non dovrebbe essere così difficile, se si usasse un po’ di raziocinio, comprendere che la sola idea di uguaglianza è assurda, perché presuppone un appiattimento delle differenze, un’omologazione delle diversità che di fatto finisce col cancellare ciò che viceversa dovrebbe rendere il corpo sociale – e quello ecclesiale per coerenza – efficiente in tutte le sue membra, diverse ma armonicamente connesse.

Pretendere che un piede possa vedere o che una mano possa ascoltare, o ridurre le funzioni degli organi al minimo comun denominatore è un’operazione assurda e sciagurata, come lo sarebbe pretendere che in un’automobile la frizione svolga la funzione delle ruote o che il motore faccia il lavoro dei fari. Eppure nella cosa pubblica si lascia comandare chi non è costituito in autorità, si permette di definire famiglia un’unione che per natura è destinata alla sterilità del vizio, si riconosce il diritto di decidere se una legge sia giusta non a chi ha la saggezza e la prudenza di farlo, ma a chi antepone il proprio interesse particolare al bene comune. E si finisce con l’adorare il vitello d’oro rifiutando il culto esclusivo al Dio vivo e vero. In questo la democrazia rivela la sua debolezza, dal momento che pone come postulato una bontà innata nella moltitudine, che viceversa è incline al male e al peccato e che ha bisogno di esser guidata da un’autorità che abbia come modello valori trascendenti.

Questa corsa verso il baratro ha i chiarissimi connotati della nemesi, punizione di una hybris che non conosce freni, che sfida il Cielo, che nella vertigine della ribellione e del caos rifiuta ogni gerarchia e ogni ordine impresso dal Creatore e Signore di tutte le cose. Solo così possiamo comprendere le decisioni scellerate dei governanti, dalla gestione dell’emergenza pandemica all’indiscriminata accoglienza degli immigrati clandestini; solo così riusciamo a vedere la follia che unisce in un unico disegno fatti apparentemente scollegati tra loro. Cercare una qualche ragionevolezza nelle parole del sedicente esperto che impone le mascherine per proteggere la popolazione da un virus influenzale, o nell’ordine dell’autorità di chiudere le scuole e i ristoranti mentre sui mezzi pubblici i cittadini sono costretti a viaggiare stipati asseconda questa follia, riconoscendole una razionalità e una logicità che non può avere.

Così come è assurdo contestare la presunta inevitabilità dei prestiti che l’Italia dovrebbe richiedere all’Unione Europea, dopo che questa – con modalità criminali degne dei peggiori usurai – ha creato scientificamente le premesse sociali ed economiche della crisi economica. È altrettanto assurdo chiedersi perché le cure per il Covid siano boicottate per favorire cosiddetti vaccini sperimentali realizzati con feti abortivi e dagli effetti ancora ignoti, quando è evidente che la pandemia è stata pianificata con lo scopo da un lato di arricchire spropositatamente la lobby farmaceutica e dall’altro di imporre misure di controllo altrimenti inaccettabili.

Ma se questo nostro atteggiamento costruttivo e aperto al confronto poteva in qualche modo esser giustificato e scusato fino a qualche anno fa in nome di una parziale comprensione del quadro globale, oggi esso rischia di degenerare in una sorta di complicità ottusa, perché la presunzione di buonafede da parte dei nostri interlocutori è stata ampiamente sconfessata. Le vicende recenti della crisi del governo Conte bis e la fiducia accordata al governo del Presidente Draghi non fanno eccezione, e se non stupisce il generale entusiasmo dei partiti anche della cosiddetta opposizione, lascia sconcertati il consenso delle vittime alla nomina di un carnefice ben peggiore dell’avvocato di Volturara Appula.

Pare anzi che l’avvento del cinico tecnocrate sia stato salutato con sollievo, dopo un anno di reboanti proclami e plateali fallimenti del predecessore e di tutta la sua grottesca accolita di impresentabili. Se infatti vi è stato chi fino a ieri deplorava la pessima gestione della pandemia a colpi di DPCM tanto illegittimi quanto devastanti, oggi l’efficienza nel perseguimento del medesimo piano sembra rappresentare un miglioramento, come se il condannato a morte si rallegrasse della migliore affilatura della lama della scure, mentre abbassa consenziente il capo sul ceppo per ricevere il colpo del boia.

Gli Italiani, indotti alla soggezione e alla servitù dal martellamento dei media e da un’operazione di manipolazione delle masse, sono stati ancor più obbedienti di altre Nazioni apparentemente più disciplinate: mentre nelle nostre città qualche politico raccomanda il distanziamento sociale durante timide manifestazioni di protesta, in molti Paesi europei i cittadini scendono in piazza spontaneamente e fronteggiano la repressione violenta delle forze dell’ordine con determinazione.

Mentre la nostra “opposizione” si scandalizza per l’inefficienza del commissario Arcuri nella distribuzione dei vaccini, all’estero gruppi di avvocati e medici ne denunciano la pericolosità e si oppongono all’obbligo vaccinale, ottenendo che le stesse autorità ne vietino la distribuzione. E se c’è chi viola per esasperazione norme palesemente illegittime, in Italia è criticato come irresponsabile proprio da coloro che, non fosse che per calcolo politico, dovrebbero cavalcare la rivolta e dimostrare quanto sia assurdo chiudere le attività commerciali in assenza di evidenze scientifiche che legittimino l’adozione di misure così drastiche.

Mario Draghi rappresenta la quintessenza della tirannide del Nuovo Ordine, nella sua cinica competenza, nella professionalità della sua azione devastatrice, nell’efficienza dei suoi funzionari.

E non stupisce che egli sia stato educato, come Joe Biden e tanti altri leader globalisti, alla scuola ideologica dei Gesuiti. Non stupisce, ed anzi non avrebbe potuto essere altrimenti: solo una struttura fortemente gerarchica e quasi militare poteva manipolare le giovani coscienze di intere generazioni, con diabolica lungimiranza, preparando l’avvento di una società tirannica e disumana.

L’abbiamo visto in Italia, ben prima del Sessantotto, quando i professori universitari salutavano con scomposto entusiasmo l’elezione di Roncalli, amico del modernista Bonaiuti, ben sapendo come la sua apparente bonomia nascondesse una mente avvelenata dalle dottrine combattute da San Pio X e ancora avversate da Pio XII fin sul letto di morte.

L’abbiamo visto negli Atenei di mezza Europa e nelle Università cattoliche americane, da cui sono usciti i protagonisti del Vaticano II e del postconcilio, gli agit-prop del Movimento Studentesco e dei sindacati di sinistra, i terroristi delle Brigate Rosse e gli ideologi della Teologia della Liberazione, i teorizzatori della liberazione sessuale, del divorzio e dell’aborto.

Potremmo affermare che negli ultimi decenni non si sia avuto alcun evento politico, sociale, culturale e religioso che non abbia trovato un potente ispiratore nei Gesuiti. I quali, dopo aver rinnegato il giuramento e i voti pronunciati il giorno della loro Professione, hanno messo a disposizione del nuovo padrone la loro rete di relazioni e la loro capacità di infiltrare i propri emissari nei posti chiave della politica, dell’amministrazione pubblica, dell’istruzione, della cultura, dei media, dell’imprenditoria e della finanza. Una rete che replica, forse con maggior efficienza e incisività, quella non meno eversiva delle sette massoniche e delle conventicole di cospiratori.

Giuseppe Conte, homo novus sponsorizzato oltretevere da Prelati ampiamente compromessi con la peggiore politica democristiana e cattocomunista, ha svolto la sua funzione di inconsistente burattino dalle ambizioni tanto ridicole quanto velleitarie: la sua parabola ha consentito il perseguimento di un progetto di ingegneria sociale che prevedeva proprio un avvocato sine nomine come ignaro esecutore degli ordini del burattinaio globalista. E che proprio facendo leva sulla sua vanità ha potuto usarlo per imporre alla popolazione decisioni devastanti, senza alcuna ratifica del Parlamento né tantomeno della volontà degli elettori. Ma il suo ruolo chiaramente temporaneo, quasi come una comparsa, si doveva esaurire nel momento in cui, divenuta evidente la sua inconsistenza e imperizia su tutti i fronti, si sarebbe reso necessario quel “cambio di passo” che già dalla scorsa estate qualche raro osservatore della politica italiana prevedeva si sarebbe realizzato con l’avvento di Mario Draghi, ex Governatore della BCE, esponente della lobby finanziaria e naturale erede di Mario Monti.

Potremmo vedere un istruttivo parallelo di questa situazione nello speculare ruolo che il gesuita Jorge Mario Bergoglio si è visto assegnare dalla cosiddetta Mafia di San Gallo: anche l’Argentino, fino ad allora quasi sconosciuto, è stato eletto Papa per demolire le ultime vestigia della Chiesa Cattolica; e come Conte, anche Bergoglio crede di essere l’autore di un cambiamento radicale ed irreversibile, pensando di passare alla storia mentre chi lo manovra ha già designato chi prenderà il suo posto. Anche in questo caso la vanità, l’egocentrismo, anzi il delirio di onnipotenza del personaggio gli impediscono di comprendere di essere usato e che l’appoggio di cui oggi beneficia si tramuterà in spietato cinismo non appena i suoi disastri saranno abilmente enfatizzati dai media. L’uno e l’altro hanno un simile destino, né farà eccezione Joe Biden, la cui Vicepresidente Kamala Harris attende con impazienza il momento in cui il copione prevederà l’estromissione del corrotto democratico col pretesto della sua salute mentale e fisica.

È quindi importantissimo, e parimenti ineludibile, che quanti hanno a cuore le sorti della Patria comprendano che il Presidente Draghi in nulla si discosterà dall’agenda globalista, se non nella maggiore efficienza con cui la realizzerà. Nutrire la speranza che il tecnocrate al quale si deve la devastazione della Grecia possa in qualche modo venir meno al suo compito è da sprovveduti, così come è ogni forma di collaborazione o di supporto a questo governo non può che condurre inesorabilmente alla ulteriore perdita di sovranità nazionale e all’asservimento completo al Nuovo Ordine. Non dimentichiamo che il gabinetto del Primo Ministro annovera personaggi quali Vittorio Colao e Roberto Cingolani, per i quali il Great Reset è ormai in stadio avanzato di compimento, con o senza il consenso degli elettori.

Chi governa oggi, in Italia come negli Stati Uniti, non considera minimamente rilevante che il proprio potere sia usurpato con manovre di palazzo o con frodi elettorali, né che il totem della democrazia grazie al quale ha potuto illudere le masse sia sostituito da una crudele dittatura, con o senza l’alibi dell’emergenza pandemica. Sappiamo bene che era tutto programmato da anni, e che per realizzare fino in fondo il progetto globalista l’élite non esiterà a violare i diritti fondamentali, col pretesto di farlo “per il nostro bene”. Ma sappiamo anche che quanto più ci avviciniamo alla fine dei tempi, tanto più la Provvidenza moltiplica le grazie per il pusillus grex che rimane fedele al Signore.

Se sapremo capire che ciò che avviene in Italia fa parte di un unico copione sotto un’unica regia, riusciremo a cogliere la coerenza tra fatti apparentemente eterogenei, e soprattutto comprenderemo che le motivazioni che vengono addotte per legittimare provvedimenti in violazione delle libertà naturali degli individui non sono altro che pretesti, tanto falsi quanto razionalmente incongruenti.

E siccome tutto si regge su una colossale menzogna, sarà sufficiente che crolli uno solo degli inganni per far sprofondare l’intera Torre di Babele globalista, i suoi gerarchi, i suoi sacerdoti, i suoi cortigiani, i suoi servi.

Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis; ad te autem non appropinquabit: il Salmo 90 ci ricorda la protezione dell’Altissimo, la punizione che aspetta i peccatori; ci sprona a riporre la nostra fiducia in Dio, il Quale manderà i Suoi angeli per proteggerci lungo il nostro cammino.

Non lasciamoci sedurre dall’apparente ineluttabilità del male: Satana è l’eterno sconfitto, sia che cerchi di distruggere la Chiesa di Cristo – roccia incrollabile per le stesse parole del Salvatore – sia che si accanisca su quel che rimane dell’umano consorzio. E se davvero dev’esserci un Great Reset della nostra società, esso si compirà solo con il pentimento per le colpe pubbliche delle Nazioni, con un nuovo rinascimento della Cristianità, con un ritorno alla Legge di Dio.

Fiat volutas tua, recitiamo nel Padre nostro: sia questa la nostra agenda, sull’esempio della Vergine Santissima, Nostra Signora e Regina, che per prima ha calpestato l’aspide e il basilisco, ha schiacciato la testa del leone e del drago.

Carlo Maria Viganò, Arcivescovo – 3 Marzo 2021

 

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Fri, 05 Mar 2021 10:49:43 +0000
OPERAZIONE DRAGHI: L’ULTIMO ATTACCO ALL’ITALIA https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/103-operazione-draghi-l-ultimo-attacco-all-italia https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/103-operazione-draghi-l-ultimo-attacco-all-italia OPERAZIONE DRAGHI: L’ULTIMO ATTACCO ALL’ITALIA

Alla fine dunque il momento è giunto. Solo pochi giorni separano Draghi da palazzo Chigi quando le consultazioni stanno volgendo al termine in queste ore.

Su questo blog si era prevista la venuta dell’ex governatore della Bce come prossimo presidente del Consiglio già nei mesi scorsi.

Non perché si sia in possesso di sconosciute doti divinatorie, ma piuttosto perché si erano rilevati i segnali evidenti di un meccanismo che si era messo in moto proprio agli inizi dell’operazione terroristica del coronavirus.

La venuta di Draghi in realtà era stata già decisa verso la scadenza del suo mandato da governatore della Bce.

Era già da allora che nelle stanze di Bruxelles e negli ambienti della finanza anglosassone di Londra si iniziava a fare il nome dell’uomo di Goldman Sachs come prossimo premier per l’Italia.

L’operazione Draghi era già in preparazione dalla seconda metà del 2019 e per comprendere che cosa ha portato alla sua piena riuscita, occorre tornare per un istante a quel periodo quando Salvini fece cadere, secondo molti inspiegabilmente, l’allora governo gialloverde.

La caduta di quel governo è stata semplicemente decisiva per iniziare a preparare il terreno a Draghi.

La marcia di avvicinamento dell’ex governatore della Bce è stata ampiamente favorita proprio da Matteo Salvini.

Non appena il segretario della Lega ha fatto harakiri e ha permesso al PD di tornare al potere assieme al M5S, ha iniziato a formare un asse con Renzi.

Questo asse ha praticamente lavorato in sinergia sin da allora per spianare la strada a Mario Draghi.

Non è certamente un caso che dal mese di novembre del 2019 ci sia stata la prima apertura di Salvini al nome di Draghi al Quirinale, quando il segretario leghista pronunciò l’ormai famoso “why not” quando gli fu chiesto se pensava che l’uomo di Goldman Sachs sarebbe potuto diventare il prossimo presidente della Repubblica.

In quei mesi, la Lega di Salvini aveva già iniziato lo smantellamento di tutta la linea sovranista, o almeno la facciata di una linea sovranista, a partire dal caso dell’Ilva di Taranto, sparito da tempo dall’agenda dei media.

In quell’occasione, il leader del carroccio si schierò a favore del gruppo franco-indiano arrivando persino a dire che era necessario chiedere scusa agli imprenditori stranieri che stavano arrecando un danno strategico vitale alla produzione d’acciaio nazionale.

Nel mese successivo, succede un altro evento inaspettato. Salvini smette di chiedere le elezioni anticipate e arriva a invocare apertamente la soluzione del governo di unità nazionale.

A distanza di poco tempo, l’eminenza grigia della Lega, Giancarlo Giorgetti, l’interlocutore privilegiato del partito per l’establishment europeo e mondialista, rilascia un’intervista al Corriere nella quale inizia a scoprire le carte e a fare il nome di Draghi per unire le forze politiche in un esecutivo di larghe intese.

Questi passaggi sono da tenere a mente perché senza di questi non si comprende il meccanismo che ha portato al progressivo avvicinamento di Draghi a palazzo Chigi.

La Lega che prometteva l’uscita dall’euro in un fine-settimana è stata difatti la forza politica, assistita dalla sponda di Matteo Renzi, che si è rivelata decisiva per permettere la riuscita dell’operazione Draghi.

La crisi artificiale da Covid è servita a preparare il terreno al falso messia

Perché tutto andasse a buon fine però servivano soprattutto due cose.

La prima era la costruzione di una crisi artificiale così devastante e catartica da poter costruire il clima necessario per preparare la venuta del falso messia.

La seconda era quella di preparare una massiccia campagna di disinformazione tale da far credere che il messia sotto le mentite spoglie di Draghi fosse andato incontro ad una sorta di misteriosa e inaspettata conversione così da potersi in qualche modo guadagnare le simpatie o l’approvazione dell’elettorato leghista.

La prima condizione si è verificata a livello mondiale perché l’operazione terroristica del coronavirus è sicuramente un disegno di respiro globale per poter preparare la strada al futuro governo unico mondiale.

Le caratteristiche di questa crisi assomigliano molto a quella di cui parlava David Rockefeller nel 1994 in un consesso delle Nazioni Unite, davanti al quale il magnate americano sosteneva che il Nuovo Ordine Mondiale era praticamente alle porte.

Tutto ciò di cui c’era bisogno non era altro che una crisi così devastante e profonda da indurre le nazioni a rinunciare alla loro sovranità per lasciare spazio alla dittatura globale desiderata dalle grandi élite mondialiste.

Quella crisi è arrivata con le fattezze del coronavirus, ma a questo punto si deve notare un fatto.

Il sistema ha fatto di tutto per accentuarla in maniera spasmodica soprattutto in Italia. Quando a marzo venivano fatte delle chiusure totali e venivano vietati gli spostamenti persino oltre il proprio quartiere, l’Italia è divenuta di fatto la dittatura più repressiva al mondo.

L’eccessivo e totalmente anomalo numero di persone decedute a Bergamo è stato praticamente un caso unico a livello mondiale.

Nessuno riusciva a spiegarsi cosa lo avesse determinato, e i parenti delle vittime hanno continuato a chiedere chiarezza sulle terapie che sono state somministrate ai loro cari.

Mesi dopo sono iniziate ad emergere delle raccapriccianti verità su quello che potrebbe essere accaduto a Bergamo.

A Brescia, altra città dove c’è stata un’elevata anomalia di morti, è venuto fuori che un medico ordinava l’uccisione dei propri pazienti Covid attraverso la somministrazione di farmaci che si rivelavano letali per i pazienti.

L’Italia dunque è stata un caso unico al mondo perché questa strage è accaduta solo in alcune città ma non si è verificata altrove.

Sembra esserci anche una stretta correlazione tra questo numero di decessi e le terapie sbagliate che nonostante tutto sono state seguite quando diversi medici sapevano che avrebbero ucciso i propri pazienti.

La causa della strage di Bergamo va ricercata qui, e la magistratura, come al solito, non sta facendo luce sui protocolli sanitari che avrebbero causato l’eccidio.

Mentre l’Italia veniva investita da una campagna di terrorismo sanitario senza precedenti, le opposizioni non hanno fatto nulla per cercare di smorzare la falsa emergenza e scongiurare le chiusure.

Al contrario, Salvini in primis soffiava sul fuoco della crisi quando chiedeva di chiudere tutto, e di tracciare persino i cellulari dei positivi.

Il ruolo della Lega e delle opposizioni non era dunque quello di spegnere la falsa emergenza che il sistema stava alimentando.

Era quello di amplificarla. Se il governo Conte è riuscito a fare tutto ciò che ha fatto è proprio grazie alle false opposizioni che invece di opporsi, sostenevano e sostengono la dittatura sanitaria.

Una circostanza che gli smemorati elettori leghisti sembrano aver già dimenticato.

La campagna di disinformazione sulla falsa conversione di Draghi

Ad ogni modo, c’è una ragione che può spiegare perché il sistema aveva bisogno di alimentare all’inverosimile l’operazione terroristica del Covid in Italia, e la si vedrà a breve.

Nel mezzo della crisi, quando i media continuavano a diffondere terrorismo e informazioni false sulla letalità del virus, giunge Mario Draghi con il suo ormai leggendario articolo sul Financial Times.

Questo passaggio è fondamentale perché per la prima volta il sistema mostra apertamente sulla scena chi sarà il “messia” che dovrà tirare fuori l’Italia dalle terribili spirali della cosiddetta “pandemia”.

Draghi scrive un articolo piuttosto generico nel quale si parla di una espansione del debito pubblico, che è certamente auspicabile, ma che da solo certamente non basta per assicurare la crescita e la stabilità economica di un Paese.

Per potersi permettere l’espansione del debito pubblico sono necessarie due condizioni imprescindibili; la prima è una banca centrale che garantisce in maniera illimitata il debito sui mercati; la seconda è una valuta sovrana che serve a modificare il tasso di cambio qualora l’aumento della spesa comporti dei naturali e conseguenziali squilibri sulla bilancia dei pagamenti.

Draghi non ha menzionato né l’una né l’altra e pertanto il caso della sua presunta riconversione alla scuola del suo antico maestro, il compianto professor Federico Caffè, si può considerare già chiuso qui.

Non è mai esistita alcuna conversione. Draghi è sempre rimasto quello di prima.

Ad ogni modo, non appena questo articolo è uscito, chi è stato il primo a gioirne entusiasta? È stato proprio “casualmente” Matteo Salvini che fino a tre anni prima accusava, giustamente, Draghi di distruggere l’economia italiana, tenendo in vita l’euro, e che invece ora chiama Draghi presidente dandogli il benvenuto.

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Ecco a cosa è servito il pezzo di Draghi. Serviva a dare una cartina di tornasole alla Lega e a Salvini per iniziare a diffondere la falsa teoria dell’uomo di Goldman Sachs convertito sulla via di Damasco.

Se c’è qualcuno che si è convertito in questa storia quello è proprio Salvini, non di certo Draghi.

A questo punto però per poter dare ulteriore forza a questa campagna di disinformazione occorreva un evento shock.

Occorreva rappresentare Draghi agli elettori sovranisti come un uomo che adesso era in qualche modo “minacciato” dal sistema, e qui si arriva conseguentemente all’incendio della sua casa a Città della Pieve.

L’unica foto esistente di questo incendio è quella che si vede qui sotto.

fuoco casa mario draghi

Va a fuoco la casa di Mario Draghi. Casualità o attentato ...

La prima cosa che salta all’occhio è che questa foto è completamente sgranata.

Non si vede praticamente nulla e non si capisce minimamente quello che sta succedendo nella foto.

Appare davvero singolare che nell’epoca degli smartphone ad alta risoluzione digitale l’unica foto disponibile sia quella di un telefonino che sembra avere una risoluzione di un vecchio telefono dei primi anni 2000.

Tutta questa campagna comunque aveva ed ha uno scopo preciso come già accennato prima. La Lega non poteva presentarsi davanti ai propri elettori facendo il nome di Draghi.

Doveva prima far credere che l’ex governatore della Bce era un altro, che in lui c’era stato un genuino cambiamento tale da far sì che ora si aveva di fronte un altro uomo.

La storia che si sta cercando di far credere è che il premier incaricato ad essere andato incontro alle posizioni della Lega e non il contrario.

È qui che nasce la menzogna del Draghi keynesiano pentito che ora vestirebbe i panni di San Francesco per poter fare inspiegabilmente gli interessi del suo Paese che mai ha fatto nella sua carriera.

Un articolo vuoto del Financial Times, e il lavaggio del cervello che stanno facendo gli ambienti vicini alla Lega alle masse di adepti sembra quasi aver cancellato nella mente di molti chi è l’uomo Mario Draghi.

Si sta cercando disperatamente di “sanificare” la memoria di quest’uomo per far dimenticare come negli ultimi trent’anni sia stato proprio lui a smantellare pezzo per pezzo quella che era la quarta economia del mondo.

In un Paese senza memoria, dunque è meglio ricordare. Sono le azioni che qualificano una persona, non di certo alcune dichiarazioni, tra l’altro nemmeno sostanziali.

Mario Draghi è stato il più micidiale sicario economico dell’Italia

Mario Draghi è stato infatti l’uomo che probabilmente ha fatto più danni in assoluto all’Italia nella sua storia recente.

Fu Draghi nel 1992, quando era allora direttore generale del Tesoro, a riunirsi a bordo del panfilo Britannia e a consegnare tutta l’intera industria pubblica italiana a prezzi di saldo alla finanza anglosassone di Goldman Sachs e Morgan Stanley.

Fu sempre lui negli anni successivi a far sottoscrivere all’Italia dei derivati che sarebbero costati almeno otto miliardi di euro alle casse dello Stato.

I media in questi giorni stanno ripetendo come un mantra tutto il curriculum di Draghi, ma nulla dicono che quel curriculum è il risultato di una guerra economica che Draghi ha condotto contro il suo stesso Paese.

Più danni venivano fatti all’Italia, più in alto andava Mario Draghi fino a quando non ha toccato le sfere dell’Eurotower di Francoforte quando divenne presidente in pectore nel 2011 e vergò la lettera indirizzata al governo Berlusconi.

Draghi ingeriva per conto di una istituzione sovranazionale nella sovranità del suo stesso Paese ordinando delle riforme strutturali, quali tagli ai salari e tasse alle pensioni, che sarebbero poi state applicate da Monti.

L’ex governatore della Bce durante il suo mandato è stato ciò che ha permesso all’euro di restare in vita, ma il prezzo lo hanno pagato tutti i popoli europei, soprattutto quello greco ridotto in miseria e alla fame dalla Troika di cui faceva e fa parte la Bce.

L’euro è infatti un formidabile e terribilmente efficace strumento di disciplina della classe lavoratrice.

La sua ratio, da un lato, è quella di togliere la possibilità di fase spesa pubblica autonomamente agli Stati che non possono stampare questa moneta, e dall’altro è quella di sottrare agli stessi Stati la possibilità di svalutare il cambio della propria moneta.

Senza la possibilità di intervenire sul cambio, per assicurare la competitività del Paese sui mercati internazionali non resta che svalutare i salari dei lavoratori, sulle cui spalle grava tutto il peso di questa moneta.

Mario Draghi ha lavorato in maniera scientifica per assicurare l’esistenza di questa moneta che è stata pensata espressamente per assicurare al meglio gli interessi delle grandi élite finanziarie a discapito dei lavoratori.

Ora la campagna di lavaggio del cervello sta cercando di cancellare tutto questo per poter far bere ai seguaci della setta di Borghi e Bagnai la storia del suo improvviso interesse per le sorti del Paese.

È forse la menzogna più indecente e scandalosa che sia mai stata concepita nella politica italiana da molti anni a questa parte, ma ormai nell’epoca dei santoni e del settarismo politico la massa è disposta ad obbedire e credere ciecamente agli ordini che arrivano dall’alto, anche i più folli e insensati.

La missione di Draghi è dare il colpo di grazia all’Italia

A questo punto occorre tornare all’inizio di questa analisi quando il sistema ha esasperato la crisi terroristica da Covid proprio in Italia.

C’è una ragione per questo, e il fatto è che il mondialismo vuole portare a termine il progetto della falsa Europa di Kalergi, ovvero gli Stati Uniti d’Europa.

Per poter arrivare a questo disegno però occorre distruggere del tutto economicamente e spiritualmente la nazione che rappresenta la vera Europa cristiana e romana, l’Italia.

Per questo viene Draghi. L’ex governatore è stato scelto perché è un liquidatore formidabile. È uno specialista delle messe all’asta e delle svendite a prezzi di saldo.

In altre parole, l’uomo scelto dalla finanza internazionale deve portare a termine il lavoro iniziato a bordo del panfilo Britannia nel lontano 1992.

Draghi dovrà intavolare una trattativa con il blocco del Nord-Europa, Germania e Olanda, e offrire in cambio loro una patrimoniale, oppure l’attivazione del MES, per arrivare al superstato europeo che le élite mercantiliste tedesche non vogliono se questo non riflette fedelmente i loro interessi.

Qualora la trattativa fallisse, l’uscita dall’euro è certamente contemplata ma con Draghi verrebbe fatta in condizioni devastanti.

È questa l’atroce verità che non si sta raccontando a coloro che si definiscono “sovranisti”.

Lo stesso giornalista inglese Ambrose Pritchard in un articolo sul Telegraph ha scritto che Draghi potrebbe portare fuori l’Italia dall’euro ma non comunque prima di aver attivato il MES.

Questo strumento finanziario, come spiegato precedentemente, raderebbe al suolo l’intera economia italiana perché porterebbe ad una ristrutturazione del debito pubblico italiano.

Fallirebbero moltissime banche che detengono questi titoli e migliaia di imprese già duramente provate dalle misure della dittatura sanitaria.

In altre parole, Draghi darebbe vita ad una sorta di riedizione del lontano 1992 quando l’Italia governata da Amato abbandonò lo SME, l’antenato dell’euro, ma stavolta gli effetti sarebbero enormemente più devastanti.

In ogni caso, Draghi non riveste il ruolo di “salvatore”. Draghi ha ricevuto un mandato specifico dalle élite e a quello si atterrà.

Per l’Italia dunque si sta chiudendo un ciclo. È l’ultimo atto di una guerra economica e spirituale che poteri come il club di Roma, finanziato dalla famiglia Rockefeller, hanno dichiarato a questa nazione, così importante nei piani del mondialismo.

Che le élite globaliste che odiano l’Italia gioiscano di tutto questo è perfettamente naturale.

Che lo siano coloro che si definiscono “sovranisti” non lo è affatto.

Questo è stato il più grande capolavoro della dittatura mondialista. Hanno portato le masse che credono di essere antisistema a gioire della vittoria del sistema stesso.

La situazione dell’Italia è comunque ancora oggi rimessa nelle mani di ciò che accadrà negli USA.

Donald Trump sta vincendo le cause contro le frodi elettorali, e la corte Suprema sta per discutere i ricorsi degli avvocati Sidney Powell e Lin Wood vicini proprio al presidente.

Se l’amministrazione fantoccio di Biden dovesse venire giù, verrà giù a cascata anche inevitabilmente il deep state europeo e italiano.

Questo potrebbe essere stato l’ultimo tradimento di una classe dirigente marcia e corrotta. L’ultimo colpo di coda dei passacarte della massoneria e dei circoli mondialisti che hanno lavorato solo alla distruzione del Paese.

Forse era proprio scritto che dovesse finire così. Quest’ultimo calvario potrebbe essere necessario per poi poter ricominciare e iniziare a ricostruire tutto quello che il mondialismo e i suoi servi in Italia hanno distrutto negli ultimi quarant’anni.

Cesare Sacchetti

 

Link all’articolo originale:

https://lacrunadellago.net/2021/02/08/loperazione-draghi-e-lultimo-attacco-del-mondialismo-contro-litalia/

 

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Mon, 08 Feb 2021 16:28:49 +0000
Terremoto nella Chiesa. La lettera di monsignor Viganò a Trump https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/98-terremoto-nella-chiesa-la-lettera-di-monsignor-vigano-a-trump https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/98-terremoto-nella-chiesa-la-lettera-di-monsignor-vigano-a-trump Terremoto nella Chiesa. La lettera di monsignor Viganò a Trump

Monsignor Carlo Maria Viganò, con questa lettera di importanza epocale, dal suo esilio nel quale si è rifugiato temendo per la propria vita, ha esplicitamente indicato Bergoglio come un agente del "Nemico", delineando la realtà prossima ventura del Nuovo ordine Mondiale e l’abolizione delle democrazie e delle libertà.

Ormai il complottismo non attacca più: è ora di farsi delle serissime domande.

Ecco la lettera integrale scritta da monsignor Carlo Maria Viganò al presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump.

"Signor Presidente, mi consenta di rivolgermi a Lei, in quest’ora in cui le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale contro Dio e contro l’umanità. Le scrivo come Arcivescovo, come Successore degli Apostoli, come ex-Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Le scrivo nel silenzio delle autorità civili e religiose: voglia accogliere queste mie parole come la «voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1, 23).

Come ho avuto modo di scriverLe nella mia Lettera dello scorso giugno, questo momento storico vede schierate le forze del Male in una battaglia senza quartiere contro le forze del Bene; forze del Male che sembrano potenti e organizzate dinanzi ai figli della Luce, disorientati e disorganizzati, abbandonati dai loro capi temporali e spirituali.

Sentiamo moltiplicarsi gli attacchi di chi vuole demolire le basi stesse della società: la famiglia naturale, il rispetto per la vita umana, l’amore per la Patria, la libertà di educazione e di impresa. Vediamo i capi delle Nazioni e i leader religiosi assecondare questo suicidio della cultura occidentale e della sua anima cristiana, mentre ai cittadini e ai credenti sono negati i diritti fondamentali, in nome di un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale all’instaurazione di una disumana tirannide senza volto.

Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. In alcune nazioni questo progetto è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora in uno stadio iniziale. Dietro i leader mondiali, complici ed esecutori di questo progetto infernale, si celano personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201, promuovendone l’agenda.

Scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici. Aldilà degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale. Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni.

Signor Presidente, immagino che questa notizia Le sia già nota: in alcuni Paesi il Great Reset dovrebbe essere attivato tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2021. A tal scopo, sono previsti ulteriori lockdown, ufficialmente giustificati da una presunta seconda e terza ondata della pandemia. Ella sa bene quali mezzi siano stati dispiegati per seminare il panico e legittimare draconiane limitazioni delle libertà individuali, provocando ad arte una crisi economica mondiale. Questa crisi serve per rendere irreversibile, nelle intenzioni dei suoi artefici, il ricorso degli Stati al Great Reset, dando il colpo di grazia a un mondo di cui si vuole cancellare completamente l’esistenza e lo stesso ricordo. Ma questo mondo, Signor Presidente, porta con sé persone, affetti, istituzioni, fede, cultura, tradizioni, ideali: persone e valori che non agiscono come automi, che non obbediscono come macchine, perché dotate di un’anima e di un cuore, perché legate tra loro da un vincolo spirituale che trae la propria forza dall’alto, da quel Dio che i nostri avversari vogliono sfidare, come all’inizio dei tempi fece Lucifero con il suo «non serviam».

Molti – lo sappiamo bene – considerano con fastidio questo richiamo allo scontro tra Bene e Male, l’uso di toni “apocalittici”, che secondo loro esasperano gli animi e acuiscono le divisioni. Non c’è da stupirsi che il nemico si senta scoperto proprio quando crede di aver raggiunto indisturbato la cittadella da espugnare. C’è da stupirsi invece che non vi sia nessuno a lanciare l’allarme. La reazione del deep state a chi denuncia il suo piano è scomposta e incoerente, ma comprensibile. Proprio quando la complicità dei media mainstream era riuscita a rendere quasi indolore e inosservato il passaggio al Nuovo Ordine Mondiale, vengono alla luce inganni, scandali e crimini.

Fino a qualche mese fa, sminuire come «complottisti» coloro che denunciavano quei piani terribili, che ora vediamo compiersi fin nei minimi dettagli, era cosa facile. Nessuno, fino allo scorso febbraio, avrebbe mai pensato che si sarebbe giunti, in tutte le nostre città, ad arrestare i cittadini per il solo fatto di voler camminare per strada, di respirare, di voler tenere aperto il proprio negozio, di andare a Messa la domenica. Eppure avviene in tutto il mondo, anche in quell’Italia da cartolina che molti Americani considerano come un piccolo paese incantato, con i suoi antichi monumenti, le sue chiese, le sue incantevoli città, i suoi caratteristici villaggi. E mentre i politici se ne stanno asserragliati nei loro palazzi a promulgare decreti come dei satrapi persiani, le attività falliscono, chiudono i negozi, si impedisce alla popolazione di vivere, di muoversi, di lavorare, di pregare. Le disastrose conseguenze psicologiche di questa operazione si stanno già vedendo, ad iniziare dai suicidi di imprenditori disperati, e dai nostri figli, segregati dagli amici e dai compagni per seguire le lezioni davanti a un computer. 

Nella Sacra Scrittura, San Paolo ci parla di «colui che si oppone» alla manifestazione del mistero dell’iniquità, il kathèkon (2Tess 2, 6-7). In ambito religioso, questo ostacolo è la Chiesa e in particolare il Papato; in ambito politico, è chi impedisce l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale.

Come ormai è evidente, colui che occupa la Sede di Pietro fin dall’inizio ha tradito il proprio ruolo, per difendere e promuovere l’ideologia globalista, assecondando l’agenda della deep church, che lo ha scelto dal suo grembo.

Signor Presidente, Ella ha chiaramente affermato di voler difendere la Nazione, One Nation under God, le libertà fondamentali, i valori non negoziabili oggi negati e combattuti. È Lei, Caro Presidente, «colui che si oppone» al deep state, all’assalto finale dei figli delle tenebre.

Per questo occorre che tutte le persone di buona volontà si persuadano dell’importanza epocale delle imminenti elezioni: non tanto per questo o quel punto del programma politico, quanto piuttosto perché è l’ispirazione generale della Sua azione che meglio incarna – in questo particolare contesto storico – quel mondo, quel nostro mondo, che si vorrebbe cancellare a colpi di lockdown. Il Suo avversario è anche il nostro: è il Nemico del genere umano, colui che è «omicida sin dal principio» (Gv 8, 44).

Attorno a Lei si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale. L’alternativa è votare un personaggio manovrato dal deep state, gravemente compromesso in scandali e corruzione, che farà agli Stati Uniti ciò che Jorge Mario Bergoglio sta facendo alla Chiesa, il Primo Ministro Conte all’Italia, il Presidente Macron alla Francia, il Primo Ministro Sanchez alla Spagna, e via dicendo. La ricattabilità di Joe Biden – al pari di quella dei Prelati del “cerchio magico” vaticano – consentirà di usarlo spregiudicatamente, consentendo a poteri illegittimi di interferire nella politica interna e negli equilibri internazionali. È evidente che chi lo manovra ha già pronto uno peggiore di lui con cui sostituirlo non appena se ne presenterà l’occasione.

Eppure, in questo quadro desolante, in questa avanzata apparentemente inesorabile del «Nemico invisibile», emerge un elemento di speranza. L’avversario non sa amare, e non comprende che non basta assicurare un reddito universale o cancellare i mutui per soggiogare le masse e convincerle a farsi marchiare come capi di bestiame. Questo popolo, che per troppo tempo ha sopportato i soprusi di un potere odioso e tirannico, sta riscoprendo di avere un’anima; sta comprendendo di non esser disposto a barattare la propria libertà con l’omologazione e la cancellazione della propria identità; sta iniziando a capire il valore dei legami familiari e sociali, dei vincoli di fede e di cultura che uniscono le persone oneste. Questo Great Reset è destinato a fallire perché chi lo ha pianificato non capisce che ci sono persone ancora disposte a scendere nelle strade per difendere i propri diritti, per proteggere i propri cari, per dare un futuro ai propri figli. L’inumanità livellatrice del progetto mondialista si infrangerà miseramente dinanzi all’opposizione ferma e coraggiosa dei figli della Luce. Il nemico ha dalla sua parte Satana, che non sa che odiare. Noi abbiamo dalla nostra parte il Signore Onnipotente, il Dio degli eserciti schierati in battaglia, e la Santissima Vergine, che schiaccerà il capo dell’antico Serpente. «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» (Rm 8, 31).  

Signor Presidente, Ella sa bene quanto gli Stati Uniti d’America, in quest’ora cruciale, siano considerati l’antemurale contro cui si è scatenata la guerra dichiarata dai fautori del globalismo. Riponga la Sua fiducia nel Signore, forte delle parole dell’Apostolo: «Posso tutto in Colui che mi dà forza» (Fil 4, 13). Essere strumento della divina Provvidenza è una grande responsabilità, alla quale corrisponderanno certamente le grazie di stato necessarie, ardentemente implorate dai tanti che La sostengono con le loro preghiere.

Con questo celeste auspicio e l’assicurazione della mia preghiera per Lei, per la First Lady, e per i Suoi collaboratori, di tutto cuore Le giunga la mia Benedizione.

God bless the United States of America!

Carlo Maria Viganò

Arcivescovo Titolare di Ulpiana

già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America"

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Fri, 30 Oct 2020 21:07:25 +0000
La Teoria Gender: il deserto avanza https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/88-la-teoria-gender-il-deserto-avanza https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/88-la-teoria-gender-il-deserto-avanza La Teoria Gender: il deserto avanza

La Teoria Gender

Gender è un termine controverso che oggi si sente nominare, spesso a sproposito; ancora più spesso per negarne l’esistenza. Ma esiste davvero una teoria gender? O hanno ragione i cosiddetti debunker, quando ne negano l’esistenza? Vediamo chi sta mentendo e perché.

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Il mondo nuovo del terzo millennio

Il gender, o "ideologia del genere", non è che uno degli aspetti di una degenerazione ben più ampia, a sua volta sommatoria di tante degenerazioni di carattere culturale, morale, politico e religioso. Ma è anche un fenomeno interessante, perché è il simbolo del totalitarismo del terzo millennio, questo totalitarismo strisciante che si presenta travestito con i paramenti sacri della democrazia e che si autoalimenta con l'illusione della libertà e del progresso. Evidentemente per dominare i sudditi, per tenerli saldamente in pugno, non basta più affamarli, spogliarli, censurarli, stordirli, isolarli, ma è necessario anche disintegrare la loro identità più profonda. Il traguardo delle oligarchie dominanti, delle tecnocrazie sovranazionali, è quello di edificare il mondo nuovo, abitato dall'uomo nuovo, dove l'uomo nuovo è l’ominide di serie, sottomesso ed eterodiretto, ma persuaso di sentirsi autodeterminato, libero, disinibito, padrone incontrastato della propria esistenza, capace persino di scegliersi la propria natura un po’ come si potrebbe fare con un abito.

L’ideologia del gender. Realtà o suggestione?

Ecco qual è l’ideologia alla base del gender: gli individui non sono quello che sono, come madre natura li ha fatti, ma sono quello che si sentono di essere e così anche gli altri li devono intendere; e questa percezione che le persone hanno di sé stesse può essere anche mutevole, in un processo autopoietico senza limiti. È come se la nostra identità, che in primis è identità sessuata, secondo questa teoria diventasse il frutto della nostra auto-determinazione. Quindi non c'è più una realtà oggettiva, ma è la mia fantasia, la mia auto-suggestione, il mio desiderio, a creare la realtà. Intorno a questo nucleo ideologico fondamentale, si è dipanato tutto un sistema di idee che punta proprio a scardinare lo statuto dell’umano; punta a stravolgere i capisaldi della vita individuale e della vita collettiva.

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Ma tutto questo non è nato per caso, ma è il frutto di una lunga progettazione, di un'elaborazione durata decenni nelle centrali di potere sovranazionale; se infatti guardiamo la genesi storica del gender e poi la sua carriera trionfale, ci accorgiamo di essere di fronte ad una storia che è stata scritta e orchestrata al di fuori dei radar della gente comune. Non l'abbiamo vista arrivare, perché diretta da una potente regia sovranazionale; poi è stata attuata passo dopo passo dalle sue truppe che sono state infiltrate nei gangli vitali delle istituzioni. Istituzioni sovranazionali, europee e nazionali. Nel frattempo noi tutti abbiamo subìto quasi passivamente questa imposizione, perché il nostro sistema immunitario è stato fiaccato dall'azione della propaganda; una propaganda che è partita in sordina, si è fatta via via sempre più martellante, sempre più pervasiva, fino a spargere dappertutto il gas tossico dell'ideologia e fino a convincerci di dover pensare quello che altri pretendono che noi pensiamo, annullando in noi anche ogni capacità di reazione.

propaganda

Per fare attecchire questo sistema di idee che è chiaramente artificioso, è necessario instillare questi modelli fin dalla più tenera età. Secondo questa strategia bisogna instillare precocemente questo sistema di idee e contemporaneamente estirpare quelle categorie che una persona, un bambino tipicamente, assorbirebbe dalla osservazione della realtà, e quindi principalmente in famiglia. È una tecnica estremamente violenta, che però troviamo ricorrente nei documenti che si riferiscono alla teoria.

L’istruzione come mezzo di controllo

La tappa finale di questo progetto egemonico è l'invasione di campo dell'educazione. Perché espugnando l'educazione ci si impossessa delle nuove generazioni e quindi si monopolizza il futuro. C’è un brano di Bertrand Russell, sull'impatto della scienza sulla società del 1951, che esprime molto bene questo concetto. “Di tutti i metodi - dice Russell - il più influente si chiama istruzione. Possiamo sperare che nel tempo chiunque potrà convincere chiunque di qualunque cosa, a patto che possa lavorare con pazienza sin dalla sua giovane età e che lo Stato gli dia il denaro e i mezzi per farlo”. Poi continua “i socio-psicologi del futuro avranno a loro disposizione un certo numero di classi di scolari sui quali collauderanno differenti metodi per far insorgere nel loro animo l'incrollabile convinzione che la neve sia nera. Si constaterà rapidamente qualche problema: in primo luogo che l'influenza della famiglia è un ostacolo, in seguito che non si andrà molto lontano se l'indottrinamento non sarà iniziato prima dell'età di 10 anni; in terzo luogo che dei versi messi in musiche ed eseguiti a intervalli regolari sono assai efficaci e in quarto luogo che credere che la neve sia bianca dovrà essere visto come il segno di un gusto malato per l'eccentricità”.

La scuola asservita al totalitarismo

Evidentemente la pietra di inciampo, lo dice anche Russell, è la famiglia, ultima isola di autonomia e di libertà morale, quando c’è. E comunque è nella scuola che si forgiano le nuove generazioni, quindi la scuola è nel mirino dei riformatori. Infatti la scuola italiana, che è un sistema scolastico che ci era invidiato e ammirato dal mondo intero, è stato praticamente demolito con una prepotente accelerazione negli ultimi tempi, con la cosiddetta “Buona scuola”, buona per autocertificazione. Chiunque abbia a che fare con la scuola, non può non aver notato un prepotente cambio di passo negli insegnamenti che vengono somministrati agli scolari, e ultimamente con una vera e propria alluvione di corsi di ogni tipo, di iniziative, di attività pseudo-educative. Per esempio, la cittadinanza attiva, la cittadinanza europea, l'inclusione, la sessualità e l'affettività, la legalità, la salute. Tutto questo armamentario variopinto, in realtà è un blocco ideologicamente piuttosto compatto, che viene inserito in orario curricolare e che quindi rapina un monte ore poderoso alle materie fondamentali e che viene spesso appaltato a cosiddetti “esperti”, esterni al corpo docente. In questo modo si toglie alla scuola il suo contenuto propriamente culturale e si fornisce agli allievi un becchime variegato, che è chiaramente orientato a instillare un pensiero unico precotto e devitalizzato.

buona scuola

Nell’arco di pochi anni i libri di testo sono stati depauperati di tantissimi contenuti. Un sintomo evidente è anche la recentissima riforma dell'esame di maturità, dove è stata tolta dalla prova principale dell'esame di Stato il tema di storia. Anche questo è un sintomo piuttosto preoccupante. Si preferisce scivolare verso l'attualità, che è comprensibile in questo quadro, perché l'attualità è contigua alla cronaca; e la cronaca è appannaggio dei mezzi di comunicazione che sono asserviti al mainstream. E quindi tutto converge verso questo indottrinamento, pur mascherato dietro delle etichette, tutto sommato rassicuranti, che appaiono edificanti e che quindi sono anche difficilmente contestabili. Ciò che si chiede alla scuola è di fornire del materiale umano obbediente e di facile manipolazione, perché evidentemente chi è culturalmente depresso non cede alla tentazione di pensare ed è particolarmente prono ad assorbire i dogmi che sono funzionali al dominio dei pochi sui molti, che vengono storditi, addomesticati al suono delle parole magiche e al suono di questi slogan di ordinanza.

Il degrado della formazione

L'obiettivo qual è? L'obiettivo è l'azzeramento identitario, di un'identità che è culturale ma anche identità nazionale e identità religiosa. E ora, lo abbiamo visto, è anche identità sessuale. Sono in produzione seriale generazioni senza memoria, quindi senza storia, senza patria, senza famiglia. Generazioni invertebrate, che quindi non trovano in sé stesse il vigore necessario per reagire al proprio annientamento programmato. Individui incolti, svirilizzati, privi del senso del sacrificio, privi dell'attitudine al combattimento, lasciati fluttuare in un eterno presente iper-tecnologico e globalizzato. Infatti a scuola troviamo la tendenza all'omologazione culturale; che poi è sempre omologazione verso il basso, dove il dissenso è bandito per legge, e gli insegnanti sono purtroppo chiamati ad essere una sorta di guitti all'insegnamento dell'audience. Se oggi qualche oasi di scuola ancora propriamente formativa resiste al diserbante che è stato sparso a piene mani, bisogna dire grazie agli insegnanti che mantengono la propria posizione, nonostante il trattamento degradante, non solo economico, loro riservato.

Quindi la “buona scuola” si è ridotta ad essere da un lato un contenitore ricreativo, dall'altro un laboratorio di snaturamento etico-sociale collettivo, sulla scorta di pacchetti preconfezionati nelle centrali di potere sovranazionale, e successivamente recepite dalle burocrazie nostrane al grido di “Lo vuole l’Europa”. Sono tantissimi i progetti che hanno la caratteristica di entrare a gamba tesa nella sfera più intima, più personale e più privata del soggetto in via di formazione. Ce ne sono di più aggressivi, anche molto fastidiosi, molto spinti; ce ne sono altri apparentemente più innocui, perché più subdoli; ma in estrema sintesi tendono tutti a inoculare nei bambini queste dinamiche:

  • prima di tutto, che ciascuno debba essere libero di scegliersi il proprio genere identitario, a prescindere dal dato sessuale biologico-anatomico e a seconda della percezione che ha di sé stesso;
  • in secondo luogo, che i ruoli, gli atteggiamenti, le inclinazioni tipicamente maschili e femminili, che chiunque assorbe e sperimenta, innanzi tutto in famiglia, vanno bollate come stereotipi, e come tali sono da demolire;
  • terzo, che la famiglia non si fonda sull'unione tra un uomo e una donna, ma su ogni tipo di convivenza;
  • poi che l'omosessualità e la transessualità, in genere le sessualità diverse, debbono essere ritenute come una normale variante della sessualità e anzi devono essere promosse come un valore per la società;
  • e infine che il linguaggio e le pratiche della sessualità debbono essere insegnate e recepite fin dall'età prescolare secondo una visione pansessualista dell'esperienza umana che vuole un’erotizzazione precoce dei bambini.

bambini indifesi

Ora è evidente come tutto questo rappresenti una micidiale manipolazione dei naturali processi cognitivi del bambino, che oltretutto è completamente indifeso di fronte all'adulto; a maggior ragione se questo gli si presenta davanti nei panni autorevoli dell'educatore o dell'esperto. È bene sottolineare che, a prescindere dal grado di aggressività, questi corsi costituiscono tutti un'invasione di campo da parte dell'istituzione scolastica di un compito che tradizionalmente è riservato alla famiglia e ai genitori, come sancito dall’articolo 30 della Costituzione.

art.30 costituzione 02

Perché ogni bambino, ogni ragazzino, ogni adolescente ha tempi e modi propri di maturazione psico-fisica ed è logico che la persona che a lui è più vicina sia in grado di meglio seguirlo, e di meglio guidarlo in questa crescita. E che la scuola si appropri di questo compito fondamentale della famiglia è un evidente abuso che viene perpetrato attraverso la trappola scientista, quando si dice che gli esperti sono maggiormente titolati rispetto ai genitori. Ma in realtà questa sfera privatissima non ha nulla a che fare con la scienza, cioè il metodo sperimentale tipico della scienza è inapplicabile alla parte più intima della persona.

Il ruolo delle organizzazioni sovranazionali

Tutto questo però risponde ad un piano ben preciso, che è stato ordito dalle organizzazioni, dagli organismi che erano operativi sul fronte del controllo delle nascite fin dal secondo dopoguerra, in particolare la Planned Parenthood Federation, la Siecus, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tutti operanti nell'orbita dell'Onu. La Planned Parenthood Federation è stata fondata nel 1946 da Margaret Sanger, che diceva, come precisato nelle loro dichiarazioni di intenti, che i bambini devono essere educati obbligatoriamente alla sessualità e che l'educazione sessuale è uno strumento formativo fondamentale per ridurre la popolazione. Ed è stata proprio la Planned Parenthood Federation a stilare per l'Organizzazione mondiale della sanità, alla fine degli anni ’60, un memorandum strategico con l'obiettivo di ridurre la fertilità umana, che indicava come ristrutturare la famiglia, posticipando o evitando il matrimonio, e come incrementare percentualmente l'omosessualità.

planned parenthood

Arrivando ai giorni nostri, ci sono dei documenti, in particolare le famose linee guida dell'Oms, scritte dalla Agenzia europea dell’Oms, sempre sotto l'egida dell'Onu, che risalgono al 2010. Il documento “Standard per l'educazione sessuale in Europa” è diretto alle scuole, agli operatori sanitari e ai governi. Queste linee guida offrono un modello che illustra nel dettaglio il tipo di insegnamenti che vanno somministrati ai bambini a partire dalla più tenera età. Le griglie sono proprio 0-4 anni, 4-6 anni, 6-9 anni, ecc. Per esempio, nella fascia 0-4 anni sono previste informazioni aventi ad oggetto gioia e piacere nel toccare il proprio corpo, masturbazione infantile precoce, scoperta del proprio corpo e dei genitali, diversi tipi di relazione, diverse relazioni familiari, diritto ad esplorare la propria identità di genere, ruoli di genere; nella fascia 4-6 anni: informazioni avente oggetto amore verso persone dello stesso sesso, relazioni con persone dello stesso sesso, sensazioni legate alla sessualità, quindi piacere, eccitazione, ecc. C'è anche un documento più recente dell’Unesco, che è stato adottato in seno all'agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, che si intitola “Guida tecnica per l'educazione sessuale” e che più o meno riproduce gli stessi contenuti. Ma per focalizzarci sull’Europa, esiste la risoluzione Rodríguez del settembre del 2015, che invita gli Stati membri ad adottare i “Programmi globali” (sono chiamati proprio così) di educazione sessuale per le scuole primarie e secondarie, in vista della promozione dell'identità di genere. La guida dice espressamente che “l'Unione europea crede fortemente nel potenziale trasformativo dell'istruzione nel sostenere la causa dell'uguaglianza di genere”. L'obiettivo dichiarato “è quello di assicurare l'eliminazione degli stereotipi, del sessismo presente nei libri di testo, nel materiale didattico, nella letteratura, nei cinema, nei giochi, nei media, nella pubblicità e negli altri settori che possono contribuire a modificare l'atteggiamento, il comportamento e l'identità di ragazzi e ragazze”. Significa ad esempio che romanzi come “I Promessi Sposi” o la fiaba di “Cenerentola” sono da combattere perché veicolo di pregiudizi sessisti. Largo quindi alle nuove fiabe gender-free o a problemi di matematica in cui “Elisa e i suoi due papà devono comprare due pomodori…”.

Operare nell’ombra

Da questi ultimi documenti rileviamo come l'educazione sessuale, che poi si è arricchita di questo additivo rassicurante dell'affettività, che serve a rendere più digeribile ciò che in prima istanza potrebbe non esserlo, fa da apripista al gender. In altre parole, c'è una saldatura pressoché completa fra l'educazione sessuale e affettiva e il gender. E infatti il gender è entrato nelle nostre scuole in proporzioni ormai incontrollate. I genitori non se ne accorgono, perché entra mascherato da un lessico strumentale e ingannevole.

Una delle prime studiose del gender, Marguerite Peeters, diceva proprio che il gender procede mascherato; cioè ha un nucleo radicale, che è formato di assiomi indimostrati e indimostrabili, e che viene abilmente tenuto nascosto, e che è costituito dal cemento duro e puro dell'ideologia. Esistono poi una serie di cerchi concentrici, quelli più esterni, quelli a più ampio consenso, e sono quelli che vengono ammantati da tutto questo linguaggio di belle parole, uguaglianza, parità, non discriminazione e lotta agli stereotipi. A cosa serve tutto questo armamentario linguistico, coniato nelle centrali di potere sovranazionale, a cui l’Onu appartiene? La Peeters lo dice: per cambiare le cose non bisogna fare scontri armati, basta cambiare il nome o il significato del nome. È per questo che sono stati creati decine di nuovi lemmi, che risuonano nel linguaggio comune ed entrano nel lessico familiare. Contemporaneamente però questo stesso lessico entra anche nelle istituzioni, entra nei documenti internazionali, quindi ne risulta pervaso anche il sistema giuridico e la normativa scolastica. Questa modalità è tipica dei sistemi totalitari; organizzare cioè una sapiente opera di manipolazione, di perturbazione di tutto l'universo linguistico, logico, concettuale, proprio per spegnere nei sudditi i sensori di allarme e per generare ovunque assuefazione.

La finestra di Overton

L'uomo si abitua a tutto purché gli venga somministrato in piccole dosi. Ce lo dice Chomsky, con la famosa teoria della rana bollita; ma anche Overton, che ha sviluppato questo modello di ingegneria sociale.

rana bollita chomskyNoam Chomsky

Overton era un politologo americano, che negli anni ‘90 ha dimostrato come sia possibile che un qualsiasi tabù possa essere infranto e gradualmente liberato nella società, purché lo si incanali in una serie di 6 passaggi progressivi. Overton fa la simulazione con il cannibalismo, partendo quindi da qualcosa di totalmente inaccettabile, addirittura disgustoso, poi passa per la fase radicale, in cui il fenomeno è ancora aborrito in linea teorica e anche vietato nella pratica, però comincia a profilarsi qualche deroga in casi limite, per esempio gli indigeni della Papuasia praticano il cannibalismo, ma non si tratta di cattive persone. Questa fase radicale, dice Overton, è quella decisiva, proprio perché il fenomeno penetra nella membrana del pensiero collettivo; dunque l’individuo non entra più in dissonanza cognitiva nel contemplarlo, e in questa fase sono molto efficaci, secondo Overton, anche le tecniche di shock; per esempio irrompono sulla scena degli estremisti che invocano a gran voce il cannibalismo libero. Di fronte a questa pretesa si cerca un compromesso e pare addirittura ragionevole cercarlo, cioè si innesca una contrattazione. E ciò significa che il fenomeno comincia ad essere in qualche modo metabolizzato. Ovviamente la comunicazione e l’appoggio dei media, hanno un'importanza primaria. Per esempio, casualmente, è uscito un film sul disastro aereo sulle Ande (Alive – Sopravvissuti), in cui i passeggeri riescono a sopravvivere cibandosi dei resti delle vittime. O, più recentemente nella serie proposta da Netflix “The Terror”. Ecco che anche qui si diluisce il senso di riprovazione e discriminazione che accompagna il fenomeno. Cioè, i cannibali devono riuscire a guadagnarsi nella pubblica opinione la qualità di vittime discriminate, in modo da ottenere un intervento rieducativo e correttivo sulla società, che viene caricata di sensi di colpa e deve ridisegnare il concetto di uguaglianza, attraverso il mito della minoranza oppressa. Fatto sta che il fenomeno viene metabolizzato gradualmente, si diffonde, fino a che constatiamo che non è più qualcosa di marginale, di completamente isolato, ma comincia ad avere una certa diffusione, e a un certo punto è pronto per essere lanciato verso l'ultima fase decisiva, quella della legalizzazione. In pratica, come diventare cannibali in 6 mosse.

finestra overton

Le esperienze insegnano quanto sia imponente la qualità pedagogica della legge, perché nell'immaginario collettivo ciò che acquisisce il crisma della giuridicità diventa automaticamente anche buono, quindi si identifica ciò che è bene o male, con ciò che la legge consente o non consente. Attenzione, perché questo permette il paradosso finale, cioè il radicale capovolgimento di prospettiva; per cui viene criminalizzato chi continua a condannare il fenomeno originariamente inaccettabile. Così nasce l’antropofago legalizzato, grazie alla nuova morale che è stata codificata mediaticamente e pilotata politicamente.

Il processo della finestra di Overton è realizzato per fenomeni impensabili, per esempio per la pedofilia. E infatti oggi esiste un sistema culturale, mediatico, ma anche politico-istituzionale che sta facendo scivolare gradualmente la pedofilia verso la normalizzazione, cioè verso il ritenerla una mera forma del comportamento sessuale. L'agghiacciante paradosso è che questo avviene in nome dei diritti dei bambini, cioè sfruttando l'equivoco del supposto consenso del minore al rapporto sessuale con l'adulto. I “diritti dei bambini” è un'altra locuzione creata in sede sovranazionale e che nasconde una trappola micidiale, perché si è portati a scambiarla per un’apparente protezione a difesa dell'infanzia. In realtà il bambino, dei cui diritti si parla, è il bambino nella concezione dell'Onu, è il bambino auto-determinato, cioè il bambino che da solo identifica il proprio interesse, quindi un interesse soggettivo, in nome del proprio benessere psico-fisico. Quindi vengono del tutto rimossi i diritti dei genitori e il bambino acquisisce il diritto, per esempio, ad avere una vita sessuale, il diritto ad accedere ai mezzi di comunicazione, il diritto a scegliersi un’identità sessuale. Non è un’ipotesi: esiste una raccomandazione europea del 2010 del comitato dei Ministri degli esteri dell'Unione europea, la numero 18, che contiene quello che parrebbe un invito, nemmeno troppo velato, alla legalizzazione della pedofilia, quando dice che “gli Stati membri dovrebbero assicurare l'abrogazione di qualsiasi legislazione discriminatoria ai sensi della quale sia considerato reato penale il rapporto sessuale tra adulti consenzienti dello stesso sesso ivi comprese le disposizioni che stabiliscono una distinzione tra l'età del consenso per gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso e tra eterosessuali”.

Come nasce il gender

Il gender nasce con una doppia faccia, cioè la sua genesi, anche lessicale, è legata ai protocolli sanitari del dott. John Money, un endocrinologo dell'università di Baltimora che ha fondato nel 1965 la clinica per l'identità di genere. Ma Money ha inteso “genere” diversamente, proprio per staccare il genere dal sesso. Il sesso è quello che uno si trova anatomicamente dal momento del concepimento, e fa parte del patrimonio genetico di ciascuno. Il genere invece, secondo Money, è qualcosa di legato alla totale autodeterminazione del soggetto; e la personalità maschile e femminile, non dipende dal dato sessuale biologico e anatomico ma è una mera convenzione sociale. È su questa convinzione che Money ha fondato il business degli esperimenti di trasformazione sessuale sui bambini. Trasformazione sessuale non significa cambiamento di sesso, che è impossibile, ma la modifica dei connotati esteriori della persona. Ed era esattamente quello che Money faceva nella sua clinica degli orrori.

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Gli si era presentata un’occasione imperdibile, quando i genitori di due gemellini maschi, i fratellini Reimer, gli si erano proposti perché uno dei due, Bruce aveva subito una lesione dei genitali a seguito di un banale intervento chirurgico di circoncisione. Money convinse questa coppia di crescere Bruce come una femmina, come Brenda. Per cui il bimbo fu sottoposto a una serie di interventi chirurgici, ad una serie di continue sedute psicologiche e a terapie ormonali varie. Addirittura Money filmava i due gemellini, li costringeva a simulare tra di loro rapporti sessuali o li filmava mentre guardavano immagini pornografiche perché si rafforzasse la loro identità di genere. Ma cresceva la disperazione della famiglia, perché il povero Bruce non riusciva a calarsi nel ruolo che gli si voleva imporre; fino a che, anni dopo, il padre gli disse la verità. Per lui fu uno shock enorme, però si rese conto, lo scrive lui stesso, di non essere pazzo ed ebbe il coraggio di fare marcia indietro. Quindi si fece amputare i seni, riacquisì un nome maschile, David, sposò una vedova con tre figli e quindi pareva si fosse indirizzato verso una vita più serena. Se non che il fratello gemello si suicidò a causa di tutti questi eventi familiari. E a seguito di questo disastro anche Bruce, all'età di 38 anni, si tolse la vita. Un esperimento fallito e raccontato nel libro di John Colapinto “As nature made him”, tradotto anche in italiano. Recentemente, e nonostante il fallimento dell’esperimento, Money, benché fosse anche un propugnatore della pedofilia, fu acclamato dalla comunità scientifica internazionale; addirittura, quando morì nel 2006, lo piansero come il primo scienziato che aveva dato un nome all'identità sessuale, ritenendo i bambini psico-sessualmente plastici.

I movimenti femministi deviati e l’omosessualismo

Ma attenzione a questo passaggio: l’invenzione di John Money, venne ripresa dal movimento femminista americano radicale di matrice marxista (niente a che vedere con il femminismo che chiedeva migliori condizioni di lavoro per le donne), cioè una frangia di femministe radicali che sostengono che la famiglia sia la base della società patriarcale, sessista, omofobica, gerarchica, e che ritengono che sia sempre la famiglia il primo nucleo della lotta di classe, fra il maschio oppressore e la femmina oppressa, perché soggetta a ruoli subalterni e soprattutto schiava della riproduzione. Quindi l'obiettivo di questo gruppo di attiviste femministe era innanzitutto quello di ottenere un completo controllo sulla riproduzione, poi una liberalizzazione totale della sessualità, la demolizione della famiglia e infine la stessa abolizione della distinzione tra i sessi.

Shulamith Firestone, che era a capo di questo movimento diceva “il problema da superare è la maternità e sono le donne che intendono prendersi cura dei figli; e il modo per superarlo è mettere tutte le donne nella forza lavoro a tempo pieno e affidare tutti i bambini a educatori estranei.” La Firestone teorizza quindi la liberazione sessuale totale dei bambini e anche la liberalizzazione dell'incesto, infatti dichiara “il tabù dell'incesto attualmente serve solo a preservare la famiglia. Se ci sbarazzassimo della famiglia ci sbarazzeremmo anche delle repressioni che vedono la sessualità posta in formazioni specifiche e finalmente non ci sarebbe niente di male se un bambino avesse dei rapporti sessuali con la madre”. Queste affermazioni visionarie della Firestone, morta suicida nel 2006, ci aprono un orizzonte che noi oggi abbiamo già sotto gli occhi, cioè l’artificializzazione della riproduzione, che oggi è considerata normale con la moderna riprogenetica (cancellazione dei geni nell'ovulo fecondato prima di impiantarlo nell'utero della madre) o con la fecondazione artificiale. Si vuole cioè de-sessualizzare la procreazione umana e nel contempo relegare il sesso ad una funzione meramente ludica e ricreativa. Tutto questo chiaramente significa una mercificazione dell'essere umano. Però, quello che pare un delirio della Firestone, ormai è sotto i nostri occhi ed è realtà. Ed è in questo orizzonte delineato dal femminismo radicale deviato che entra in gioco l'omosessualismo. L’omosessualismo è l'ideologia che sta dietro l’omosessualità, ma non ha nulla a che vedere con i diritti degli omosessuali, o con la non discriminazione, ma si salda con l'obiettivo finale di appiattimento della società.

Cambiare la famiglia dall’interno

L'omosessualismo è il grimaldello capace di minare l'idea egemonica della famiglia, intesa come qualcosa di naturale. Le femministe hanno recepito questo concetto, visto che vogliono eliminare la famiglia; ma capiscono che eliminarla puramente e semplicemente è un'utopia ed è anche molto rischioso, perché chiunque vede istintivamente nella famiglia una garanzia di sicurezza e di stabilità di vita. Quindi capiscono che è meglio tenere in piedi la facciata della famiglia, ma ridisegnarla al suo interno, perché così, rifratta in tante parodie, ne esce praticamente dissolta; e se tutto è famiglia nulla più lo è.

La cosiddetta famiglia omosessuale in fondo che cos'è? Due omosessuali che vogliono un bambino, perché è evidente, piccolo dettaglio, che ci vuole ancora la componente maschile e femminile per fare un bambino. Dunque si procureranno un bambino assemblando materiale genetico, poi lo faranno crescere in un utero a noleggio e questo essere umano indifeso che verrà prodotto, sarà dotato della qualifica di “figlio” che di rimbalzo conferirà la patente di “genitore” a chi l’ha ordinato e poi si potrà mettere la ragione sociale di “famiglia” sopra questo gioco di prestigio. Il fatto è che adesso l'omosessualismo è stato eletto a fulcro di un sistema di potere economico, politico, mediatico, che è votato appunto a distruggere la famiglia, a rieducare le nuove generazioni, a erodere anche ogni spazio di libertà, e infine a scardinare i capisaldi su cui si fonda la società. Un’impostazione che fa comodo a una certa élite finanziaria, capitalistica mondiale, che preferisce avere un tessuto sociale smantellato e smembrato, nel quale la famiglia rappresenta un ostacolo. Ecco perché queste ideologie vengono utilizzate per scardinare il tessuto sociale, al fine di controllare in maniera diversamente democratica le popolazioni. È un sistema di potere imponente, è un “pacchetto ideologico” nato con John Money, che ha creato l’accezione “gender”, e successivamente è transitato per le femministe radicali e arrivato all’omosessualismo militante. Tutto questo pacchetto ad un certo punto è approdato all'Onu, è entrato nei documenti internazionali e da lì, a pioggia, come una metastasi, si è propagato in tutto il mondo. Questo processo è partito dalla Conferenza di Pechino del 1995, perché è proprio nei testi di quella conferenza che compare per la prima volta il termine “gender”.

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A questo proposito è interessante seguire quello che racconta Dale O’Leary nel suo libro “The Gender Agenda”, perché lei è stata una testimone oculare, ha partecipato a tutti i lavori preparatori della conferenza di Pechino, e racconta nel dettaglio come sia potuto accadere questo colpo di mano, cioè con quali stratagemmi il gender abbia potuto pervadere tutti i documenti internazionali congedati da quella conferenza. La O’Leary scrive che la maggior parte dei delegati alla conferenza non aveva la più pallida idea di che cosa fosse il gender, perché questo termine era conosciuto soltanto nell'accezione grammaticale, quindi nessuno inizialmente ha sollevato obiezioni. Ma quando poi si sono resi conto che il “gender” era il simbolo di un modo completamente diverso di concepire la politica e l'educazione, era troppo tardi e ormai i documenti erano tutti stati elaborati.

Ma il gender in realtà è il simbolo di un modo, dice Dale O’Leary, completamente nuovo di concepire la società, la politica, la cultura, la formazione, e rappresenta una rivoluzione globale dirompente. Tant'è che al numero 124 della piattaforma di Pechino si dice “si devono adottare tutte le misure appropriate, soprattutto nel campo dell'istruzione, per modificare i modelli di comportamento degli uomini e delle donne, per eliminare i pregiudizi, le pratiche tradizionali e tutte le altre pratiche basate su una distinzione tra i sessi o su ruoli stereotipati maschili e femminili”. Questo per ottenere, dicono, l'uguaglianza dei desideri e degli interessi, nei testi di scuola, nei cartoni animati, nelle soap opera. Gli annunci pubblicitari e le telenovelas devono mostrare uomini e donne impiegati in numero uguale come soldati, scienziati, pompieri e autisti di camion, anche se questo non ha alcuna attinenza con la realtà. Dicono anche che “per cambiare l'atteggiamento verso carriere che rappresentino stereotipi di genere, devono iniziare all'asilo e continuare per tutta la durata della scuola”. In sostanza le bambine, ma non solo, debbono radicarsi fortemente in testa che una femmina può essere felice solo se non fa cose da femmina. Cioè la femmina deve essere da un lato la scimmiottatura del maschio, dall'altro una specie di animale in cattività che appartiene a una specie protetta, che va difesa dal maschio, che essendo per definizione carnefice seriale, va neutralizzato e messo a tacere.

Perciò c’è anche molto di pretestuoso in questo impianto creato a tavolino da un manipolo di attivisti, che ha lucrato l’immenso potere, la potenza economica e l'estensione capillare delle strutture internazionali, e ha generato un imponente fenomeno di illusionismo collettivo che ha costretto poi milioni e milioni di persone a vivere dentro delle vere e proprie allucinazioni. Perché teniamo presente che da Pechino in poi, tutto questo sistema di idee ha pervaso tutti i documenti internazionali, mirando all’obiettivo finale.

Quale obiettivo? Quello di effeminare i maschi, di maschilizzare le femmine, di diffondere l'omosessualismo con tutte le sue varianti, come pratiche naturali e anche virtuose, al fine di demolire la famiglia, di separare l’uomo dalla natura e di togliere alla società la sua forza vitale e anche la capacità di reagire a un annientamento programmato.

Lo vuole l’Europa!

Tutto questo poi è penetrato nell'ordinamento giuridico italiano e nel sistema scolastico. Sappiamo quindi che il cuore pulsante di tutta la manovra sono le organizzazioni internazionali. La cinghia di trasmissione è l'Unione europea e dato che l'istruzione è sempre nel mirino dei riformatori, abbiamo assistito all’introduzione dei pacchetti “educativi”, prontamente recepiti nell'ordinamento giuridico interno, al grido di “Lo vuole l'Europa”. La Raccomandazione Ue del 2010 del Comitato dei ministri dell'Unione europea si intitola “Misure volte a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere” e costituisce un riferimento importante perché fornisce il glossario di tutto il gergo che poi ha contaminato la normativa scolastica. La Legge 107, cosiddetta “Buona scuola”, è una legge scritta in modo farraginoso, illeggibile e condita di burocratese e didattichese incomprensibile ai più, ma questo linguaggio artefatto purtroppo influenza tutto il mondo della scuola. A questa Raccomandazione del 2010 ha aderito, pur non essendo vincolante, il ministro del lavoro con delega alle pari opportunità Elsa Fornero, al tempo del non-eletto governo Monti nel maggio del 2013. Questo attraverso un documento polveroso che si intitola “strategia nazionale Lgbt” che è stato pubblicato da UNAR, cioè dall'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, che fa capo al Dipartimento delle pari opportunità presso la Presidenza del consiglio dei ministri. L’Unar è diventata famosa ai più nel 2017 per aver finanziato con soldi pubblici associazioni gay dedite ad orge e prostituzione.

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In seno all'Unar operano 29 associazioni arcobaleno di gay, lesbiche, transessuali, intersessuali e queer. Tra cui il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Questo autore, militante omosessuale, ha scritto “Elementi di critica omosessuale”. Ecco le idee che troviamo nel suo libro: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica”.

Questo è l’ambiente fangoso in cui è stato redatto il documento dell’Unar, la cui prima parte si intitola “Educazione e istruzione” e prescrive le modalità atte a diffondere la teoria del gender nelle scuole. Ma questo documento non ha alcuna efficacia normativa diretta, tuttavia ha fatto da base a tutti gli atti legislativi e amministrativi successivi, questi sì vincolanti.

2013: l’anno nero della scuola

Ricapitoliamo quindi gli accadimenti del 2013, anno decisivo per la pubblica istruzione, anche se gli effetti sono passati inosservati. Cominciamo dal protocollo d'intesa nel gennaio 2013 tra il Miur, le pari opportunità e l’Unar; seguita dalla strategia Fornero in maggio; il 14 agosto, alla vigilia di ferragosto, spunta il decreto legge che ha portato alla legge di conversione 119 (legge sul femminicidio), poi a settembre il decreto scuola Carrozza, che prevede un cospicuo stanziamento a favore del “superamento degli stereotipi di genere”.

Questo ha portato alla “Buona scuola”, varata nell'estate del 2015, che recepisce in toto il modello educativo elaborato dai potentati sovranazionali e dall'Unione europea, che lo hanno imposto alle scuole di ogni ordine e grado. La riforma di Renzi si rivolge a tutto il sistema di istruzione italiano, comprese le scuole paritarie e le università; e stabilisce che questo sistema di idee derivato dalla Raccomandazione del 2010, debba essere trasmesso in via interdisciplinare, quindi debba permeare praticamente tutte le materie di studio. Non solo con i corsi extracurricolari, ma deve essere inserito nel cuore della formazione curricolare, anche nei testi scolastici e nel materiale didattico. Tutto questo progetto ha avuto origine alla fine degli anni ’90 e si chiama progetto POLITE (Pari Opportunità nei Libri di Testo) e ha un codice di autoregolamentazione siglato tra l'Associazione italiana Editori e le Pari opportunità, ed è volto a garantire che “nella progettazione e realizzazione dei libri di testo e dei materiali didattici vi sia attenzione allo sviluppo dell'identità di genere come fattore decisivo nell'ambito dell'educazione complessiva dei soggetti in via di formazione.” Per questo sempre più spesso, vediamo nelle illustrazioni dei libri per bambini, non più la tradizionale famiglia papà-mamma-figlio, ma famiglie mamma-mamma o famiglie papà-papà. Questo per trasmettere l’idea che le famiglie “diverse” sono perfettamente normali e chiunque può scegliersi la famiglia che vuole.

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Lo schiavo ideale del regime

Abbiamo visto allora a che cosa punta il gender. Punta all'azzeramento identitario; punta a deprimere sul nascere le risorse orgogliose della mascolinità e la forza costruttiva del ruolo femminile nella famiglia; punta ad annacquare la complementarietà naturale dell'uomo e della donna, in un’indistinzione indotta per annientare gli anticorpi di tutta la società. In proiezione, mira all'annientamento di una storia e di una civiltà, con tutto il suo patrimonio millenario di cultura, di tradizioni, con la sua forza vitale e con la sua fede. Punta anche al dissolvimento dell'identità nazionale nell’europeismo sintetico dei falsi ideali; all’impoverimento etico e culturale, che ben si abbina alle politiche europeiste migratorie di disintegrazione forzata e anche con il sincretismo religioso. Perché ormai è sotto gli occhi di tutti che le gerarchie della ex Chiesa cattolica professino la stessa identica religione dell'Onu e dei suoi magnati. Come diceva Hannah ArendtIl suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più”. Allora forse oggi siamo noi i sudditi ideali del regime totalitario. Ed è una guerra vera, non è una guerra solo verbale; è una guerra che non fa prigionieri e che non risparmia i bambini, anzi vuole colpire proprio loro per rapinare la loro innocenza, per violentare la loro sensibilità e la loro libertà morale attraverso l'iniziazione forzata alle esperienze legate alla sfera sessuale, che chiaramente appartengono ad un altro tempo della vita. Vogliono strappare dalle loro menti l'evidenza delle cose e quindi scardinare la loro identità in fase di formazione.

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Uscire dal Truman Show

Ora, pian piano ci stiamo convincendo, come diceva Russell, che la neve è nera, che Paolo ha due papà o che un qualsiasi agglomerato è una famiglia.

In questa fase storica abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo, prima che sia troppo tardi, svegliarci dal letargo e cercare di uscire da questo meta-mondo basato sulla finzione, nel quale vorrebbero costringerci a fare da comparse. Prima che ci convincano davvero che questa messa in scena corrisponda alla verità, prima di essere tutti contagiati dall'idea bizzarra che la realtà è solo uno stereotipo suscettibile di essere sostituito da ogni fantasia compulsiva. Il brocardo “In claris non fit interpretatio” (l’interpretazione non è necessaria laddove c'è chiarezza), ci dice che abbiamo una grande responsabilità nei confronti di chi ci succede, nel riaffermare che le evidenze semplicemente non vanno dimostrate. I nostri figli hanno un sacrosanto diritto a non essere ingannati, a non essere offesi dalle vestali del “politicamente corretto” e dai sacerdoti di questa ideologia autenticamente disumana. Hanno viceversa l'esigenza insopprimibile e l'emergenza vitale di tornare ad avere dei modelli identitari di riferimento; in primo luogo ovviamente quelli di un padre e di una madre, ma anche le radici di una terra, di una storia, di una civiltà, di una cultura, di una tradizione spirituale. E soprattutto assaporare ancora ciò che pare mancare adesso, la virilità e la femminilità.

Quindi che tornino pure sulla scena le dame e i cavalieri, sia nella realtà, sia nei giochi e nei sogni dei nostri bambini!

 gdm

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 Bibliografia:

Elisabetta Frezza - Malascuola
Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo
Bertrand Russell, The Impact of Science on Society
Marguerite A. Peeters - Il gender. Una questione politica e culturale
John Colapinto - As nature made him
Dale O'Leary - The Gender Agenda
Mario Mieli - Elementi di critica omosessuale
https://unric.org/it/agenda-2030/
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/B-8-2016-0150_IT.html
https://www.corrispondenzaromana.it/traffico-di-organi-della-international-planned-parenthood-federation/
https://lamenteemeravigliosa.it/finestra-di-overton/
https://www.tempi.it/bruce-brenda-david-la-tragica-storia-della-prima-vittima-del-dottor-money-il-guru-del-gender/
https://theconversation.com/shulamith-firestone-why-the-radical-feminist-who-wanted-to-abolish-pregnancy-remains-relevant-115730
https://www.aie.it/Portals/38/Allegati/CodicePolite.pdf
http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktopc813.html?doc=370

 

 

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 23 Jun 2020 13:22:37 +0000
Il Cancro del Neoliberismo https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/76-il-cancro-del-neoliberismo https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/76-il-cancro-del-neoliberismo Il Cancro del Neoliberismo

Il cancro del neoliberismo

 Per aspera ad astra (attraverso il buio, fino alla luce)

De signatura rerum naturalium (Sulla segnatura delle cose naturali) è il titolo del nono libro del trattato di Paracelso “Sulla natura delle cose”. L'idea è che tutte le cose portino un segno analogico che manifesta e rivela le loro qualità invisibili. 

Sempre più frequentemente sentiamo ripetere che il neoliberismo è un cancro che sta erodendo la nostra economia, insieme ai principi fondanti delle democrazie delle Nazioni. Non è una banale metafora, ma una perfetta analogia in grado di rivelarci aspetti apparentemente occulti.

Le cellule cancerogene si differenziano da quelle sane per la loro crescita disordinata e caotica. Nella singola cellula colpisce un nucleo troppo grande; questa anomalia è dovuta alla enorme attività di divisione della cellula, che non svolge più il suo compito in rapporto alle altre cellule, ma prevalentemente moltiplicando sé stessa in una follia riproduttiva. Negli ultimi 20 anni, la compulsiva tendenza dell’economia verso un’utopica “crescita continua” ci è ben nota, soprattutto per i disastri che ha provocato e che ancora sta causando. E purtroppo abbiamo passivamente assistito nel tempo alla crisi del Paese Italia, cioè di un organismo sano, provocato da poche cellule “deviate” ma votate al loro mortifero obiettivo finale.

La regressione neoliberista, come quella della cellula cancerogena è riscontrabile anche nel suo comportamento parassitario. Essa prende tutto quello che può in nutrimento ed energia, senza restituire o partecipare ai compiti sociali propri di ogni organismo. La cellula de-genera nel senso letterale del termine e se ne va per la propria strada, che risulta essere un viaggio egoistico.

La propagazione dell’economia cancerosa

 Nei Paesi dove il neoliberismo si è disgraziatamente infiltrato, possiamo solo osservare distruzione dello stato sociale, disoccupazione e dissesto economico. La Grecia ne è un esempio tangibile. Molti tumori, con le loro necrosi (zona morta), al centro di un'attività esasperata, riproducono a livello anatomico questa situazione economica.

Dal “nucleo” carcinogenico di Bruxelles, abbiamo visto irradiarsi le politiche distruttive di questi anni in (quasi) tutti i Paesi dell’eurozona, con la svendita del patrimonio industriale, con una politica che sopprime e che si infiltra, e che ricorda le metastasi. Se osserviamo il nostro Paese, ci accorgiamo che esso viene ovunque divorato come se fosse eroso da un cancro, rapinato senza scrupolo, e privato della sua capacità di resistenza.

 Verso la distruzione

Ma non solo l’atteggiamento mentale liberista nei confronti dei popoli è simile al comportamento delle cellule cancerogene; il neoliberismo condivide con esse anche l'errore che sta alla base di tutto, cioè chiudere gli occhi di fronte alle conseguenze del suo comportamento. La morte dell'intero organismo determinerà fatalmente la morte delle sue cellule, anche di quelle cancerogene. Quindi inevitabilmente il neoliberismo lavora in una zona d’ombra il cui futuro è nero, come le intenzioni che lo hanno concepito.

La pretesa crescita dell’economia è folle come quella del cancro. Tassi di incremento enormi, ma senza alcuno scopo finale da raggiungere, dato che il denaro è un mezzo e non un fine. Il progresso tende ad altro progresso, quindi mira al futuro. Anche il cancro ha un obiettivo irreale che consiste nella rovina dell'organismo. Se fossimo osservatori realisti, non potremmo non ammettere che lo scopo ultimo del neoliberismo è la fine dell'organismo Terra.

Ecco il mondo fangoso nel quale si agitano i programmati dal neoliberismo e gli europeisti convinti. Questo è il deposito pesante delle alluvioni psichiche che hanno sommerso le menti dei nostri governanti.

 La rinascita delle Nazioni

 Il carattere universale di qualsiasi organizzazione gerarchica prevede che il "superiore" imponga ordine all'inferiore, mentre l'"inferiore" cerchi di disgregare il superiore. Per questa ragione, per salvare l’intero organismo, esiste solo una strada: che venga ripristinato l’ordine superiore, con l’isolamento e l’estirpamento del nucleo “maligno” dalla società, l’analisi dei fattori che ne hanno permesso e favorito lo sviluppo, e la creazione di un’adeguata politica preventiva che ne impedisca la rinascita sotto qualunque forma. Ma l’inevitabile miopia auto-referenziale dell’”inferiore” determina una condizione della realtà che i neoliberisti non conoscono né a cui, per intrinseca limitazione, possono pervenire: per quanto studio e pianificazione ci possa essere nella strategia di oppressione dei popoli, per quanto i governi delle nazioni possano essere controllati, per quanto l’informazione possa essere stravolta e manipolata, si verificherà qualcosa di irrazionale e non previsto che farà crollare la loro costruzione abominevole, insieme ai loro conviti stregoneschi. È la carta del “matto” dei tarocchi; è l’inatteso; è il salto quantico verso l’imprevedibile ignoto, per ricreare i diritti di cui siamo tutti stati defraudati. E sarà allora che gli italiani torneranno a riveder le stelle.

gdm


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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 12 May 2020 14:57:46 +0000