Vox Italia | Costituzione e Futuro - News https://voxitalia.net Fri, 28 Jan 2022 10:55:39 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it CRONACHE DA NON DIMENTICARE https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/136-cronache-da-non-dimenticare https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/136-cronache-da-non-dimenticare CRONACHE DA NON DIMENTICARE

Quando la peste bubbonica colpì Ginevra nel 1530, tutto era già pronto. Fu persino aperto un intero ospedale per gli appestati. Con medici, paramedici e infermieri. I commercianti contribuivano, il magistrato dava sovvenzioni ogni mese. I pazienti davano sempre soldi, e se uno di loro moriva da solo, tutti i beni andavano all’ospedale.

Ma poi successe un disastro: la peste andava spegnendosi, mentre le sovvenzioni dipendevano dal numero di pazienti. (…)

Se la peste produce soldi, allora la peste è buona. Così i medici si organizzarono. All’inizio si limitavano ad avvelenare i pazienti per alzare le statistiche sulla mortalità, ma si resero presto conto che le statistiche non dovevano riguardare solo la mortalità, ma la mortalità da peste.

Così cominciarono a tagliare le pustole dai corpi dei morti, asciugarle, macinarle in un mortaio e darle agli altri ammalati come medicina. Poi iniziarono a spargere la polvere sugli indumenti. Ma in qualche modo la peste continuava a diminuire. A quanto pare, i bubboni essiccati non funzionavano così bene.

Allora i medici andarono in città e di notte spargevano la polvere bubbonica sulle maniglie delle porte, selezionando quelle case da cui potevano poi trarre profitto. Come scrisse un testimone oculare di questi eventi, “questi fatti rimasero nascosti per qualche tempo, ma il diavolo è più preoccupato di aumentare il numero dei peccati che di nasconderli".

In breve, uno dei medici divenne così impudente e pigro che decise di non vagare per la città di notte, ma semplicemente gettò un fascio di polvere nella folla durante il giorno. Il fetore saliva al cielo e una delle ragazze, che per un caso fortunato era uscita da poco da quell’ospedale, scoprì cosa fosse quell’odore.

Il medico è stato legato e messo nelle buone mani degli “artigiani” competenti. Hanno cercato di ottenere più informazioni possibili da lui. Comunque, l’esecuzione è durata diversi giorni. Gli ingegnosi ippocrati venivano legati a dei pali su dei carri e portati in giro per la città. Ad ogni incrocio i carnefici usavano pinze arroventate per strappare loro pezzi di carne. Venivano poi portati sulla pubblica piazza, decapitati e squartati e i pezzi venivano portati in tutti i quartieri di Ginevra. L’unica eccezione fu il figlio del direttore dell’ospedale, che non prese parte al processo ma spifferò che sapeva come fare le pozioni e come preparare la polvere senza paura di contaminazione. È stato semplicemente decapitato “per impedire la diffusione del male”.

(François Bonivard, Chroniques de Genève)

A buon intenditor…

Fonte: https://babel.hathitrust.org/cgi/pt?id=mdp.39015070415800&view=1up&seq=403&skin=2021

 

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Fri, 17 Dec 2021 08:26:34 +0000
L’illusione di battere il virus con il vaccino https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/131-l-illusione-di-battere-il-virus-con-il-vaccino https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/131-l-illusione-di-battere-il-virus-con-il-vaccino L’illusione di battere il virus con il vaccino

L’idea che basti inoculare un farmaco nel gregge per sconfiggere la malattia è stata disastrosa fin dal principio. La nostra migliore arma anti infezioni è il sistema immunitario. Che non si rinforza certo chiudendosi per mesi in casa.

Il sistema immunitario

Esiste una regola che vale per tutte le malattie infettive: le prime e fondamentali difese sono il nostro sistema immunitario e l’igiene. In tutte le più terrificanti epidemie, a cominciare da quella in assoluto più atroce, la peste che ha flagellato l’Europa nel 300, sterminando un europeo su tre, c’è qualcuno che non si ammala e sopravvive: sono coloro che hanno un sistema immunitario e una situazione igienica migliore. Compito minimo di uno Stato quindi è garantire la possibilità a tutti di comprare cibo di qualità, fornire le condizioni igieniche necessarie, sole, aree verdi, acqua corrente, sapone, fogne, qualcuno che raccolga la spazzatura tutte le mattine. La spazzatura raccolta tutte le mattine non è un optional, fa parte del pacchetto base. Lasciata dove è fa proliferare i topi che hanno portato la peste in passato, ma potrebbero anche riportarla in futuro, e che tuttora portano salmonella, leptospirosi, tifo murino, colera, meningite linfocitaria, hantavirus.

L'importanza della prevenzione

Uno Stato e un sindaco non in grado di risolvere questi problemi sono un pessimo Stato e un pessimo sindaco. Chi non raccoglie la spazzatura deve essere cacciato. Ci offre di questo un esempio perfetto il Covid19, che essendo una patologia a bassa letalità colpisce e uccide prevalentemente persone di età media 81 anni con 3 patologie pregresse, cioè persone che non si espongono al sole, che non sempre assumono tutte le proteine e le vitamine necessarie. La mancanza di attività fisica, il diabete e il sovrappeso favoriscono la malattia. Un ministro della Salute degno di questo nome, dei virologi ed epidemiologi degni di essere medici, davanti al Covid avrebbero dovuto dare le istruzioni minime per potenziare il sistema immunitario, quelle che abbiamo invece dato io e pochi altri: state il più possibile all’aria aperta facendo attività fisica, che potenzia il sistema immunitario e permette di controllare peso e glicemia. Assumere vitamina D e C, omega 3, lattoferrina e quercitina vi possono aiutare. Al contrario sono stati dati ordini dementi, mi assumo la responsabilità di ogni sillaba di questa parola: arresti domiciliari con divieto di portare fuori i bambini mentre era permesso di portare fuori il cane. Rinchiuse in casa, le persone si sono consolate fabbricando dolci, le scorte di lievito sono crollate e la glicemia è salita insieme ai chili, aumentando la vulnerabilità alla malattia. L’insicurezza, il dolore per il disastro economico, hanno ulteriormente distrutto il sistema immunitario così da renderlo il più simile possibile a quello di un ottantunenne con patologie pregresse.

La storia insegna

Se esaminiamo le curve di andamento delle malattie, scopriamo che c’è un’impennata all’inizio dell’800,un primo crollo quando compaiono le fogne, un secondo quando arriva l’acqua corrente, un’impennata con le guerre mondiali, un crollo con l’aumento dei salari minimi. Quando arrivano i vaccini c’è un ulteriore abbassamento, un ultimo 10%, ma il 90% del calo è dato da acqua, fogne, sole, cibo decente. In mancanza di acqua, fogne, sole, cibo decente, i vaccini funzionano poco perché senza un sistema immunitario forte il vaccino può poco, i disprotidemici non fabbricano anticorpi sufficienti, i disvitaminosici nemmeno e lo stesso gli anziani, che hanno la ghiandola del timo atrofizzata e di conseguenza hanno pochi linfociti T, quelli che inoltrano al sistema immunitario le istruzioni fornite dai vaccini. Il vaiolo come il colera ha imperversato con spaventosa ferocia nella prima metà dell’800. È una sciagurata epoca caratterizzata dalla miseria più sordida, dall’affollamento più mostruoso con dieci persone per stanza, in quartieri con fogne a cielo aperto e senza luce, sia per l’altezza delle case che si ergevano su stradine strettissime, sia per l’ombra causata dalla costante fuoriuscita di fumo dalle ciminiere. Nelle epoche precedenti esistevano la miseria e la fame, ma non la mancanza di sole. Con la nascita delle industrie i poveri hanno cominciato ad abbandonare le campagne dove la loro vita era miserabile ma assolata, dove di tanto in tanto anche loro mettevano le mani su un uovo o su un sorso di latte appena munto, dove le more e i ribes, le ottime foglie di tarassaco, i ricchissimi frutti di rosa canina abbondavano gratuiti e benefici. Ora adulti e bambini lavoravano in fabbriche o, peggio, miniere, lontani dal sole dieci o dodici o quattrodici ore in cambio di salari insufficiente a comprare con regolarità latte, uova, frutta e verdura fresche. Tutto questo ha causato il crollo del sistema immunitario. Vaiolo, colera e dissenteria hanno mietuto vittime in maniera atroce. Il cosiddetto progresso umano è costato lacrime e sangue, tante lacrime e tanto sangue. La soluzione sarebbe stata ridurre gli orari di lavoro, vietare l’ingresso dei bambini in fabbriche e miniere, aumentare i salari, costruire fogne, alloggi e portare l’acqua corrente. Tutto un po’caro. A questo punto arriva la soluzione: il vaccino. Pratico, economico, razionale, scientifico: la soluzione ideale. Ci avevano già provato nelle epoche precedenti, ma il vero inventore, colui che lo ha introdotto nel mondo, è Edward Jenner. Nel 1796 Jenner osservò che una mungitrice aveva sulle mani le pustole del vaiolo bovino, o vaccino da cui il nome, parente del vaiolo nella variante umana, anche nota come Orthopox variola, un’infezione che infliggeva alle sue vittime febbre e dolorose lesioni cutanee trasudanti, che le sfiguravano, e le conduceva spesso alla morte. Il medico notò che spesso le mungitrici che avevano contratto il vaiolo bovino sviluppavano solo poche pustole sulle mani, non su tutto il corpo, e che non si ammalavano di vaiolo vero durante le epidemie. Un medico vero sperimenta su sé stesso, Jenner sperimentò su James Phipps, un bambino di 8 anni, figlio del fattore, cioè di un suo servo. Prima gli fece una minuscola ferita sul braccio e inoculò una goccia di pus prelevata da una pustola di vacca. James ebbe la febbre per due giorni e sviluppò una pustola, da cui guarì rapidamente. Dopo due mesi Jenner con lo stesso sistema inoculò una goccia di pus prelevato da un malato di vaiolo. Se il ragazzo non si fosse immunizzato gli avrebbe serenamente causato il vaiolo, ma l’esperimento riuscì e non sviluppò la malattia. Da questo Jenner ricavò il concetto completamente sbagliato che l’inoculazione del vaiolo vaccino fosse sempre innocua ed efficace. Un tipico esempio di cialtronaggine, di osservazione episodica assunta a dogma. Quelle mungitrici e quel bambino che vivevano in campagna avevano un sistema immunitario forte, loro non svilupparono il vaiolo vaccino come malattia sistemica, svilupparono gli anticorpi per resistere. Sui bambini immunodepressi delle periferie operaie fu un’ecatombe. Su tutti i nostri testi è scritto che Jenner è stato un eroe che ha salvato migliaia di vite, ma sono ancora disponibili i giornali dell’epoca a raccontarci la vera storia, come le prime generazioni di vaccinazioni antivaiolose sono state il più tragico esempio di danno iatrogeno, un danno cioè causato da medici e medicine nell’intento di curare o prevenire.

Silvana De Mari

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 20 Jul 2021 12:37:40 +0000
E' LEGITTIMO IL GREEN-PASS? https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/130-e-legittimo-il-green-pass https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/130-e-legittimo-il-green-pass E' LEGITTIMO IL GREEN-PASS?

Tra la moltitudine di forze politiche, che per interessi personali o delle lobbies che rappresentano, cercano di smontare la Costituzione, si può dire che il Garante per la privacy sia ora diventato il guardiano della Costituzione, o l’ultimo argine all’attacco del neoliberismo, per il quale la democrazia è un ostacolo al consolidamento della dittatura.

Come dichiarato dalla vicepresidente del Garante per la privacy, Ginevra Cerrina Feroni, purtroppo con l’emergenza sanitaria si è diffusa la convinzione che si possa fare a meno di molte libertà costituzionalmente garantite. Le chiusure non sono che un esempio. Ed è un errore grave. Perché la salute si collega al diritto alla vita; bene fondamentale da tutelare. Le limitazioni possono essere talvolta necessarie, purché non irreversibili e sproporzionate. Il perdurare dell’emergenza è una condizione pericolosa per la tenuta della democrazia.

L’emergenza Covid ha determinato una compressione dei diritti fondamentali costituzionalmente garantiti, come mai accaduto nella storia repubblicana. Le misure limitative hanno interessato, tutto e tutti: libertà individuali, diritti sociali, diritti economici, diritti politici. Ma la Corte Costituzionale insegna che non esistono “gerarchie” di valori costituzionali. Mai sacrificarne uno nel nome dell’altro. No allo “Stato di prevenzione”. Ogni arretramento su qualche diritto è un pericolo per la democrazia.

A chi insiste, spesso per ragioni non legate ad evidenze scientifiche, sull’obbligatorietà della vaccinazione, ricordiamo che la stessa Costituzione ci insegna a rispettare tutte le opinioni, tanto più quelle legate alla autodeterminazione nelle scelte sanitarie come il decidere se vaccinarsi o non vaccinarsi.

Green-pass e Costituzione

L’art. 32 della Costituzione, tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Non esclude che vi siano obblighi vaccinali, tanto che ve ne sono nel nostro ordinamento e la Corte costituzionale li ha giudicati legittimi. Il nodo problematico è l’obbligatorietà per vaccini ancora in fase sperimentale di cui, per ovvie ragioni, non si possono conoscere gli effetti a medio e lungo termine. Non per niente in Europa non esiste nessun Paese che abbia introdotto l’obbligo, neppure per il personale sanitario, e che il Consiglio d’Europa abbia giudicato illegittimo un eventuale obbligo.

Per la stessa ragione risulta inappropriato il consenso che scarica tutta la responsabilità della scelta sul vaccinato.

Sempre dal punto di vista della tutela della privacy, risulta problematica l’adozione del green-pass, che potrebbe aprire ad usi sproporzionati del certificato, magari per andare al ristorante, al teatro o per esercitare diritti-doveri fondamentali, come andare a scuola, o al lavoro o a votare. Il rischio cioè è che l’obbligo vaccinale, pur in assenza di legge, lo diventi in modo abusivo.

E con tutti gli abusi che stiamo subendo in questo periodo, questa ennesima illegalità rischia di passare inosservata.

 gdm

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Tue, 13 Jul 2021 08:13:18 +0000
COSA NASCONDE SPERANZA? https://voxitalia.net/comunicazione-media/news/item/121-cosa-nasconde-speranza https://voxitalia.net/comunicazione-media/news/item/121-cosa-nasconde-speranza COSA NASCONDE SPERANZA?
COSA NASCONDE SPERANZA? E’ certo che il ricorso del Ministero della Salute contro la sospensiva del Tar del documento che definiva i protocolli di cura a casa verrà ricordato come uno dei più vergognosi attentati contro la salute dei cittadini. Ma non si tratta dell’ennesimo tentativo di (nessuna) Speranza di sfogare sui cittadini le sue evidenti frustrazioni, ma di una calcolata strategia per non bloccare il programma delle vaccinazioni di massa. Ricordiamo solo che l’attuale protocollo del Ministero della Salute per i malati di Covid prevede, nella fase iniziale, “paracetamolo e vigile attesa”. In 3 parole 2 bestialità: le probabilità di guarigione dipendono dalla rapidità con cui s’inizia a curarsi. “Attesa” significa solo aspettare l’aggravamento con conseguente intasamento delle terapie intensive. Il Covid aggredisce per infiammazione e il paracetamolo non è un anti-infiammatorio; peggio: il paracetamolo non solo non toglie l’infiammazione ma la peggiora, perchè sopprime la febbre e il dolore, per cui il paziente si sente meglio, ma non sta meglio. In realtà sta peggio, perché il paracetamolo gli ha tolto anche la febbre che è una difesa contro il virus. Il paracetamolo non è un sintomatico, è un'aggravante, e fa il gioco del virus. Ma torniamo al vaccino che, come sappiamo, ha beneficiato dell’approvazione fast-track per via della dichiarata emergenza. Quindi ad oggi (e fino al 2023) tutti i vaccini sono sperimentali, con poche informazioni sugli eventi avversi a breve e lungo termine. Questi effetti collaterali, anche gravi, verranno sperimentati, appunto, sugli ignari cittadini. Ora un vaccino “sperimentale” può essere somministrato solo se non esistono cure alternative. Lo dice l’art. 4 del Regolamento CE n. 507/2006 (https://bit.ly/3ujXkAt), equivalente al medesimo documento in vigore in Usa (https://bit.ly/2PAlKX2). Quindi senza il ricorso di Speranza al Consiglio di Stato, sarebbe stata riconosciuta l’efficacia delle terapie domiciliari e le vaccinazioni sperimentali avrebbero potuto essere sospese a cause della mancata sussistenza delle condizioni emergenziali previste dalla legge. La salute di chi sta tutelando il governo? Dei cittadini o delle case farmaceutiche?
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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) News Tue, 04 May 2021 06:41:03 +0000
LOCKDOWN E MASCHERINE: COME COMPORTARSI CON LE FORZE DELL’ORDINE https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/106-lockdown-e-mascherine-come-comportarsi-con-le-forze-dell-ordine https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/106-lockdown-e-mascherine-come-comportarsi-con-le-forze-dell-ordine LOCKDOWN E MASCHERINE: COME COMPORTARSI CON LE FORZE DELL’ORDINE

LOCKDOWN E MASCHERINE: COME COMPORTARSI CON LE FORZE DELL’ORDINE

Ecco le principali regole da seguire se dovessimo essere fermati dalle Forze dell’ordine, a causa dei Decreti anti-Covid.

Nonostante i divieti siamo usciti di casa, in auto o a piedi, e veniamo prontamente fermati da una pattuglia della Polizia Locale che ci contesta la violazione dell'ultimo Decreto del Governo.

Sappiamo già che i divieti sono incostituzionali, ma come comportarci con gli agenti per uscirne senza problemi? 

  1. Per Forze dell’ordine si intendono gli appartenenti alla Polizia, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia locale (Vigili urbani).
  2. Partiamo dal presupposto che il poliziotto è un cittadino come noi, che probabilmente non ha alcuna intenzione di vessarci, quindi dobbiamo cercare il dialogo e non lo scontro verbale, rimanendo calmi ed esponendo civilmente le nostre ragioni.
  3. Se notiamo una certa rigidità da parte degli agenti, è meglio, il prima possibile, riprendere tutto con lo smartphone, specificando all’inizio della registrazione, la data e il luogo dove ci si trova.
  4. Possiamo riprendere anche i volti degli agenti, ma ad una condizione: il video serve per la nostra difesa, quindi può essere dato solo al proprio avvocato o al Pubblico ministero, ma non si può diffondere sui social, nemmeno coprendo i volti delle persone (questo è un errore frequente).
  5. La ripresa può essere fatta tranquillamente, e gli agenti non possono assolutamente sequestrarci lo smartphone. Il sequestro è permesso solo per oggetti utilizzati per la commissione di un reato (ad es. un’arma utilizzata in flagranza mentre sto per colpire una persona). Se l’agente dovesse sequestrare lo smartphone commetterebbe il reato di rapina a mano armata e potrà essere denunciato. Ma questa è un’eventualità che non succede mai, perché gli agenti sanno benissimo quali sono i limiti delle loro azioni.
  6. Se gli agenti lo richiedono, farsi sempre identificare, mostrando un proprio documento. Non è obbligatorio avere con sé un documento, ma siamo obbligati a dichiarare le nostre generalità. In caso di rifiuto o di impossibilità di identificazione è facoltà degli agenti effettuare un fermo per identificazione. Cioè portarci in questura o in caserma per identificarci. A quel punto un famigliare porterà il nostro documento agli agenti. Ma ricordiamo che siamo nell’ambito di funzioni di “polizia amministrativa”, in quanto non parliamo di veri e propri reati penali, ma di illeciti amministrativi. In questo ambito, non è previsto l’arresto.
  7. Gli agenti, su nostra richiesta, devono sempre identificarsi, specie se sono a piedi (questa regola non vale per i posti di blocco su strada, dove basta la divisa e la paletta per identificarli come agenti). In realtà gli agenti a piedi non lo fanno quasi mai, però è bene chiedere all’agente: nome, cognome, grado e placchetta di riconoscimento (che in realtà dovrebbe essere portata in maniera visibile sulla giacca). Se l’agente si rifiuta di identificarsi, non insistere ulteriormente. Tanto stiamo girando il video, ricordate? In ogni caso se procederà con il verbale dovrà necessariamente identificarsi. E comunque il rifiuto ad identificarsi e non avere la placchetta sulla divisa è già un illecito disciplinare.
  8. È utile fare questa domanda agli agenti: “Lei è a conoscenza che le norme (ad es. i Dpcm) di cui mi sta contestando la violazione sono in contrasto con la Costituzione (art. 1, 13, 16)? e si rende conto che sta quindi violando la Costituzione, sulla quale ha prestato giuramento?”. La prevedibile risposta potrà essere: “lei ha ragione, ma questi sono gli ordini che ho ricevuto”.
  9. Secondo l’art. 28 della Costituzione gli agenti sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione dei diritti. Per questo è nostra facoltà denunciare gli agenti, non certo per ostilità nei loro confronti (sono persone che lavorano e meritano il nostro rispetto), ma perché stanno applicando norme manifestamente illegittime e omettono di esercitare un controllo sulla costituzionalità degli ordini ricevuti. Inoltre, se tutti acconsentiamo passivamente a questa normativa, anche i giudici tenderanno a rilevare una generale accettazione, una prassi, di obbedienza a norme illecite. Lo ripetiamo: il primo dovere delle Forze dell’ordine è di applicare e difendere la Costituzione. Anche quando ricevono ordini illegittimi.
  10. È facile che a questo punto, gli agenti ci dicano: “Va bene, basta, lei ci ha scocciato con queste chiacchiere. Se ne vada e chiudiamola qui”. Lasciamogli quindi questa via d’uscita e accettiamo di buon grado. Ringraziamo e salutiamo.
  11. In pochi casi, il nostro dialogo civile non sortirà alcun effetto e gli agenti decideranno di procedere con il verbale. Il verbale è sempre redatto in 2 copie, una per noi e una per gli agenti, che verrà inviata in Prefettura. Ovviamente dobbiamo ricevere e conservare la nostra copia, che ci servirà per poterlo poi contestare.
  12. Sul verbale devono obbligatoriamente essere elencati in maniera leggibile nomi e cognomi di tutti gli agenti che ci hanno fermato e i loro numeri di matricola. Se questo non avviene, non insistiamo, perché l’assenza di queste informazioni gioca a nostro favore, rappresentando un vizio del verbale.
  13. In alcuni casi, gli agenti trascrivono i dati del nostro documento, dicendo che il verbale verrà fatto in seguito e che ci arriverà a casa. Anche questa è una procedura illegittima, perché la norma sugli illeciti amministrativi (Legge 689/1981) stabilisce che la contestazione deve essere immediata. Anche qui è meglio non far notare l’errore che commettono, perché sarà il primo vizio da denunciare.
  14. Firmare il verbale. Possiamo tranquillamente procedere alla firma del verbale. Stiamo firmando una notifica, non l’accettazione della violazione descritta dagli agenti. Comunque non siamo obbligati a firmare. In caso di mancata firma gli agenti scriveranno “non firma e ritira la copia”. Quella dobbiamo sempre ritirarla.
  15. Al momento della firma, se vogliamo, possiamo aggiungere un nostro commento nello spazio “osservazioni del trasgressore”. In caso di contestazione di circostanze non vere (ad es. il non avere con sé la mascherina, mentre noi l’abbiamo in tasca) dobbiamo precisarle nelle osservazioni (ad es. “non è vero che ero senza la mascherina perché l’avevo in tasca”). Oppure dichiarazioni generiche: “contesto l’incostituzionalità della normativa”, “mi riservo di impugnare il verbale”. Possiamo aggiungerle ma non sono necessarie.
  16. Le uniche osservazioni importanti sono quelle che riguardano la contestazione di fatti mai avvenuti. Ad es. “ero senza mascherina perché non c’erano assembramenti” (gli assembramenti si verificano solo quando non si riesce a rispettare il distanziamento di 1 metro). In questo caso si può anche precisare: “gli agenti sono sprovvisti di mezzi di misurazione della distanza”. Gli agenti non possono impedirci di aggiungere le nostre osservazioni. Ovviamente nei limiti dello spazio consentito. Comunque stiamo sempre registrando con lo smartphone, ricordate?
  17. Unitamente al verbale ci daranno una multa da pagare. Con uno sconto in caso di pagamento in tempi brevi. Ovviamente se paghiamo subito, non potremo contestare il verbale. Quindi, assolutamente NON pagare, perché il pagamento significa accettare la multa.
  18. Dalla data di notifica della multa abbiamo 30 giorni per inviare le nostre osservazioni al Prefetto della Provincia in cui è stata fatta la multa (a mezzo PEC o raccomandata a/r). Le osservazioni riguarderanno l’incostituzionalità della normativa, la violazione dei diritti fondamentali, ecc. Alcune Prefetture rispondono con un modulo prestampato che respinge il ricorso. In questo caso il Prefetto commette una violazione amministrativa, cioè il “difetto di motivazione”, perché non ha motivato il rifiuto. Il provvedimento finale del Prefetto si chiama “ordinanza ingiunzione”.
  19. Chiediamo sempre al Prefetto l’audizione personale ai sensi dell’art. 18 della Legge n.689/81. Se nonostante la memoria e l’audizione personale, il Prefetto non dovesse annullare il verbale archiviando il procedimento e dovesse, invece, notificare l’ordinanza ingiunzione, si renderebbe a quel punto necessario proporre ricorso in opposizione al Giudice di Pace, con l’avvocato o anche personalmente.

In un successivo articolo ci occuperemo del ricorso al Giudice di Pace. Ma vi anticipiamo che si tratta di un procedimento semplificato a cui si può accedere senza avvocato con una spesa inferiore ai 50 euro.

Fonte: Avv. Alessandro Fusillo - Associazione Movimento Libertario

www.movimentolibertario.com

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Wed, 17 Mar 2021 15:53:52 +0000
DRAGHI: ESECUTORE DELL’AGENDA GLOBALISTA https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/104-draghi-esecutore-dell-agenda-globalista https://voxitalia.net/comunicazione-media/vox-blog/item/104-draghi-esecutore-dell-agenda-globalista DRAGHI: ESECUTORE DELL’AGENDA GLOBALISTA

ET CONCULCABIS LEONEM ET DRACONEM

La lettera integrale di Mons. Viganò

Super aspidem et basiliscum ambulabis,
et conculcabis leonem et draconem. (Ps. 90, 13)

I liberi pensatori, sino al secolo scorso, potevano propagandare le proprie idee intrise di principi massonici e di retorica perché il corpo sociale non era liberale; potevano rimanere sul sagrato delle chiese, la domenica mattina, mentre le loro donne e i loro figli assistevano alla Messa, andavano a catechismo, venivano istruiti dalla Chiesa e dallo Stato ai principi morali e ai valori condivisi dell’onestà, del senso del dovere, dell’amor patrio. Potevano mandare a morire in guerra milioni di giovani vite, in nome di ideali che ancora erano legati ad un mondo essenzialmente cristiano, anzi profondamente cattolico e romano: quel mondo in cui i nostri soldati al fronte recitavano il Rosario, pregando per i propri cari e per la cara Italia, terra benedetta dalla Provvidenza, culla della civiltà e sede del Papato. Ma quei principi liberali e massonici, pur denunciati dai Pontefici e combattuti da Vescovi, predicatori e teologi, sono riusciti a far breccia nella nostra società, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale ed ancor più dopo il nefasto Sessantotto.

Ci siamo così ritrovati, per il necessario e inevitabile ricambio generazionale, ad avere un’intera classe dirigente che è stata formata alla scuola del libero pensiero, all’ideologia massonica, all’indifferentismo religioso, alla laicità dello Stato e alla conseguente crisi morale del Paese. Decenni di indottrinamento hanno cancellato l’eredità religiosa e morale dell’Italia, portando gli Italiani a vergognarsi di un passato glorioso e a rinnegare duemila anni di Cristianità.

Doveva essere una scelta di progresso, senza privilegiare la verità a discapito dell’errore, senza riconoscere il primato del bene sul male, senza imporre leggi e dottrine con la forza ma promuovendone l’applicazione con la scelta consapevole; ci ritroviamo una Nazione corrotta, che approva il concubinato e l’aborto, promuove la sodomia e la perversione, riconosce diritti al crimine e deride o addirittura condanna l’onestà, la rettitudine, la virtù.

In nome della tolleranza ci è stato chiesto di consentire legittimità al male, rassicurandoci che comunque il bene non sarebbe stato ostacolato: oggi lo Stato garantisce e tutela il male ed è giunto a vietare il bene.

Si possono commettere i crimini più abominevoli, come uccidere una creatura innocente nel ventre materno o l’anziano inerme e il malato terminale nel letto d’ospedale, ma è proibito difendere la vita, la famiglia, la Religione.

D’altra parte, l’essenza del liberalismo – che, ripeto, è l’applicazione politica e sociale dei principi della Massoneria – risiede proprio nel disarmare progressivamente la maggioranza dei buoni, e al contempo nel sostenere e rafforzare la minoranza dei corrotti, sotto il pretesto di una presunta quanto assurda parità di diritti. Eppure non dovrebbe essere così difficile, se si usasse un po’ di raziocinio, comprendere che la sola idea di uguaglianza è assurda, perché presuppone un appiattimento delle differenze, un’omologazione delle diversità che di fatto finisce col cancellare ciò che viceversa dovrebbe rendere il corpo sociale – e quello ecclesiale per coerenza – efficiente in tutte le sue membra, diverse ma armonicamente connesse.

Pretendere che un piede possa vedere o che una mano possa ascoltare, o ridurre le funzioni degli organi al minimo comun denominatore è un’operazione assurda e sciagurata, come lo sarebbe pretendere che in un’automobile la frizione svolga la funzione delle ruote o che il motore faccia il lavoro dei fari. Eppure nella cosa pubblica si lascia comandare chi non è costituito in autorità, si permette di definire famiglia un’unione che per natura è destinata alla sterilità del vizio, si riconosce il diritto di decidere se una legge sia giusta non a chi ha la saggezza e la prudenza di farlo, ma a chi antepone il proprio interesse particolare al bene comune. E si finisce con l’adorare il vitello d’oro rifiutando il culto esclusivo al Dio vivo e vero. In questo la democrazia rivela la sua debolezza, dal momento che pone come postulato una bontà innata nella moltitudine, che viceversa è incline al male e al peccato e che ha bisogno di esser guidata da un’autorità che abbia come modello valori trascendenti.

Questa corsa verso il baratro ha i chiarissimi connotati della nemesi, punizione di una hybris che non conosce freni, che sfida il Cielo, che nella vertigine della ribellione e del caos rifiuta ogni gerarchia e ogni ordine impresso dal Creatore e Signore di tutte le cose. Solo così possiamo comprendere le decisioni scellerate dei governanti, dalla gestione dell’emergenza pandemica all’indiscriminata accoglienza degli immigrati clandestini; solo così riusciamo a vedere la follia che unisce in un unico disegno fatti apparentemente scollegati tra loro. Cercare una qualche ragionevolezza nelle parole del sedicente esperto che impone le mascherine per proteggere la popolazione da un virus influenzale, o nell’ordine dell’autorità di chiudere le scuole e i ristoranti mentre sui mezzi pubblici i cittadini sono costretti a viaggiare stipati asseconda questa follia, riconoscendole una razionalità e una logicità che non può avere.

Così come è assurdo contestare la presunta inevitabilità dei prestiti che l’Italia dovrebbe richiedere all’Unione Europea, dopo che questa – con modalità criminali degne dei peggiori usurai – ha creato scientificamente le premesse sociali ed economiche della crisi economica. È altrettanto assurdo chiedersi perché le cure per il Covid siano boicottate per favorire cosiddetti vaccini sperimentali realizzati con feti abortivi e dagli effetti ancora ignoti, quando è evidente che la pandemia è stata pianificata con lo scopo da un lato di arricchire spropositatamente la lobby farmaceutica e dall’altro di imporre misure di controllo altrimenti inaccettabili.

Ma se questo nostro atteggiamento costruttivo e aperto al confronto poteva in qualche modo esser giustificato e scusato fino a qualche anno fa in nome di una parziale comprensione del quadro globale, oggi esso rischia di degenerare in una sorta di complicità ottusa, perché la presunzione di buonafede da parte dei nostri interlocutori è stata ampiamente sconfessata. Le vicende recenti della crisi del governo Conte bis e la fiducia accordata al governo del Presidente Draghi non fanno eccezione, e se non stupisce il generale entusiasmo dei partiti anche della cosiddetta opposizione, lascia sconcertati il consenso delle vittime alla nomina di un carnefice ben peggiore dell’avvocato di Volturara Appula.

Pare anzi che l’avvento del cinico tecnocrate sia stato salutato con sollievo, dopo un anno di reboanti proclami e plateali fallimenti del predecessore e di tutta la sua grottesca accolita di impresentabili. Se infatti vi è stato chi fino a ieri deplorava la pessima gestione della pandemia a colpi di DPCM tanto illegittimi quanto devastanti, oggi l’efficienza nel perseguimento del medesimo piano sembra rappresentare un miglioramento, come se il condannato a morte si rallegrasse della migliore affilatura della lama della scure, mentre abbassa consenziente il capo sul ceppo per ricevere il colpo del boia.

Gli Italiani, indotti alla soggezione e alla servitù dal martellamento dei media e da un’operazione di manipolazione delle masse, sono stati ancor più obbedienti di altre Nazioni apparentemente più disciplinate: mentre nelle nostre città qualche politico raccomanda il distanziamento sociale durante timide manifestazioni di protesta, in molti Paesi europei i cittadini scendono in piazza spontaneamente e fronteggiano la repressione violenta delle forze dell’ordine con determinazione.

Mentre la nostra “opposizione” si scandalizza per l’inefficienza del commissario Arcuri nella distribuzione dei vaccini, all’estero gruppi di avvocati e medici ne denunciano la pericolosità e si oppongono all’obbligo vaccinale, ottenendo che le stesse autorità ne vietino la distribuzione. E se c’è chi viola per esasperazione norme palesemente illegittime, in Italia è criticato come irresponsabile proprio da coloro che, non fosse che per calcolo politico, dovrebbero cavalcare la rivolta e dimostrare quanto sia assurdo chiudere le attività commerciali in assenza di evidenze scientifiche che legittimino l’adozione di misure così drastiche.

Mario Draghi rappresenta la quintessenza della tirannide del Nuovo Ordine, nella sua cinica competenza, nella professionalità della sua azione devastatrice, nell’efficienza dei suoi funzionari.

E non stupisce che egli sia stato educato, come Joe Biden e tanti altri leader globalisti, alla scuola ideologica dei Gesuiti. Non stupisce, ed anzi non avrebbe potuto essere altrimenti: solo una struttura fortemente gerarchica e quasi militare poteva manipolare le giovani coscienze di intere generazioni, con diabolica lungimiranza, preparando l’avvento di una società tirannica e disumana.

L’abbiamo visto in Italia, ben prima del Sessantotto, quando i professori universitari salutavano con scomposto entusiasmo l’elezione di Roncalli, amico del modernista Bonaiuti, ben sapendo come la sua apparente bonomia nascondesse una mente avvelenata dalle dottrine combattute da San Pio X e ancora avversate da Pio XII fin sul letto di morte.

L’abbiamo visto negli Atenei di mezza Europa e nelle Università cattoliche americane, da cui sono usciti i protagonisti del Vaticano II e del postconcilio, gli agit-prop del Movimento Studentesco e dei sindacati di sinistra, i terroristi delle Brigate Rosse e gli ideologi della Teologia della Liberazione, i teorizzatori della liberazione sessuale, del divorzio e dell’aborto.

Potremmo affermare che negli ultimi decenni non si sia avuto alcun evento politico, sociale, culturale e religioso che non abbia trovato un potente ispiratore nei Gesuiti. I quali, dopo aver rinnegato il giuramento e i voti pronunciati il giorno della loro Professione, hanno messo a disposizione del nuovo padrone la loro rete di relazioni e la loro capacità di infiltrare i propri emissari nei posti chiave della politica, dell’amministrazione pubblica, dell’istruzione, della cultura, dei media, dell’imprenditoria e della finanza. Una rete che replica, forse con maggior efficienza e incisività, quella non meno eversiva delle sette massoniche e delle conventicole di cospiratori.

Giuseppe Conte, homo novus sponsorizzato oltretevere da Prelati ampiamente compromessi con la peggiore politica democristiana e cattocomunista, ha svolto la sua funzione di inconsistente burattino dalle ambizioni tanto ridicole quanto velleitarie: la sua parabola ha consentito il perseguimento di un progetto di ingegneria sociale che prevedeva proprio un avvocato sine nomine come ignaro esecutore degli ordini del burattinaio globalista. E che proprio facendo leva sulla sua vanità ha potuto usarlo per imporre alla popolazione decisioni devastanti, senza alcuna ratifica del Parlamento né tantomeno della volontà degli elettori. Ma il suo ruolo chiaramente temporaneo, quasi come una comparsa, si doveva esaurire nel momento in cui, divenuta evidente la sua inconsistenza e imperizia su tutti i fronti, si sarebbe reso necessario quel “cambio di passo” che già dalla scorsa estate qualche raro osservatore della politica italiana prevedeva si sarebbe realizzato con l’avvento di Mario Draghi, ex Governatore della BCE, esponente della lobby finanziaria e naturale erede di Mario Monti.

Potremmo vedere un istruttivo parallelo di questa situazione nello speculare ruolo che il gesuita Jorge Mario Bergoglio si è visto assegnare dalla cosiddetta Mafia di San Gallo: anche l’Argentino, fino ad allora quasi sconosciuto, è stato eletto Papa per demolire le ultime vestigia della Chiesa Cattolica; e come Conte, anche Bergoglio crede di essere l’autore di un cambiamento radicale ed irreversibile, pensando di passare alla storia mentre chi lo manovra ha già designato chi prenderà il suo posto. Anche in questo caso la vanità, l’egocentrismo, anzi il delirio di onnipotenza del personaggio gli impediscono di comprendere di essere usato e che l’appoggio di cui oggi beneficia si tramuterà in spietato cinismo non appena i suoi disastri saranno abilmente enfatizzati dai media. L’uno e l’altro hanno un simile destino, né farà eccezione Joe Biden, la cui Vicepresidente Kamala Harris attende con impazienza il momento in cui il copione prevederà l’estromissione del corrotto democratico col pretesto della sua salute mentale e fisica.

È quindi importantissimo, e parimenti ineludibile, che quanti hanno a cuore le sorti della Patria comprendano che il Presidente Draghi in nulla si discosterà dall’agenda globalista, se non nella maggiore efficienza con cui la realizzerà. Nutrire la speranza che il tecnocrate al quale si deve la devastazione della Grecia possa in qualche modo venir meno al suo compito è da sprovveduti, così come è ogni forma di collaborazione o di supporto a questo governo non può che condurre inesorabilmente alla ulteriore perdita di sovranità nazionale e all’asservimento completo al Nuovo Ordine. Non dimentichiamo che il gabinetto del Primo Ministro annovera personaggi quali Vittorio Colao e Roberto Cingolani, per i quali il Great Reset è ormai in stadio avanzato di compimento, con o senza il consenso degli elettori.

Chi governa oggi, in Italia come negli Stati Uniti, non considera minimamente rilevante che il proprio potere sia usurpato con manovre di palazzo o con frodi elettorali, né che il totem della democrazia grazie al quale ha potuto illudere le masse sia sostituito da una crudele dittatura, con o senza l’alibi dell’emergenza pandemica. Sappiamo bene che era tutto programmato da anni, e che per realizzare fino in fondo il progetto globalista l’élite non esiterà a violare i diritti fondamentali, col pretesto di farlo “per il nostro bene”. Ma sappiamo anche che quanto più ci avviciniamo alla fine dei tempi, tanto più la Provvidenza moltiplica le grazie per il pusillus grex che rimane fedele al Signore.

Se sapremo capire che ciò che avviene in Italia fa parte di un unico copione sotto un’unica regia, riusciremo a cogliere la coerenza tra fatti apparentemente eterogenei, e soprattutto comprenderemo che le motivazioni che vengono addotte per legittimare provvedimenti in violazione delle libertà naturali degli individui non sono altro che pretesti, tanto falsi quanto razionalmente incongruenti.

E siccome tutto si regge su una colossale menzogna, sarà sufficiente che crolli uno solo degli inganni per far sprofondare l’intera Torre di Babele globalista, i suoi gerarchi, i suoi sacerdoti, i suoi cortigiani, i suoi servi.

Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis; ad te autem non appropinquabit: il Salmo 90 ci ricorda la protezione dell’Altissimo, la punizione che aspetta i peccatori; ci sprona a riporre la nostra fiducia in Dio, il Quale manderà i Suoi angeli per proteggerci lungo il nostro cammino.

Non lasciamoci sedurre dall’apparente ineluttabilità del male: Satana è l’eterno sconfitto, sia che cerchi di distruggere la Chiesa di Cristo – roccia incrollabile per le stesse parole del Salvatore – sia che si accanisca su quel che rimane dell’umano consorzio. E se davvero dev’esserci un Great Reset della nostra società, esso si compirà solo con il pentimento per le colpe pubbliche delle Nazioni, con un nuovo rinascimento della Cristianità, con un ritorno alla Legge di Dio.

Fiat volutas tua, recitiamo nel Padre nostro: sia questa la nostra agenda, sull’esempio della Vergine Santissima, Nostra Signora e Regina, che per prima ha calpestato l’aspide e il basilisco, ha schiacciato la testa del leone e del drago.

Carlo Maria Viganò, Arcivescovo – 3 Marzo 2021

 

 

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[email protected] (Redazione VOX ITALIA) Blog Fri, 05 Mar 2021 10:49:43 +0000